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M5S e Lega a confronto

I sondaggi premiano la Lega e non il Movimento 5 Stelle. Secondo la rilevazione di Noto sondaggi la distanza tra i due alleati di governo è di 7 punti. A pesare sullo storico sorpasso della Lega (al 34%) sul Movimento (fermo al 27%) è stato l’agosto caldo occupato, mediaticamente e non solo, dal caso della nave Diciotti e dal crollo del ponte Morandi a Genova. E se Di Maio, a parole non si preoccupa: ‘I sondaggi sono fatti per essere smentiti e noi in sei anni li abbiamo sempre smentiti’, Salvini liquida il vantaggio con un ‘non ci credo, sono numeri troppo alti’. Resta il fatto che, comunque, la partita si gioca sul fronte della maggioranza giallo-verde che, da sola, ha il 61% dei consensi. Sul fronte opposizione, infatti, secondo Noto, la situazione è in peggioramento: col Pd al 17 per cento e Forza Italia in calo al 9 per cento.

I motivi sono due: la capacità di leadership di Salvini a fronte dell’inesperienza di Di Maio e il tema immigrazione diventato centrale nel governo. Finché il tema clou rimarrà questo, Di Maio sarà soltanto l’ombra di Salvini. Ma se nella manovra prevarrà il reddito di cittadinanza, la situazione potrebbe riequilibrarsi.

La scommessa è che in caso Di Maio (nella foto con Davide Casaleggio) finisse fuorigioco, o sconfitto nella guerra d’autunno sulla manovra o dopo le Europee, l’ala movimentista prenderebbe il sopravvento. Qualcuno  un asse tra Fico e Di Battista, ma ambienti vicini al presidente della Camera frenano: ‘Roberto e Alessandro sono molto diversi. Per carità, hanno alcune sensibilità in comune, ma da qui a dire che sono una corrente di sinistra ce ne passa’.

Se il Movimento 5 Stelle continuasse a perdere consensi a causa della Lega, per evitare ulteriori emorragie dovrebbe coprirsi a sinistra. Da qui, Di Maio ormai spostato a destra, sarebbe fuorigioco e toccherebbe al fronte  Di Battista e Fico. Non è un caso che Fico,  invitato alla festa dell’Unità di Ravenna, abbia scaldato la platea dei dem.

Nel frattempo, mentre infuria la battaglia d’autunno sulla legge di Bilancio tra Salvini e Di Maio, all’ala sinistra non resta che organizzarsi.

Antonella Di Pietro

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