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Tremonti: “Se le banche falliscono, banchieri a casa o in galera

Lo strumento allo studio del governo per finanziare l'economia e aiutare il sistema bancario ad affrontare la crisi dei mercati sarà quello dell'emissione da parte del Tesoro di prestiti obbligazionari. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante un'audizione al Senato, sottolineando che la misura entrerà nel prossimo decreto in via di emanazione. «Uno strumento - ha sottolineato - è quello dei prestiti obbligazionari. Il Tesoro fa un'emissione, vediamo se il Tesoro direttamente o un'altra articolazione, e la liquidità viene impiegata per sottoscrivere obbligazioni». In ogni caso, ha precisato Tremonti, l'intervento dello Stato per sostenere le banche non è un finanziamento alle banche, ma una misura a tutela del risparmio. Quindi, «se la banca fallisce i banchieri vanno a casa, o vanno in galera...».

Lo strumento allo studio del governo per finanziare l’economia e aiutare il sistema bancario ad affrontare la crisi dei mercati sarà quello dell’emissione da parte del Tesoro di prestiti obbligazionari. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante un’audizione al Senato, sottolineando che la misura entrerà nel prossimo decreto in via di emanazione. «Uno strumento – ha sottolineato – è quello dei prestiti obbligazionari. Il Tesoro fa un’emissione, vediamo se il Tesoro direttamente o un’altra articolazione, e la liquidità viene impiegata per sottoscrivere obbligazioni». In ogni caso, ha precisato Tremonti, l’intervento dello Stato per sostenere le banche non è un finanziamento alle banche, ma una misura a tutela del risparmio. Quindi, «se la banca fallisce i banchieri vanno a casa, o vanno in galera…».

RISPARMIO – Il titolare dell’Economia ribadisce poi che il decreto numero 155 e il successivo decreto adottati dal governo hanno alla «base il principio costituzionale della tutela del risparmio, che è un bene pubblico». Non si tratta di provvedimenti «per salvare le banche ma per salvare il risparmio, se le banche entrano in crisi si definisce un meccanismo di salvataggio bancario». Secono Tremonti, non c’è nessun ritardo nei provvedimenti a sostegno dell’economia reale: «Nessun paese europeo ha adottato provvedimenti prima dell’Ecofin della scorsa settimana».

 

CIAMPI – Tremonti è poi sbottato contro quelli che lo indicano come l’inventore della finanza creativa: «Sono invenzioni e ne ho piene le scatole. Io con la finanza creativa non c’entro un tubo… Le cartolarizzazioni, ovvero lo strumento principe della finanza creativa, le ha inventate Ciampi nel 1998. Giuste o sbagliate il copyright è del dottor Ciampi. Chiedete a lui..».

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