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Raddoppia l’indennità ai disoccupati

Il Consiglio dei ministri ha esaminato in via preliminare il piano casa annunciato dal premier Silvio Berlusconi che prevede l'aumento delle volumetrie per le abitazioni e la semplificazione delle procedure per ottenere le autorizzazioni di ristrutturazione e sconti fiscali. Il testo è stato però solo presentato ai componenti dell'esecutivo e non votato. Secondo quanto trapelato da fonti ministeriali, si è discusso «sul percorso e la mediazione necessaria per varare il piano casa con un decreto».

Il Consiglio dei ministri ha esaminato in via preliminare il piano casa annunciato dal premier Silvio Berlusconi che prevede l’aumento delle volumetrie per le abitazioni e la semplificazione delle procedure per ottenere le autorizzazioni di ristrutturazione e sconti fiscali. Il testo è stato però solo presentato ai componenti dell’esecutivo e non votato. Secondo quanto trapelato da fonti ministeriali, si è discusso «sul percorso e la mediazione necessaria per varare il piano casa con un decreto». Per la prossima settimana si è deciso di convocare la conferenza Stato-regioni per un «ampio confronto» in modo da arrivare ad un via libera che potrebbe avvenire anche per decreto legge. Il ministro Andrea Ronchi ha parlato di «larghissimo consenso» attorno alla proposta: «Tutti i ministri hanno chiesto di fare presto – ha aggiunto – e quindi, nei prossimi giorni si valuteranno le modalitá per poter fare di questo piano della casa un fatto importante».

BOSSI: «SEMBRA POSITIVO» – Umberto Bossi, che nei giorni scorsi aveva espresso dubbi sul piano casa, ha detto che quello illustrato a Palazzo Chigi «mi pare un progetto positivo, impostato bene». Ma quanto al fatto che la Lega voterà favorevolmente al prossimo Consiglio dei ministri, il Senatùr spiega: «Lo dobbiamo controllare bene nella prossima settimana». Nel corso della riunione odierna «ci siamo fatti spiegare bene e riguarda solo le cose già costruite, non abusive, da allargare per chi ha bisogno magari di un locale in più».

AIUTI AI PRECARI – Dal Consiglio è invece arrivato il via libera al nuovo «pacchetto» a favore dei precari. Si tratta di misure di «completamento e semplificazione a protezione dei lavoratori sospesi o licenziati». Le norme saranno presentate sotto forma di emendamenti al decreto legge salva-auto. Tra gli interventi principali il raddoppio dell’indennità di disoccupazione per i co.co.pro che così passa al 20% e la velocizzazione delle procedure per la concessione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali. Sono state poi estese le possibilità di ricorso ai voucher, cioè i buoni lavoro, per ampliare le forme di lavoro regolare. E in questo senso, ha commentato Sacconi, «in questa stagione è bene accettare, non dico qualsiasi lavoro, ma anche lavori non coerenti con gli studi fatti».

QUOTE E TEMPI – Nella conferenza stampa seguita al Consiglio, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha precisato che «l’indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto (co.co.pro) con un solo committente è innalzata al 20% di quanto percepito l’anno precedente in un intervallo che va da 1000 a 2600 euro circa». Questo intervento costerà 100 milioni di euro per il 2009, condi che secondo Sacconi derivano da «ulteriori disponibilità del ministero». «Ragionevolmente – ha aggiunto – prorogheremo anche nel 2010 la misura ma attualmente la copertura è per il 2009. Rinunceremo a qualche ricerca». «I lavoratori che ricevono dei sussidi potranno accettare piccoli lavori – ha detto ancora il ministro -, il che non significa però che non potranno accettare un corso di formazione o un posto di lavoro congruo . Però per loro è prevista la possibilità di accettare lavori per un massimo di tre mila euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un’integrazione all’80% del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali». Il governo pensa di intervenire anche sulla tempistica: «Con il pacchetto di emendamenti al decreto legge sugli incentivi auto cercheremo prima di tutto di accorciare i tempi per l’erogazione degli ammortizzatori sociali – ha puntualizzato Sacconi -. Prima erano necessari dai 120 ai 140 giorni, noi miriamo ad arrivare ad erogarli in 20-30 giorni».

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