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Immigrati respinti, Ue chiede spiegazioni

Mentre l'Unione Europea chiede informazioni «ai paesi interessati Italia e Malta» sul respingimento del gommone con a bordo 75 persone, l'imbarcazione è in balia delle onde. A 5 miglia dalla Libia non riesce a raggiungere le coste.

Mentre l’Unione Europea chiede informazioni «ai paesi interessati Italia e Malta» sul respingimento del gommone con a bordo 75 persone, l’imbarcazione è in balia delle onde. A 5 miglia dalla Libia non riesce a raggiungere le coste.

L’UNIONE EUROPEA– È stata inviata, quindi, una richiesta ben precisa «per poter valutare la situazione». Lo ha riferito oggi a Bruxelles un portavoce dell’Esecutivo comunitario, Dennis Abbott che ha aggiunto: « La Commissione sottolinea che qualunque essere umano ha diritto di sottoporre una domanda che gli riconosca lo statuto di rifugiato o la protezione internazionale». Inoltre ha ricordato una lettera del commissario alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot nella quale ha scritto: «Il principio di non-refoulement (non respingimento, ndr), così come è interpretato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, significa essenzialmente che gli Stati devono astenersi dal respingere una persona (direttamente o indirettamente) laddove potrebbe correre un rischio reale di essere sottoposta a tortura o a pene o trattamenti inumani o degradanti».

IL GOMMONE- Intanto pare non sia ancora arrivato a destinazione, il gommone carico di rifugiati somali. Si trova a circa 5 miglia dalle coste della Libia che non riesce a raggiungere a cause delle cattive condizioni del mare. L’imbarcazione era stata intercettata dalla Guardia di Finanza a circa 24 miglia a sud di capo passero non avrebbe ancora raggiunto l’approdo libico a causa delle cattive condizioni del mare.

COINVOLTI I COMUNI – A Milano il ministro dell’Interno Maroni e il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella hanno firmato un protocollo con l’Anci, l’associazione dei Comuni. Maroni ha accolto la proposta del sindaco di Torino e presidente Anci, Sergio Chiamparino, di coinvolgere i Comuni nel rinnovo dei permessi di soggiorno «Accolgo l’invito – ha detto Maroni – e credo che un protocollo affinché i permessi di soggiorno possano essere rinnovati anche dai Comuni possa essere stipulato in breve tempo. Credo si possa fare per il rinnovo, in quanto è una procedura più snella e non è necessario l’intervento degli uffici della Questura».

RESPINGIMENTI – Maroni ha negato che in futuro siano previste regolarizzazioni anche per altri lavoratori: «Quello del lavoro domestico è un settore verso il quale è necessaria molta attenzione ed è per questo che parte la procedura per l’emersione e la regolarizzazione di chi lavora. Non è però al vaglio del governo la possibilità di dare il via a una procedura simile per altre tipologie di lavoro». Dunque il ministro ha assicurato che proseguiranno i respingimenti degli immigrati, invitando i media a diffondere notizie con prudenza: «In Libia c’è la sede dell’Alto Commissariato e l’ultimo respingimento è stato fatto in acque internazionali. Non so chi ha diffuso notizie secondo le quali gli immigrati erano del Corno d’Africa. Per il barcone di qualche settimana fa con 75 clandestini, la stampa aveva scritto che si trattava di curdi e iracheni, quindi di profughi. E invece è emerso che erano tutti egiziani e in Egitto sono già stati rispediti». Maroni ha quindi precisato che il respingimento dei clandestini verso la Libia «fa parte di un protocollo sottoscritto quando ministro dell’Interno era Giuliano Amato».

«CIE, NESSUNA EMERGENZA» – Per quanto riguarda la situazione nei Centri di identificazione ed espulsione, dove negli ultimi mesi ci sono stati diversi episodi di protesta da parte degli stranieri, Maroni non esiste alcuna emergenza: «Vedo che c’è molta attenzione da parte della stampa per alcuni episodi che si sono verificati. Non c’è alcuna emergenza, sono episodi accaduti altre volte».

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