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Franceschini: «Premier tra gli orafi e antiquari non conosce il Paese reale»

Il premier «giri un po' per il Paese reale», per vedere lo stato di crisi che c'è e resta preoccupante. È l'invito del segretario del Pd Dario Franceschini a Berlusconi dal palco di un incontro con la «rete»di «Incontriamoci» dell'ex ministro prodiano Giulio Santagata all'Eliseo.

Il premier «giri un po’ per il Paese reale», per vedere lo stato di crisi che c’è e resta preoccupante. È l’invito del segretario del Pd Dario Franceschini a Berlusconi dal palco di un incontro con la «rete»di «Incontriamoci» dell’ex ministro prodiano Giulio Santagata all’Eliseo.

L’IRONIA – «Dice – ha ironizzato Franceschini parlando della passeggiata di sabato del premier in una via del centro di Roma – che parla con tutti, che gli piace scambiare opinioni con i tassisti, stare con la gente comune, poi sabato è andato a fare una immersione nel mondo reale a via dei Coronari tra gli orafi e gli antiquari…». «L’Italia – ha aggiunto – non è via dei Coronari, è un’altra cosa, molto diversa. Lui si è costruito questo grande reality, in cui si è imprigionato e in cui vorrebbe coinvolgere anche il Paese».

INSULTATO – Subito dopo il leader del Pd si è soffermato sulle reazioni alle sue parole sulle coperture del «decreto Abruzzo» all’Aquila: «Sono stato aggredito con insulti da esponenti della maggioranza che sembravano fare a gara tra loro… forse mandano in televisione quello che insulta di più, ma non hanno nemmeno fantasia, mi danno del “demagogo”, del “mentitore…”». «Noi – ha aggiunto – abbiamo sempre detto che su questo tema serve un atteggiamento responsabile. Abbiamo pronunciato parole positive sul lavoro dei volontari della Protezione civile, ma abbiamo anche detto che da parte dell’opposizione ci deve essere un ruolo di controllo». Franceschini ha quindi parlato della questione delle scuole («a parte la classe inaugurata da Berlusconi e dalla Gelmini, non ci sono scuole che hanno riaperto in Abruzzo e se non ci sono misure urgenti il rischio è che non aprano neanche a settembre»); o di quella delle «casette», che «il premier ha detto vuole siano completate nel 2009, ma nel decreto vengono stanziati 700 milioni, di cui solo 400 nel 2009, per cui se le vogliamo consegnare tutte non si capisce perchè 300 milioni sono previsti per il 2010». Infine, «avevano detto che sarebbero stati stanziati 8 miliardi – ha concluso – e ce ne sono 5,9 spalmati fino al 2032: allora la nostra è strumentalizzazione o dovere di controllo?».

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