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Piano casa, no di Franceschini

Il piano per la casa del governo, che secondo il premier Silvio Berlusconi avrà effetti formidabili, «è bocciato» perché si tratta «di una cementificazione dell'Italia» e per di più anche «campata sulla luna»: così il segretario del Pd Dario Franceschini, nel corso di In mezz'ora su Raitre, commenta la proposta del premier di un nuovo piano per l'edilizia.

Il piano per la casa del governo, che secondo il premier Silvio Berlusconi avrà effetti formidabili, «è bocciato» perché si tratta «di una cementificazione dell’Italia» e per di più anche «campata sulla luna»: così il segretario del Pd Dario Franceschini, nel corso di In mezz’ora su Raitre, commenta la proposta del premier di un nuovo piano per l’edilizia.

RISCHIO CEMENTIFICAZIONE – «C’è assolutamente bisogno di far ripartire l’economia e le imprese, rimettere in moto gli artigiani, perchè gli italiani non avendo soldi non spendono più – ha detto il leader democratico – . Ma la proposta del governo è senz’altro uno sbaglio, una specie di cementificazione dell’Italia e per di più campata in aria». Per Franceschini si tratta di una proposta «un po’ sulla luna» perché «Berlusconi parla di aggiungere due, tre stanze alle ville e dimostra così di non sapere come vivono gli italiani che stanno in condomini al terzo, o quarto piano, dove aggiungono le stanze sul pianerottolo?». Secondo il segretario del Pd perciò questo piano è «pericolosissimo» soprattutto in Italia perchè «quello che ci rende unici nel mondo è il paesaggio, i nostri centri storici. Così, invece, si rovina il territorio, quindi la proposta è bocciata: è come se un paese arabo bruciasse il petrolio».

«BERLUSCONI INADEGUATO» – Nel corso della trasmissione è stata ricordata la differenza di vedute sugli strumenti per affrontare la crisi. Il premier aveva ad esempio detto no all’ipotesi di un sussidio a favore di chi perde il proprio lavoro. «A nessuno di noi, nemmeno nella foga di un comizio – ha detto il leader del Pd – , è mai venuto in mente di dire che la crisi è colpa del governo Berlusconi; ma il modo inefficace e inadeguato in cui si affronta la crisi è certamente colpa del governo Berlusconi».«Noi abbiamo fatto proposte finalizzate all’emergenza del 2009 – ha aggiunto -, tra cui anche l’assegno di disoccupazione». Che però è solo un primo passo, perchè «non è che pensiamo di risolvere la crisi solo con questa misura».

IL DIALOGO CON LA MAGGIORANZA –Quanto alla ripresa del dialogo con il Pdl, Franceschini ha spiegato che «noi siamo pronti a votare con loro» un pacchetto di misure per uscire dalla crisi economia, ma solo a condizione che non sia una «presa in giro» e siano misure «concrete» e «a sostengo delle persone che si trovano in difficoltà». In questo senso si inserisce l’idea di partecipare alla discussione sulla presidenza della Rai, ma senza per questo pensare ad una forma di compartacipazione dell’opposizione nella gestione della tv pubblica. «Non ci sarà nessuna collaborazione sulla Rai», ha detto Franceschini «e dal momento in cui avremo contribuito a scegliere il presidente» secondo la legge che «dice che serve un accordo tra maggioranza e opposizione», il Pd «dalla Rai farà un passo indietro».

CASINI: «NESSUN PREGIUDIZIO» – Chi invece non pone un veto a priori («Non siamo pregiudizialmente contrari») al piano di Berlusconi è il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. «Ma vogliamo capire bene di cosa si tratta – precisa l’ex presidente della Camera -. Vogliamo essere sicuri che non dia la stura a una cementificazione selvaggia e che non scateni una nuova ondata di abusivismo». «Il piano – ha aggiunto Casini – potrebbe dare impulso al settore edilizio in grave crisi, ma deve essere conciliato con la tutela del territorio e deve salvaguardare le prerogative delle Regioni e degli enti locali in materia».

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