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“Rammarico per l’iniziativa del ministro Fioroni”

 La Federazione Opere Educative esprime profondo rammarico per l’iniziativa del Ministro Fioroni di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale 19/2007 sul sistema educativo di istruzione e formazione, approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia il 27 luglio scorso con l’astensione, tra l’altro, di Ds e Margherita.

 La Federazione Opere Educative esprime profondo rammarico per l’iniziativa del Ministro Fioroni di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale 19/2007 sul sistema educativo di istruzione e formazione, approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia il 27 luglio scorso con l’astensione, tra l’altro, di Ds e Margherita.

Tale atto rischia di porre fine all’esperienza innovativa dei percorsi formativi triennali ai quali si sono iscritti 30 mila allievi, con risultati estremamente positivi sia in termini di recupero scolastico, sia di inserimento lavorativo.

La legge lombarda, progettata in applicazione della riforma del titolo V della Costituzione (L.3/2001), rappresenta un modello interessante per l’intero sistema scolastico nazionale e risponde proprio alle esigenze di pari opportunità, di possibilità di scelta delle famiglie e di serietà proclamate dal Ministro stesso. Tante scuole aderenti alla FOE, che si occupano anche di formazione professionale, ne sono un esempio paradigmatico, offrendo reali opportunità di crescita per i giovani e per le famiglie, e dunque di sviluppo per l’intera società italiana.

Per quale motivo, a fronte degli evidenti successi della applicazione di questo modello, si tenta di confermare il monopolio statale di tutta l’istruzione secondaria superiore? Forse la sussidiarietà alla quale si ispira la riforma del titolo V della Costituzione (e di conseguenza la legge lombarda), rappresenta una minaccia per l’elefantiaco e ipersindacalizzato sistema scolastico statale, che sarebbe costretto a confrontarsi con realtà ben più dinamiche e motivate?

Ci auguriamo che, alla fine, prevalga il desiderio di servire il bene comune, cioè la persona dello studente, le famiglie, chi ha voglia di investire le proprie capacità e risorse nel realizzare scuole e centri di formazione al servizio di tutti e non i soliti interessi corporativi, a cominciare da quelli di certi sindacati, nemici per principio di ogni libertà di educazione.

 

Claudia Lucianelli

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