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Un G7 particolare…

Oggi è  la giornata conclusiva del G7 a Charlevoix, il Summit di esordio del premier Giuseppe Conte. Il premier italiano non strappa con l’Unione europea.  

Intanto sembra essere sempre più solo e isolato Donald Trump (nella foto). ‘Il G6 – e Trump’, titola  il Washington Post, disegnando in un editoriale i rapporti all’interno del gruppo dei 7 paesi più industrializzati. ‘Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada e Giappone diedero vita al gruppo di sette, concepito come una sorta di conclave regolare tra le principali democrazie capitalistiche circa 40 anni fa, in piena Guerra Fredda’, ricorda il giornale, che sottolinea come inizialmente l’attenzione fosse prevalentemente puntata sull’aspetto economico, per impedire che l’insorgere di quelle questioni commerciali che il presidente Trump sta ora infiammando sfociasse in divisioni politiche che potessero mettere a rischio la solidarietà di fronte a quella che allora era la minaccia sovietica.

Nel mondo del dopo-guerra Fredda, il G7 si è trasformato in un’istituzione che rappresenta la determinazione dell’Occidente a perpetuare i valori del libero mercato, del governo rappresentativo, dello stato di diritto, che i suoi membri consideravano fossero usciti confermati dal crollo dell’Impero Sovietico. Ne consegue che la decisione di Trump di creare agitazione nel G7 è più di un gioco o una richiesta di attenzione infantili. Significa minare i valori che il G7 è stato creato per salvaguardare.

Il premier Giuseppe Conte ha marcato il suo arrivo al G7 in Canada con una mossa a sorpresa e con un passo a favore del Cremlino rispetto a tutti gli altri leader europei. Se nei fatti non si concretizzerà, perché Conte non ha minacciato il veto sulle sanzioni a Mosca, di fatto il capo del governo giallo-verde ha dato l’impressione di voler aprire un fronte morbido e pragmatico all’interno dell’Ue che non dispiace affatto al presidente Usa e soprattutto allo stesso Putin ansiosi di dividere l’Europa: ‘Siamo aperti al dialogo ma questo non significa stravolgere un percorso definito, legato anche all’attuazione degli accordi di Minsk’.

Anche sui dazi Conte  non sembra voler creare strappi: ‘Saremo portatori di una posizione moderata, cercheremo di capire le ragioni che portano ad assumere certe posizioni e ci comporteremo di conseguenza’.

Quella del professore chiamato da un’aula universitaria a guidare il governo italiano rischia di diventare però una camminata su un sottile asse d’equilibrio con l’Ue. ‘Sono il portavoce degli interessi degli italiani e sono qui a esprimere una posizione forte politicamente perché sono forte di una legittimità politica. Siamo collocati confortevolmente nella Nato: non è in discussione la collocazione internazionale dell’Italia, ma sicuramente siamo per il dialogo e siamo molto attenti a che le sanzioni non impattino sulla società civile russa’.

Antonella Di Pietro

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