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Il Pd in piazza per la Costituzione

Martedì il Pd scenderà in piazza per manifestare in difesa della Costituzione e del Quirinale. La decisione è stata presa all'indomani dell'affondo del premier Silvio Berlusconi che aveva definito come filosovietica la Carta fondamentale dello Stato. La manifestazione del Pd si svolgerà martedì 10 febbraio alle 18 in piazza Santissimi Apostoli a Roma. Non parleranno però i leader del centrosinistra: l'unico a prendere la parola, spiega una nota del partito di Veltroni, sarà il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica.

Martedì il Pd scenderà in piazza per manifestare in difesa della Costituzione e del Quirinale. La decisione è stata presa all’indomani dell’affondo del premier Silvio Berlusconi che aveva definito come filosovietica la Carta fondamentale dello Stato. La manifestazione del Pd si svolgerà martedì 10 febbraio alle 18 in piazza Santissimi Apostoli a Roma. Non parleranno però i leader del centrosinistra: l’unico a prendere la parola, spiega una nota del partito di Veltroni, sarà il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica.

DE GASPERI E CALDEROLI – Il dibattito, sulla vicenda, è particolarmente acceso. E tutta l’opposizione è di fatto insorta contro l’uscita del presidente del Consiglio. Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha sottolineato che «sa Costituzione certamente è frutto di un’intesa fra diverse ideologie, ma personalità come De Gasperi e Moro hanno fatto un buon lavoro e non direi che hanno fatto una Costituzione filo-sovietica». «Se pensiamo al grande apporto culturale dei costituenti e lo confrontiamo ai lavori oggi sul federalismo, sui nuovi tessuti istituzionali del ministro Calderoli – ha aggiunto Casini – credo che dovremmo avere un pò di cautela prima di smantellare la Costituzione».

«NAPOLITANO A SCHIENA DRITTA» – In difesa di Napolitano e della Carta si schiera anche Rifondazione comunista. Secondo il segretario, Paolo Ferrero, il capo dello Stato «ha tenuto la spina dorsale dritta, come deve fare un Presidente della Repubblica. Mi dispiace che anche parte dell’opposizione, come Di Pietro, nei giorni scorsi lo abbia attaccato. E invece va difeso il ruolo del capo dello Stato che è un garante della costituzione e lo sta dimostrando».

«MAI ATTACCATO LA COSTITUZIONE» - Dopo le polemiche scatenate dalle sue parole, Silvio Berlusconi è però tornato sulla questione dicendo che «la sinistra e la stampa hanno mistificato le mie parole»: «Non ho mai attaccato nè inteso attaccare la Costituzione, io ho giurato sulla Costituzione e la rispetto, non ho mai pensato di attaccarla – ha detto il presidente del Consiglio -. Ripeto però che la Costituzione non è un moloch, può evolvere e può essere cambiata, ma solo con il consenso di tutti o di quasi tutti perchè per cambiarla ci vogliono i due terzi del Parlamento».

 

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