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«Ddl popolare per ridurre i parlamentari. Opposizione non necessaria per riforme»

Un disegno di legge di iniziativa popolare per ridurre il numero dei parlamentari, la separazione delle carriere tra pm e giudici entro un anno, la sentenza Mills e il caso Noemi boomerang per la sinistra, la Rai e le Europee. Silvio Berlusconi passa in rassegna tutti i temi caldi degli ultimi giorni in diverse interviste a radio e tv. Togliendosi diversi sassi dalle scarpe.

Un disegno di legge di iniziativa popolare per ridurre il numero dei parlamentari, la separazione delle carriere tra pm e giudici entro un anno, la sentenza Mills e il caso Noemi boomerang per la sinistra, la Rai e le Europee. Silvio Berlusconi passa in rassegna tutti i temi caldi degli ultimi giorni in diverse interviste a radio e tv. Togliendosi diversi sassi dalle scarpe.

NUMERO PARLAMENTARI – «Sto veramente pensando a un disegno di legge di iniziativa popolare per diminuire a 300 il numero dei deputati e a 150 il numero dei senatori – spiega il premier su radio Rtl 102,5 -. Perché una iniziativa di legge popolare? Perché poi voglio vedere il Parlamento non votare positivamente una legge che fosse presentata con il sostegno di milioni e milioni di elettori». Prosegue dunque il botta e risposta con il presidente della Camera Gianfranco Fini, che venerdì ha dichiarato: «Una legge di iniziativa popolare non può sostituire il Parlamento». Berlusconi torna poi sul contestato intervento all’assemblea di Confindustria, dopo aver smentito di aver usato parole come “inutile” e “dannoso”: «Ho detto solo che il Parlamento italiano è pletorico e che a causa di questo e dei regolamenti attuali per fare una legge normalmente ci vogliono 20 mesi. Non si può pretendere di essere uno stato moderno andando avanti così». Ma le riforme, secondo il premier, si possono fare anche senza l’opposizione: «Non è necessaria, non è indispensabile per fare le riforme: c’è da riformare i regolamenti parlamentari, da fare la riforma della giustizia penale per separare gli ordini – scandisce su Radio Montecarlo – e la riforma sui numeri del Parlamento penso che la manderemo avanti e credo che lo faremo con il disegno di legge di iniziativa popolare».

«LIQUIDATORE DEL PD» – Al leader del centrosinistra il premier riserva parole dure: «Il buon Franceschini, che è il commissario liquidatore del Pd, sta tentando di andare in giro ma non c’è nessuno che bada a lui, mentre a me succede esattamente il contrario: quando entro in un negozio o sono per strada si blocca la circolazione e mi vengono manifestazioni di affetto e simpatia a non finire. L’opposizione non ha argomenti, è divisa, non ha prospettive e vedendosi venire meno la terra sotto i piedi si è definitivamente orientata ad attacchi personali nei miei confronti e a utilizzare il vecchio sistema stalinista della menzogna e dell’insulto». E sulla proposta di Di Pietro di una mozione di sfiducia contro il premier: «Di Pietro la può presentare, così i nostri parlamentari gli risponderanno come si deve. Di Pietro ci fa meravigliare ogni giorno di più, perché tocca certi limiti di volgarità che non pensavamo potessero essere attinti». Al contrario lo schieramento di centrodestra sembra, nelle parole di Berlusconi, godere di ottima salute: «Con La Lega abbiamo un alleanza di ferro – ha detto ai microfoni di Telereporter -. Penso che l’Italia sia divisa in due blocchi: le persone che rispettano gli altri e quelli che hanno politici non di carriera ma per il bene degli altri, e il blocco delle sinistre, diviso, guidato solo da politici di professione che pensano di approfittarne per se stessi». Anche gli elettori sono oggetto degli strali del presidente del Consiglio: «Chi è malato di invidia personale e di odio politico vota per la sinistra».

RIFORMA GIUSTIZIA – Altro tema, la riforma della giustizia. Berlusconi assicura che la separazione degli ordini di pm e giudici «sarà fatta nel prossimo anno». E sottolinea: «Ho garantito più volte che non mi ritirerò dalla politica se non quando sarà diventata legge dello Stato la separazione degli ordini, quello dei giudici e quello dell’avvocato dell’accusa, attuale pm».

OPERAZIONE FIAT-OPEL – Intervistato dalla televisione romana T9, il Cavaliere parla anche dell’operazione Fiat-Opel, sottolineando che «non è ancora un’occasione perduta» e garantendo «l’assoluta imparzialità del governo tedesco». E sull’ipotesi di tagli negli stabilimenti italiani della Fiat: «So che c’è un tavolo a Pomigliano, ma che non è stato aperto solo perché i vertici della Fiat sono stati impegnati nella trattativa con Chrysler».

SENTENZA MILLS – Veniamo ai temi più “scottanti”. Sul caso Mills il premier torna a puntare il dito contro «una militante dell’estrema sinistra (il giudice Nicoletta Gandus, ndr). Militante che scende i piazza, porta cartelli, sottoscrive petizioni contro il governo Berlusconi. Gli altri gradi di giudizio per il signor Mills confermeranno la sua innocenza e, quindi, si tratta ancora una volta di un boomerang, che rafforzerà la mia parte politica e indebolirà la sinistra e i suoi giudici». E alla domanda se sia preoccupato di eventuali ripercussioni in termini di consenso: «In tutte le campagne elettorali fino ad oggi sono sempre intervenuti i giudici di sinistra, le cosiddette toghe rosse, con accuse che si sono sempre rivelate infondate e sono sempre stato assolto con formula piena. Anche questa volta la cosa sarà uguale».

«SU NOEMI STAMPA SCONCIA» – Il Cavaliere esce allo scoperto anche sull’altra questione spinosa, il caso Noemi Letizia (la 18enne ospite con la madre alla festa del Milan a Natale 2008), e lo fa attaccando la stampa: «Il comportamento di molti giornali è veramente indegno, ignobile e direi sconcio e quando la gente si accorgerà di qual è la vera situazione e di quello che loro hanno fatto ci saranno molte persone che si dovranno vergognare». Parlando a Radio Montecarlo Berlusconi denuncia una violazione della sua privacy: «In questa situazione non c’è nulla che sia men che pulito e ciò verrà fuori. Questa volta hanno proprio esagerato, anche portando mie situazioni private al centro della lotta politica». Berlusconi assicura di aver detto alla famiglia Letizia, di cui è molto amico da anni, «che non dessero risposte su quella che è stata la nostra frequentazione, per il semplice motivo che deve essere chiaro a tutti come sia meschina e indebita la volontà di chi si immette nella privacy che riguarda ciascuno di noi». Sull’ipotesi di riferire in Parlamento sui suoi rapporti con Noemi Letizia? «Ci sto pensando – risponde Berlusconi intervistato dal direttore dell’emittente T9 -. Sono tentato di andare in Aula a riferire, ma ci devo riflettere. Prima li lascio andare avanti perché così si mostrano per quello che sono. E sarà un boomerang tale che si vergogneranno».

RAI E CANONE – Sempre in tema di informazione, Berlusconi ha attaccato la Rai ai microfoni di Canale Italia: «La televisione pubblica che abbiamo oggi è l’unica televisione pubblica che attacca il governo, con una pluralità di trasmissioni infinita, tant’è vero che sono sempre di più gli italiani che non pagano il canone, perché non sono d’accordo che con i loro soldi si paghino Annozero, Ballarò, Report e tutte queste trasmissioni di contrasto con la politica del governo e con il leader del governo. Io non mi deprimo di fronte a queste cose – aggiunge – perché sento il calore della gente. L’ultimo sondaggio dà un gradimento nei confronti del governo al 74,8%».

«EUROPEE, OBIETTIVO 51%» – Infine, le elezioni europee. L’obiettivo del Pdl, dice Berlusconi, è molto di più del 40%: «I sondaggi ci danno al 45% e io al nostro congresso ho indicato come obiettivo il 51%, come risultato da attingere nei prossimi anni per il nostro partito». Il premier ha poi invitato gli italiani a «non disperdere il loro voto sulle piccole formazioni o sulla sinistra, così il nostro gruppo parlamentare avrà la possibilità di essere determinante in Europa». «Il 70% delle leggi che incidono direttamente sui cittadini sono direttive europee, dunque è necessario mandare in un Europa gente capace e presente – ribadisce -. Dobbiamo dare un drizzone all’Europa». Secondo Berlusconi serve un presidente del Consiglio europeo «che non duri in carica solo sei mesi».

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