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Fini: «Pm non sottoposti ad altri poteri»

«Un conto è la separazione delle carriere dei magistrati, un altro è che il pm sia sottoposto ad altri poteri se non a quello dell'ordine giudiziario»: lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini, a Francoforte per inaugurare la fiera del libro, riferendosi alle ipotesi di riforma della giustizia su cui «si valuterà strada facendo».

«Un conto è la separazione delle carriere dei magistrati, un altro è che il pm sia sottoposto ad altri poteri se non a quello dell’ordine giudiziario»: lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini, a Francoforte per inaugurare la fiera del libro, riferendosi alle ipotesi di riforma della giustizia su cui «si valuterà strada facendo».

«LA COSTITUZIONE VA RISPETTATA» – Ricordando che in Parlamento sono pendenti diverse proposte di riforma dell’ordinamento giudiziario, Fini ribadisce: «Su un tema di cui si è discusso come l’ipotesi di carriere separate per i magistrati non ho cambiato opinione sul fatto che la Costituzione va rispettata quando parla di indipendenza assoluta di tutti i magistrati».

LE ALTRE RIFORME – Quanto al resto delle Riforme, Fini ha detto di ritenere che esse possano essere effettuate già in questa legislatura. «Sulla fine del bicameralismo perfetto, sulla riduzione dei parlamentari e su nuove forme di equilibrio tra potere esecutivo e legislativo – ha precisato – si possono fare riforme che siano approvate con una larga maggioranza quale è quella prevista dall’articolo 138 della Costituzione, indispensabile per evitare l’ipotesi non automatica ma già attivata in passato di un referendum confermativo». Fini ha ricordato che «la Costituzione prevede esplicitamente le modalità per fare riforme che non penso siano state inserite a caso dai padri costituenti. Le recenti esperienze dimostrano che quando una maggioranza dà corso a riforme costituzionali contando solo sui voti di cui essa dispone in Parlamento compie un’azione perfettamente legittima dal punto di vista costituzionale che, tuttavia, come in passato è accaduto determina inconvenienti politici come, ad esempio, l’attivazione del referendum».

«UNANIME CONVERGENZA» – «Io da sempre auspico che in questa legislatura non si perda l’occasione per riformare le istituzioni portando a compimento un iter molto ricco – ha aggiunto il numero uno di Montecitorio -. Ci sono le condizioni politiche perchè ciò avvenga, sulla base di una larga o addirittura unanime convergenza su alcune questioni. Ad esempio, sulla necessità di portare a compimento il processo federalista in corso, indispensabile perchè abbia un modello istituzionale che gli offra uno sbocco». «Non credo che in Parlamento – ha detto ancora Fini – ci sia alcuna forza politica contraria o ostile a questa riforma, e si discute anche sulla opportunità di una democrazia autenticamente governante, con un equilibrio tra poteri e raccordo tra governo e Parlamento; così come c’è la consapevolezza che 945 parlamentari rappresentino un numero ampio».

L’IMMAGINE DELL’ITALIA – Il presidente della Camera ha affrontato anche la questione dell’immagine dell’Italia all’estero, più volte ribadita dal premier Silvio Berlusconi che ha accusato i media stranieri di dare del nostro Paese una descrizione distorta. «E’ una cosa che dipende da tutti – ha chiosato Fini -, non solo dai media». «E’ data da tanti fattori – ha evidenziato -, certamente anche da quello che scrivono i giornali internazionali, ma non in modo determinante. Penso sia sufficiente questa constatazione per dire che tutti devono impegnarsi: dalle istituzioni al mondo dell’editoria fino allo sport».

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