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«Minorenni, veline, Mills e voli di Stato: c’è stato un piano eversivo contro di me»

La maggioranza «potrà governare tranquillamente per altri 4 anni», perché i risultati delle elezioni europee e amministrative «hanno dato risultati straordinari» e rafforzato «la posizione della nostra parte politica».

La maggioranza «potrà governare tranquillamente per altri 4 anni», perché i risultati delle elezioni europee e amministrative «hanno dato risultati straordinari» e rafforzato «la posizione della nostra parte politica». E questo nonostante un «progetto eversivo» contro il presidente del Consiglio. Lo ha sostenuto Silvio Berlusconi intervenendo a Santa Margherita Ligure all’assemblea dei Giovani imprenditori di Confindustria. Un intervento fiume nel corso del quale il premier ha elencato puntigliosamente quelli che rivendica come i meriti del proprio governo e nel corso del quale ha più volte citato la parola «miracolo» in relazione alle cose realizzate.

NO PUBBLICITA’ A MEDIA DISFATTISTI – Non tralasciando di sferrare un duro attacco alla stampa, proprio negli stessi minuti in cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlava da Napoli della libertà di informazione come di un cardine dell’Europa unita: «Se c’è un momento in cui bisogna prendere con le molle quello che dicono i giornali – ha detto Berlusconi -, è proprio questo: continuo a trovare virgolettati di frasi che non ho mai detto. La stampa italiana dipinge un’Italia che non è quella reale». Stampa accusata anche di diffondere pessimismo: «Bisognerebbe non avere una sinistra e dei media che cantano ogni giorno la canzone del pessimismo. Anche voi dovreste fare di più: non dovreste dare pubblicità a chi si comporta così».

IL «PIANO EVERSIVO» – Senza citare un mandante preciso, Berlusconi ha spiegato che quelle su caso Noemi, veline, Mills e voli di Stato sono state «soltanto calunnie», parte appunto di un progetto eversivo finalizzato a far decadere un presidente del consiglio legittimato dal voto ppolare «per mettere al suo posto un’altra persona non eletta dagli italiani. se questa non è eversione ditemi cosa è?». Il capo del Pdl non ha fatto nomi, ma ha parlato di ricadute negative di queste campagne per l’immagine dell’Italia.

«LA POLITICA DEL CUCU’» – Immagine che, dal canto suo, Berlusconi ha detto di voler contribuire a rilanciare. Rafforzando il peso dell’Italia in sede europea (ha sottolineato che il Pdl è uno dei partiti maggiori all’interno del Ppe e che quindi potrà pesare nelle scelte, in primis facendo nominare un italiano, Mario Mauro, alla presidenza dell’Europarlamento). E esercitando sempre di più quella diplomazia dei rapporti umani – «potremmo anche definirla la politica del cucù» – che lo ha fin qui contraddistinto, pur se questo ha fatto storcere il naso a molti in passato. Il capo del governo ha detto di avere «corteggiato» il leader spagnolo Zapatero, per convincerlo a farsi carico della ricostruzione del forte spagnolo danneggiato dal terremoto in abruzzo e ha spiegato come sia fondamentale instaurare rapporti personali con tutti in politica estera. «E’ il saper vivere, il sapersi rendere gradevoli agli altri. Questo si può trasformare in amicizia o in affetto, come è successo con Erdogan, Bush, Blair, Aznar. Tutte perosne che posso annoverare in categoria “amici”. Nella politica estera questo serve, non ci sono alternative».

«GHEDDAFI? INTELLIGENTISSIMO» – Agli under 40 di Confindustria («siete tutti forti, giovani, belli, qualcuno anche abbronzato») ha di intendere il proprio ruolo di primo ministro come quello di un imprenditore impegnato a vendere il proprio prodotto a clienti molto diversi tra loro. E tra questi ci può stare anche un cliente «originale», come il leader libico Muammar Gheddafi, «una persona intelligentissima, se è riuscito a stare al potere per 40 anni è perché sa il fatto suo». «Se hai un cliente come lui – ha detto – lo devi prendere per il verso giusto». «Oggi l’Italia è vicino alla Libia e la Libia è amica dell’Italia» ha detto Berlusconi. Che ha poi riferito di avere ottenuto dal leader libico l’allungamento di 30 anni di un contratto con l’Eni e che molte infrastrutture che la Libia si appresta a costruire «saranno offerte prioritariamente a nostre imprese».

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