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Veltroni: “Sull’università sì al confronto, ma solo se il governo sospende i tagli”

Vedo che il governo manifesta sull'Università una preoccupazione e una attenzione nuove rispetto a quanto ha mostrato sinora. Ne prendiamo atto. Ma, se il governo è interessato ad aprire su questi temi un confronto in Parlamento questo sarà possibile solo a condizione che vengano sospesi e resi inefficaci i provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria che impediscono, con tagli indiscriminati a scuola e università, ogni intervento necessario per il rilancio del nostro sistema formativo ed educativo». Lo afferma in una nota il segretario del Pd, Walter Veltroni, secondo il quale «crediamo che la scuola e l'università abbiano bisogno di un intervento serio di rinnovamento e di riforma, su questa strada si può avviare in Parlamento un confronto reale che coinvolga il mondo della scuola ma, ripeto, dopo aver preliminarmente sospeso gli effetti perversi innescati dai tagli».

Vedo che il governo manifesta sull’Università una preoccupazione e una attenzione nuove rispetto a quanto ha mostrato sinora. Ne prendiamo atto. Ma, se il governo è interessato ad aprire su questi temi un confronto in Parlamento questo sarà possibile solo a condizione che vengano sospesi e resi inefficaci i provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria che impediscono, con tagli indiscriminati a scuola e università, ogni intervento necessario per il rilancio del nostro sistema formativo ed educativo». Lo afferma in una nota il segretario del Pd, Walter Veltroni, secondo il quale «crediamo che la scuola e l’università abbiano bisogno di un intervento serio di rinnovamento e di riforma, su questa strada si può avviare in Parlamento un confronto reale che coinvolga il mondo della scuola ma, ripeto, dopo aver preliminarmente sospeso gli effetti perversi innescati dai tagli».

CASINI – Sul tema della riforma universitaria è intervenuta anche l’Udc. La riforma della scuola e dell’università è necessaria, ma non si può fare con i tagli». Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine di una conferenza stampa per presentare i candidati alle prossime elezioni regionali in Abruzzo. «Il Governo – ha aggiunto Casini – non faccia un decreto sull’Università, perchè acuirebbe una spaccatura nel Paese che non ha ragione di esistere. Questo è il momento dell’unità, della serietà, del lavoro comune».

IL PD: SERVE UNA RIFORMA IN STILE FRANCESE – Ma quale progetto ha in mente il Partito democratico per l’università? Una riforma dell’Università ispirata a quella proposta dal governo di destra francese. Questo il modello a cui si ispira proprio il progetto di legge presentato dai parlamentari Pd Walter Vitali e Salvatore Vassallo in alternativa alla riforma Gelmini. Obiettivo del progetto di legge è «riprodurre nel nostro Paese l’operazione Campus che si sta realizzando in Francia – ha spiegato Vitali – che prevede di stanziare nei prossimi cinque anni 15 miliardi per l’Università, di cui cinque per la riqualificazione di campus esistenti e la realizzazione di nuovi». Fondi che, secondo i due esponenti democratici ed esattamente come prevede l’operazione Campus francese, dovrebbero essere assegnati a una rosa di dieci progetti ritenuti i migliori da una commissione ad hoc. E invece per Vitali con la riforma Gelmini, «il nostro Governo sta facendo esattamente il contrario di quello francese» cioè «un’operazione puramente finanziaria con tagli cospicui e assolutamente indifferenziati». Nel Pdl si chiede inoltre che il 5% del Fondo finanziario universitario sia assegnato solo agli atenei più virtuosi cioè quelli che non sforano il 90% della spesa in stipendi (come ha ricordato Vitali, attualmente sui 58 statali, 19 sforano il tetto).

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