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Rai, accordo Pd-Pdl

In mattinata le dimissioni di Orlando e Pardi. Nel tardo pomeriggio, l'intesa - non ancora ufficiale - di Pd e Pdl sul nome di Sergio Zavoli. La telenovela sull'elezione del presidente della Commissione di Vigilanza Rai sembra essere arrivata a una svolta.

In mattinata le dimissioni di Orlando e Pardi. Nel tardo pomeriggio, l’intesa – non ancora ufficiale – di Pd e Pdl sul nome di Sergio Zavoli. La telenovela sull’elezione del presidente della Commissione di Vigilanza Rai sembra essere arrivata a una svolta.


LE DIMISSIONI – La giornata era iniziata con l’incontro al Quirinale tra i vertici del Pd e Napolitano (con Veltroni che aveva descritto con preoccupazione al Capo dello Stato il clima politico che si è creato tra maggioranza e opposizione per «gli attacchi insultanti del governo) e soprattutto con lo strappo dei dipietristi. Leoluca Orlando e Francesco Pardi avevano infatti annunciato le loro dimissioni dalla commissione di Vigilanza in seguito all’elezione di Riccardo Villari (Pd) alla presidenza (elezione avvenuta con i voti della maggioranza e contro il parere dello stesso Partito democratico, che appoggiava invece Orlando). Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, aveva attaccato direttamente Silvio Berlusconi: «È un corruttore politico. Ha cercato di corrompere me offrendomi un posto da ministro, ha tentato di corrompere Orlando, probabilmente è riuscito a corrompere Villari».

BERLUSCONI – Poche ore dopo, da Trieste, era arrivata la replica di Berlusconi. Il premier aveva invitato l’opposizione a «cambiare cavallo», vale a dire a trovare un altro candidato. «Non siamo noi che dobbiamo cambiare cavallo, ma i signori dell’altra parte» aveva risposto ai giornalisti il presidente del Consiglio.

VILLARI – Nel frattempo Villari aveva ribadito la sua intenzione di rimanere in sella: «Farò un passo indietro soltanto se c’è un nome condiviso» aveva detto. «È mia ferma intenzione – aveva spiegato in una nota – porre al primo posto la priorità di ogni parlamentare, che è quella di rispettare e garantire le istituzioni repubblicane». Tanto che Villari aveva già convocato la commissione di Vigilanza per giovedì prossimo. E in una nota, il senatore Pd spiegava: «Sono sottoposto a pressioni di inaudita violenza. L’elezione a presidente della commissione di Vigilanza non deve comportare una tale condizione. Nella mia qualità di parlamentare della Repubblica ho l’obbligo e il dovere di contribuire a garantire il funzionamento delle istituzioni. A questo intendo attenermi nel pieno rispetto di quanto previsto dalla nostra Costituzione respingendo qualsiasi forma di pressione e di intimidazione».

L’ACCORDO – Quasi contemporaneamente è arrivata però la notizia dell’accordo tra Partito democratico e Popolo della libertà. L’intesa è stata trovata prima con il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, poi ne è stata data comunicazione all’Idv, che con le dimissioni dei suoi membri aveva deciso di delegare la soluzione a Veltroni, e infine è stato chiesto il parere della maggioranza attraverso il sottosegretario Gianni Letta, chiamato dallo stesso Veltroni. A questo punto, si sottolinea al Nazareno, si sono create le condizioni chieste da Villari per dimettersi.

L’ANNUNCIO – È stato lo stesso Veltroni a riunire nella sede del partito i commissari del Pd in Vigilanza Rai per informare sull’intesa raggiunta con la maggioranza. Ora saranno svolti tutti gli adempimenti tecnici, nelle prossime ore, per ufficializzare la candidatura di Zavoli. A quanto si apprende da fonti Pd, alla riunione, nonostante la convocazione ricevuta, era assente Villari, tuttora presidente della commissione di Vigilanza Rai, che, sempre a quanto si apprende, è stato cercato telefonicamente dal Pd senza farsi raggiungere. «La personalità di Zavoli – ha poi dichiarato Veltroni – è tale da rendere chiaro qual è il senso delle intese che si possono trovare. Sono particolarmente soddisfatto che un confronto molto aspro, nel quale si sono conosciuti strappi a mia memoria inediti, si possa concludere con una scelta su Sergio Zavoli attraverso il consenso di tutti».

ZAVOLI – Al momento, nessun commento da parte del diretto interessato: «Non ho ancora ricevuto nessuna notizia ufficiale – ha affermato Zavoli – quindi non voglio dire nulla, anche perché a parlare prima si rischia di fare brutte figure».

VELTRONI – «La personalità di Zavoli è tale da rendere chiaro qual è il senso delle intese che si possono trovare». Così ha risposto Veltroni, a chi gli chiedeva un commento sulla soluzione trovata sulla Vigilanza Rai. «Sono particolarmente soddisfatto che un confronto molto aspro, nel quale si sono conosciuti strappi a mia memoria inediti, si possa concludere con una scelta su Sergio Zavoli attraverso il consenso di tutti».

 

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