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Tassa Sky, Veltroni attacca Berluconi

L'opposizione attacca, la maggioranza parla di «correzione a una stortura», ma apre a possibili modifiche. La decisione del governo di eliminare le agevolazioni per le pay tv, innalzando così l'Iva dal 10% al 20%, è il nuovo fronte di scontro tra maggioranza e opposizione. Mentre su Sky - particolarmente colpita dal provvedimento - vanno in onda spot anti-premier, Veltroni attacca: «Questa misura è un modo per colpire un'impresa, Sky, che produce e dà lavoro, e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il Paese». «È una decisione - evidenzia il segretario Pd - che agisce per il 92% sul principale concorrente di Berlusconi. E poi siamo sempre da capo a dodici: il governo prende una misura che è un aumento delle tasse perché non stiamo parlando di famiglie ricche ma dei tifosi di calcio che si sono abbonati a Sky: ora si trovano il prezzo raddoppiato».

L’opposizione attacca, la maggioranza parla di «correzione a una stortura», ma apre a possibili modifiche. La decisione del governo di eliminare le agevolazioni per le pay tv, innalzando così l’Iva dal 10% al 20%, è il nuovo fronte di scontro tra maggioranza e opposizione. Mentre su Sky – particolarmente colpita dal provvedimento – vanno in onda spot anti-premier, Veltroni attacca: «Questa misura è un modo per colpire un’impresa, Sky, che produce e dà lavoro, e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il Paese». «È una decisione – evidenzia il segretario Pd – che agisce per il 92% sul principale concorrente di Berlusconi. E poi siamo sempre da capo a dodici: il governo prende una misura che è un aumento delle tasse perché non stiamo parlando di famiglie ricche ma dei tifosi di calcio che si sono abbonati a Sky: ora si trovano il prezzo raddoppiato».

PDL – La maggioranza difende la decisione, ma apre alla possibilità di discutere in Parlamento sull’opportunità della decisione. Il vice presidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, intervistato proprio da Sky Tg 24, spiega: «Credo che c’è la possibilità di discuterne. Siamo in una situazione di crisi, è necessario rivedere il quadro della fiscalità, ma sarebbe più proficuo parlare all’interno di questa situazione e valutare tutto con questo parametro piuttosto che con un unico parametro di strumentalità politica che è poi una formula magica: conflitto di interessi». Il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, afferma che con l’innalzamento dell’Iva sulla pay tv «si è rimediato a una stortura che la poneva al 10 per cento, ma ovviamente il Parlamento sarà chiamato a discutere e a confrontarsi». Il ministro insiste sul fatto che «con questo provvedimento nessuno vuole discriminare nessuno e tantomeno vuole colpire l’occupazione; comunque tutto l’impianto della manovra non è un dogma e lo si discuterà».

L’IDV – Anche l’Italia dei valori critica però la misura del governo. «Serve una legge sul conflitto d’interessi in Italia per risolvere un’anomalia unica tra le democrazie europee» afferma il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, secondo cui «in nessuna democrazia si verifica una violazione così palese delle regole di trasparenza e concorrenza». «Mentre si raddoppia l’Iva a Sky – aggiunge l’esponente dipietrista – i giornali della famiglia Berlusconi pubblicizzano le offerte di Mediaset Premium. Una simile concentrazione di potere ed una commistione tra affari e politica altera pesantemente le regole della democrazia».

BERLUSCONI – In precedenza, Berlusconi aveva affermato che la decisione, contenuta nel pacchetto anti-crisi del governo, elimina un «privilegio» che era stato concesso a Sky «dalla sinistra». «E poi la misura colpisce anche Mediaset» aveva aggiunto il premier.

I NUMERI – Il raddoppio dell’Iva dal 10 al 20% sui canoni d’abbonamento radiotelevisivi frutterà 214 milioni di gettito aggiuntivo nel 2009 e 270 milioni all’anno a partire dal 2010. Le cifre sono contenute nella relazione tecnica che accompagna il dl anticrisi. Dall riformulazione della pornotax (addizionale del 25% sugli utili derivanti dalla diffusione di materiale pornografico) sono attesi 254 milioni nel 2009 (di cui 133,8 milioni di saldo 2008) e 146,8 milioni nel 2010 che salgono a 153,8 milioni nel 2011 e 161,7 nel 2012, sempre in termini di cassa.

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