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Immigrati, l’Italia chiede discussione Ue

Una discussione sull'immigrazione clandestina al vertice europeo. È la richiesta avanzata dall'Italia, che vuole un confronto sul tema al prossimo consiglio dei capi di Stato e di governo Ue previsto a giugno. Lo ha annunciato il rappresentante italiano presso l'Unione, l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, aggiungendo che la richiesta è fatta in accordo con Malta, Cipro e Grecia ed ha l'appoggio di Spagna e Belgio.

Una discussione sull’immigrazione clandestina al vertice europeo. È la richiesta avanzata dall’Italia, che vuole un confronto sul tema al prossimo consiglio dei capi di Stato e di governo Ue previsto a giugno. Lo ha annunciato il rappresentante italiano presso l’Unione, l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, aggiungendo che la richiesta è fatta in accordo con Malta, Cipro e Grecia ed ha l’appoggio di Spagna e Belgio.
COLLABORAZIONE – Prima del vertice, in programma il 18 e 19, all’inizio di giugno la questione sarà discussa anche dal Consiglio dei ministri degli Interni «e in quella sede – ha spiegato Nelli Feroci – vedremo insieme agli altri Paesi come riempire di contenuti la proposta per il Consiglio, che in sostanza ribadirà che questo è un problema europeo per il quale bisogna attuare misure concrete in spirito di solidarietà». Le misure potrebbero essere in una maggior condivisione nella gestione delle frontiere, un aumento delle attività dell’agenzia europea Frontex dal punto di vista della identificazione dei migranti e di voli di rimpatrio collettivi ed anche una nuova collaborazione con i Paesi di origine e di transito.

FRATTINI – Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ribadisce le critiche già rivolte all’Unione europea da Roberto Maroni: con la caduta delle frontiere interne all’Europa, spiega il responsabile della Farnesina, l’immigrazione è divenuta «un tema di interesse comune», ma «le istituzioni europee hanno fatto meno del dovuto» per fronteggiare l’emergenza. «Gli immigrati clandestini che arrivano a Lampedusa ha aggiunto Frattini – non si fermano a Lampedusa: l’80 per cento migra verso nord, verso altri Paesi europei»; e dunque ha auspicato che «nel prossimo futuro, vi sia finalmente un’azione decisa da parte delle istituzioni europee».

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