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Romani contro programma della Dandini «Non ha a che fare con servizio pubblico»

Dopo Annozero, finisce nel mirino del governo la nuova stagione del programma di Serena Dandini, Parla con me.

Dopo Annozero, finisce nel mirino del governo la nuova stagione del programma di Serena Dandini, Parla con me. «Mi risulta che stasera la Dandini mandi in onda tre minuti di recita dai bagni ricostruiti di Palazzo Grazioli, con ragazze non meglio identificate (la fiction «Lost in wc», ndr). L’ho appreso dai giornali. Vorrei capire cosa c’entri questo con il servizio pubblico». Così il vice ministro alle Comunicazioni ha risposto a una domanda sul clima di timore che serpeggia a Raitre e si cui ha parlato la Dandini alla vigilia della partenza del suo programma. A chi obiettava che quello della Dandini è un programma di satira, Romani ha ribattuto ricordando «la battuta con cui Travaglio concluse il suo intervento alla trasmissione di Luttazzi Satirycon: “Questo è un paese di m…”: è satira questa?».

VIGILANZA – Mercoledì alle 14.30 lo stesso Romani è atteso a San Macuto, sede della commissione di Vigilanza che lo ha convocato su proposta del presidente Sergio Zavoli per discutere della questione Annozero e del rinnovo del contratto di servizio. «Si tratta di ridare a tali problemi la sede legittima, quella della Commissione di vigilanza, nella quale il Parlamento assume ed esplica la sua dirimente centralità» ha detto Zavoli, che martedì mattina ha ricevuto il vice ministro per un colloquio dopo aver espresso nei giorni scorsi perplessità sull’istruttoria aperta dal ministero dopo la prima puntata di Annozero. «Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo – ha dichiarato Romani uscendo dalla sede della commissione, ma senza entrare nei contenuti del confronto -. Nell’incontro dell’8 ottobre con il presidente e il direttore generale acquisiremo ai massimi livelli informazioni su Annozero ed eventuali altri programmi rispetto alla verifica che intendiamo fare sull’adeguato rispetto del contratto di servizio in materia di libertà, obiettività e rispetto del pluralismo».

GRILLO E TRAVAGLIO – Alla fine dell’istruttoria il ministero dello Sviluppo economico, spiega Romani, «deciderà se chiedere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di intervenire con una sanzione nei confronti della Rai che può arrivare al 3% del fatturato». Questo il percorso che il vice ministro vuole seguire, anticipando che il caso appare simile a quello della «derisione delle istituzioni» che fu tra le motivazioni del provvedimento dell’Autorità nei confronti di Grillo e di Travaglio in occasione delle affermazioni sul presidente del Senato Schifani a Che tempo che fa. «Nel provvedimento – spiega Romani – l’Agcom dice che i contenuti dei loro interventi non erano improntati alla correttezza e contesta anche che puntassero a una derisione delle istituzioni, e riteniamo che questo possa essere il caso. E nel parere al dg Masi sul contratto di Travaglio l’Agcom ricorda che è in grado di irrorare sanzioni alla Rai pari al 3% del fatturato».

PD: «RIPRISTINARE L’ORDINE» – Secondo Alessio Butti, capogruppo Pdl in Commissione di Vigilanza Rai, «la convocazione di Romani non è un fatto irrituale visto che stiamo avviando le procedure per il rinnovo del contratto di servizio». Diversa l’opinione del vicepresidente della commissione Giorgio Merlo (Pd): «È importante ripristinare l’ordine e riportare le cose nei giusti termini e in questo senso ben venga la convocazione in Vigilanza proposta dal presidente Zavoli. L’audizione servirà a fare luce sull’istruttoria perché bisogna evitare che ci siano ingerenze da parte del governo sulla Rai e insieme gettare le basi del nuovo contratto di servizio che deve rispettare la centralità del Parlamento. Non c’è scritto da nessuna parte che il governo possa convocare la Rai».

MANIFESTAZIONE IDV – L’Italia dei Valori ha organizzato una manifestazione davanti alla sede della Vigilanza: bavagli bianchi sulla bocca e cartelli e bandiere che recitano «Liberate la Rai», «Fuori i partiti dalla Rai», «Ministero della censura preventiva». «Abbiamo presentato una risoluzione alla Vigilanza – spiega il senatore e componente della Vigilanza Pancho Pardi – per chiedere che il vertice Rai si sottragga a ogni illegittimo controllo del ministero dello Sviluppo economico sui contenuti della programmazione e provvedendo invece a riferire in materia al solo organo competente ovvero alla Commissione di Vigilanza». Secondo Pardi «la nuova formulazione del contratto di servizio vuole stabilire una sorta di controllo preventivo sui programmi mentre la Rai deve essere il centro dell’informazione pluralistica». La denuncia dei parlamentari Idv, che portano anche un orologio con il volto di Antonio Di Pietro e lo slogan «l’ora legale», riguarda anche l’oscuramento della loro forza politica dalla tv: «Sono quattro mesi che siamo scomparsi dai tg – spiega Massimo Donadi, capogruppo alla Camera -. Una situazione che ci avvicina a qualche caricatura di regime sudamericana. Si fa carta straccia del dovere primario del giornalismo, ovvero di fare informazione completa».

 

 

 

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