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Il nuovo governo ha giurato. Conte si insedia

Passaggio di consegne a Palazzo Chigi tra Paolo Gentiloni e Giuseppe Conte attraverso la tradizionale cerimonia della consegna della campanella, con cui il premier apre e chiude i lavori del Consiglio dei ministri. Subito dopo, il nuovo presidente del Consiglio ha riunito il primo Cdm, che è durato circa 20 minuti.

Precedentemente Conte ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo il giuramento del presidente del Consiglio, è proseguita al Colle la cerimonia che ha visto i 18 ministri presentarsi davanti al Capo dello Stato per pronunciare la formula di rito: ‘Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione’. La squadra di governo, come noto,  è composta da diciotto ministri, tra cui cinque donne.

Una partenza graduale quella del nuovo governo perché bisognerà avere la fiducia delle Camere, costituire le commissioni, nominare i presidenti. I grillini devono rinominare i presidenti dei gruppi nominati ministri, rieleggere un questore al posto di Riccardo Fraccaro,  che dal taglio dei vitalizi passa al governo per introdurre forme di democrazia diretta.  E poi bisognerà mettere in piedi le strutture dei ministeri: capi dei gabinetti, uffici legislativi, uffici stampa.

Salvini  non si è ancora calato nel ruolo istituzionale di ministro dell’Interno e    non rinuncia ad uno dei suoi slogan preferiti: ‘Porte aperte in Italia per la gente per bene e biglietto di sola andata a quelli che vengono in Italia a fare casino e pensano di essere mantenuti a vita. A casa loro sarà una delle nostre priorità’, ricevendo in contemporanea   i complimenti di Marine Le Pen: ‘È una vittoria della democrazia sull’intimidazione e le minacce dell’Unione europea. Nulla impedirà il ritorno dei popoli sul palcoscenico della storia’.

Stephen Bannon, l’ideologo del sovranismo americano, rivela che subito dopo le elezioni ha passato ore per cercare di convincere Salvini ad allearsi con i grillini. In un intervista al ‘New York Times’, Bannon dice di avere detto al leader della Lega: ‘Siete i  primi a poter davvero rompere il paradigma sinistra-destra. Potete mostrare che il populismo è il nuovo principio organizzatore’.

In realtà il capo leghista,  e il governo, dovranno fare i conti con la realtà. Carlo Cottarelli,  mancato premier, afferma che sarà impossibile realizzare tutto quello che è stato promesso in campagna elettorale: ‘Non sono d’accordo con questa idea che si possano risolvere i problemi in Italia facendo più deficit pubblico. È invece necessario mettere i conti pubblici in sicurezza e non danneggiare la crescita’.

Ovviamente si riferisce a quanto promesso,  del tipo: reddito di cittadinanza, riforma Fornero, flat tax  subito per i nuclei con almeno tre figli,  e impegno per la libertà di educazione promuovendo anche la scuola parentale.

Il neo ministro della Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, parla dei suoi programmi con la ‘Nuova Bussola Quotidiana’: ‘Basta giocare in difesa, lavorerò con tutti i ministeri per una politica family friendly. Obiettivo: invertire la denatalità perché senza figli non c’è futuro. Fino ad oggi si è pensato che l’Europa che invecchia ha bisogno di migranti, per noi l’Europa che invecchia ha bisogno di generare nuovi figli. Il cambio di mentalità è tutto qui’.

Poi sottolinea che le nozze gay e l’eutanasia non sono nel contratto di governo, non passeranno. Nel contratto c’è la famiglia. Il ministro interviene anche sulla scuola: ‘Uno dei miei primi interventi sarà quello di lavorare per la libertà di educazione vera. Sarei felice di confrontarmi con queste realtà che vanno incentivate e fatte conoscere. E soprattutto aiutate facendo capire che la prima scuola è la famiglia’.

La versione della flat tax a firma della Lega e del Movimento 5 Stelle prevede una doppia aliquota. La prima è al 15% per i redditi fino a 80.000 euro l’altra, sopra questa soglia, al 20%. In attesa delle quote definitive, l’impianto prevede che più crescono i redditi, maggiore è il vantaggio.

Un recendo studio realizzato da Lef, ‘Associazione per la legalità e l’equità fiscale’, ha dimostrato che potrebbero beneficiare degli sconti della flat tax circa 16,4 milioni di contribuenti che dichiarano redditi oltre 20mila euro con un risparmio che sale in base ai redditi più alti e fino ad arrivare ai 40mila euro per chi dichiara 200mila euro. Per fare alcuni esempi pratici, chi ha un reddito di 30mila euro godrà di uno sconto fiscale di 1.662 euro l’anno grazie alla flat tax; chi ha un reddito di 40mila euro, potrà beneficiare, in media, di uno sconto di 3.457 euro l’anno, che salgono a 6.062 euro per chi ha un reddito di 75mila euro, e chi dichiara 100mila euro pagherebbe, in media, 17.436 euro in meno. Un risparmio non da poco che però non convince, visto che dalle simulazioni emerge come i vantaggi in termini di risparmi per la classe media sarebbero decisamente modesti soprattutto se paragonati ai risparmi di cui godrebbe, invece, la classe medio-alta.

Il concetto di flat tax, cosiddetta ‘tassa piatta’, vuole eliminare la progressività dell’imposta, come attualmente avviene in Italia, ossia all’aumento del reddito aumenta l’imposta e sostituire questo con una unica aliquota, indipendentemente dal reddito che si percepisce. Questa è l’impostazione base del concetto base di flat tax. In Italia, dove in campagna elettorale, avevamo visto diverse proposte che si muovevano tutte nell’ottica di una flat tax pura, cioè con unica aliquota, ora invece parrebbe che si sta pensando ad una flat tax con doppia aliquota, che   si sgancia dal concetto originale di flat tax per come è stata creata con l’idea di introdurre soltanto due aliquote.

Il concetto di progressività non solo è importante, ma è proprio parte della nostra Costituzione che all’art. 53 chiarisce come l’imposta, appunto, è progressiva. Di sicuro abbiamo una agevolazione per tutti quei soggetti che sono titolari di redditi molto elevati perché oggi vanno a una aliquota che è il 43% più gli addizionali, domani potrebbero andare ad una aliquota che dovrebbe essere il 20%, quindi apparentemente assistiamo nell’immediato ad un importante ritorno per tutti i titolari di redditi in Italia. Le fasce medio alte avrebbero sicuramente un guadagno.

Diverso, invece, è il concetto che riguarda i titolari di redditi bassi, qualcuno ha detto che addirittura subirebbero un appesantimento, in realtà non è così perché tutti i sistemi di flat tax sono accompagnati da una serie di meccanismi di detrazioni e deduzioni che vanno ad impattare su quelli che sono i redditi medio bassi. Quindi, tradotto in numeri, al reddito meno basso che applicherebbe l’aliquota del 15%, comunque si andrebbero ad applicare delle deduzioni e detrazioni.  Attualmente, in ogni dichiarazione dei redditi abbiamo una marea di detrazioni e deduzioni, dalle spese per l’istruzione, al coniuge a carico, ai figli a carico, alle spese funerarie, insomma in dichiarazione la pagina delle deduzioni/detrazioni in dichiarazione è una pagina e mezza, assistiamo a quello che è uno sfoltimento del mondo delle deduzioni/detrazioni e quindi a un meccanismo di semplificazione, quindi la dichiarazione diventa veramente molto semplice: reddito secco, aliquota secca, deduzioni, detrazioni molto limitate.

Non ci resta che chiudere con l’augurio del presidente Sergio Mattarella: ‘L’Italia è in un momento di passaggio dei compiti e delle responsabilità: faccio un forte augurio al nuovo governo e un grazie a quello che ha appena concluso la sua attività’.

Detto in maniera semplice: ‘Al nuovo governo auguri e figli maschi…’.

Antonella Di Pietro

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