Nasce “Vesuvius Campania Felix”
9 Settembre 2019
Malattie rare, a Napoli il simposio internazionale
12 Settembre 2019
Mostra tutto

Governo Conte 2, inizia la “corsa” per viceministri e sottosegretari

ROMA – Dai rapporti con l’Unione europea alla sicurezza, passando per il fisco e la giustizia: il discorso programmatico del premier Giuseppe Conte (nella foto) in Aula alla Camera dura un’ora e mezza e traccia in 80 pagine la linea dell’azione di governo con un respiro di legislatura. Sarò il garante e il primo responsabile» dell’agenda del nuovo esecutivo, assicura il presidente del Consiglio promettendo una stagione riformatrice.

Dopo le trattative dei giorni scorsi sulla compilazione della lista dei Ministri ora toccherà sciogliere il nodo delle 44 nomine tra sottosegretari e viceministri.

I partiti sanno di dover fare presto per completare la squadra di governo in vista degli appuntamenti imminenti quali la finanziaria e le riforme promesse.

Le poltrone da aggiungersi ai 21 ministri sono circa 44, ma sulla spartizione delle caselle i numeri sono incerti. Al Partito democratico nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbero essere assegnati tra i 18 e i 20 sottosegretari, qualcuno in più rispetto ai 15 che erano toccati alla Lega, che andranno ad aggiungersi ai colleghi di governo a 5 stelle, che da trenta si ridurranno più o meno a 25. Due o tre incarichi spetteranno probabilmente a Leu che si è aggiudicato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Nel Partito democratico tra i nomi più accreditati spiccano infatti quelli dei “vice” più rilevanti. Emanuele Fiano dovrebbe divenire numero 2 al Viminale, Antonio Misiani al Mef, Anna Ascani all’Istruzione e Gianpaolo Manzella allo Sviluppo Economico. In rampa di lancio per un ruolo di sottosegretario molte donne: Lia Quartapelle, Debora Serracchiani e Marina Sereni ma anche Lorenza Bonaccorsi, ora assessore in Regione Lazio, che potrebbe trovare una sua giusta collocazione a Palazzo Chigi all’Editoria se Crimi fosse promosso dal M5S come viceministro o come autorità delegata.

Luigi Marattin avrà con ogni probabilità un ruolo in un ministero economico, forse al Lavoro per riequilibrare il peso degli alleati. Incerto invece se Andrea Martella andrà al governo o resterà al Nazareno al fianco del segretario Zingaretti. Nel toto nomi di queste ore anche il figlio del presidente della Regione Campania, De Luca, anche se in molti nel Pd ragionano sulla necessità di rafforzare la rappresentanza “nordista” per meglio bilanciare la geopolitica del governo e non lasciare troppo vantaggio alla Lega in Lombardia, Veneto e Piemonte.

Dall’Abruzzo si fa il nome del parlamentare Luciano D’Alfonso (già presidente della Regione) ma potrebbe essere richiamato in forze anche Giovanni Legnini che da ex vicepresidente del Csm potrebbe essere il più efficace contrappeso al ministero della Giustizia. In virtù delle loro competenze, sono in corsa Gianluca Benamati e Salvatore Margiotta. Altra esigenza di cui Zingaretti vuole tenere conto è la promozione dei giovani più talentuosi. Circolano i nomi di Francesco Nicodemo per l’Innovazione e di Giacomo D’Arrigo già apprezzato capo dell’Ang (Agenzia Nazionale Giovani).

Nell’universo pentastellato ci si muove tra riconferme e novità. Per il Movimento guidato da Luigi Di Maio l’obiettivo principale è mantenere l’unità dei gruppi parlamentari e contenere i mal di pancia di quelli che saranno esclusi. Fra i nomi “intoccabili” si segnalano quelli di Manlio Di Stefano (agli Esteri), Mattia Fantinati (alla Pa), Laura Castelli (al Mef) e Stefano Buffagni (agli Affari regionali). Quest’ultimo in modo particolare sarebbe in odore di “promozione”: al ministero dello Sviluppo economico o come Viceministro alle Infrastrutture.

In odore di conferma anche Angelo Tofalo (alla Difesa) e Andrea Cioffi (Mise). In rampa di lancio per entrare nella squadra di governo Francesco D’Uva, attuale capogruppo alla Camera ma anche Emilio Carelli, Carla Ruocco ora presidente della commissione Finanze, Luca Carabetta (in pole all’Innovazione), Giuseppe Brescia (in quota Fico) e Giorgio Trizzino. Come sempre accade, c’è da mettere nel conto qualche esclusione eccellente e ingressi non previsti. La composizione della squadra 5 Stelle sarà una significativa carta di tornasole per comprendere i rapporti di forza fra le diverse anime del Movimento.

Roberto Chieppa,  uomo di fiducia di Conte,  dovrebbe avere la delega ai Servizi.

Non è da escludere, infine, l’inclusione di un paio di centristi per riequilibrare un asse che a molti osservatori appare sbilanciato a sinistra. In questo caso, potrebbe essere Bruno Tabacci a prendere un sottosegretariato che per sostenere il Conte bis ha rotto con +Europa.

Antonella Di Pietro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *