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Veltroni: “Voglio un Pd sano”

«Dirò una cosa che in politica non si dovrebbe dire, ma io preferisco perdere voti ed avere un partito sano e perbene piuttosto che avere dei capibastone che portano voti. Voglio un partito sano e perbene, gli altri fuori». All'indomani della direzione del Pd , il segretario dei democratici torna sulla questione morale nel suo intervento alla prima assemblea nazionale dei giovani Democratici. «Quello che vi chiedo è di essere liberi intellettualmente perché il correntismo è una malattia che deve essere combattuta» ha detto Veltroni rivolgendosi alla platea. Poi un attacco al premier Silvio Berlusconi.

«Dirò una cosa che in politica non si dovrebbe dire, ma io preferisco perdere voti ed avere un partito sano e perbene piuttosto che avere dei capibastone che portano voti. Voglio un partito sano e perbene, gli altri fuori». All’indomani della direzione del Pd , il segretario dei democratici torna sulla questione morale nel suo intervento alla prima assemblea nazionale dei giovani Democratici. «Quello che vi chiedo è di essere liberi intellettualmente perché il correntismo è una malattia che deve essere combattuta» ha detto Veltroni rivolgendosi alla platea. Poi un attacco al premier Silvio Berlusconi.

«È responsabile degli ultimi 15 anni della situazione di questo Paese. Lui, nel 2009 sarà all’ottavo anno di governo e quando non era capo dell’esecutivo era capo dell’opposizione, ma ogni volta fa finta di venire da un altro pianeta, come se tutto quello che succede nel nostro Paese non lo riguardi» ha detto il leader del Pd.

D’ALEMA – Replicando indirettamente a Massimo D’Alema che venerdì aveva parlato del Pd come di un «amalgama malriuscito», Veltroni ha voluto specificare che «l’amalgama è riuscito già alle elezioni politiche, prima alle primarie e prima ancora con l’incontro di due culture ed esperienze diverse. L’alternativa al Pd è un ritorno al passato, un ritorno a due partiti uno al 16% ed un altro al 9%, in questo modo la sfida riformista diventa più difficile». Proprio D’Alema era tornato in mattinata sul rapporto con il segretario dei democratici, sottolineando che «con Veltroni non c’è nessun dualismo» e anzi denunciando «una rappresentazione sorprendente e distorta» offerta da «taluni giornali» della riunione di venerdì e del suo rapporto con il leader del Partito democratico.

«UNITI CON WALTER» – D’Alema ha voluto precisare che «al di là di valutazioni critiche che sono emerse nel corso del dibattito sulla situazione del partito, il vero risultato nuovo della direzione di ieri è stato la convergenza intorno ad un documento unitario e il rinnovato mandato a Walter Veltroni per rilanciare il progetto e l’iniziativa del Pd di fronte alla grave crisi del Paese e alla drammatica inadeguatezza del governo». «Voglio infine rilevare – conclude la nota di D’Alema – che ieri c’è stata una assai significativa e ampia discussione politica, con molte voci, che non può essere ridotta alla stucchevole rappresentazione di un dualismo, che non c’è, tra Veltroni e D’Alema».

«BASTA TENTENNAMENTI SULLE ALLEANZE» – Dipietristi in pressing, nel frattempo sulle alleanze. «Per Italia dei Valori l’alleanza con il Pd è strategica e non negoziabile. È ora però che il Pd la smetta con i tentennamenti sulle alleanze» dice in una nota Massimo Donadi, presidente dei deputati dell’Italia dei Valori. «Se ci sono problemi – prosegue – sediamoci intorno ad un tavolo e confrontiamoci, per ritrovare le ragioni profonde di un’alleanza per il Governo del Paese».

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