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Fini: «Non siano tolti diritti ai migranti». Ma è scontro tra La Russa e l’Onu

«Il clandestino deve essere accompagnato nel Paese da cui proviene, ma non bisogna privarlo dei diritti fondamentali dell'uomo». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Matera, nel corso di un incontro sull'integrazione. «Bisogna aiutare queste persone - ha aggiunto - nei loro Paesi.

«Il clandestino deve essere accompagnato nel Paese da cui proviene, ma non bisogna privarlo dei diritti fondamentali dell’uomo». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Matera, nel corso di un incontro sull’integrazione. «Bisogna aiutare queste persone – ha aggiunto – nei loro Paesi. Paesi che hanno problemi seri, come la totale assenza dei diritti umani. Bisogna agire in una logica internazionale. Dobbiamo spenderci per garantire a queste persone il diritto alla vita e ricordare che nessun migrante è felice di lasciare il suo Paese d’origine». Non solo: per evitare la xenofobia, secondo Fini, «bisogna promuovere l’integrazione». «E uno dei primi aspetti che l’Italia deve affrontare – ha proseguito – è l’integrazione della ‘generazione Balotelli. Parla la nostra lingua e forse anche il dialetto di Brescia. Quello che dobbiamo affrontare è come integrare persone italiane a tutti gli effetti, ma con credo religiosi e culture diversi».

IL MONITO – Il presidente della Camera ha lanciato poi un monito: «Dovremmo sforzarci tutti di affrontare una questione così impegnativa e complessa per la società italiana senza cadere nella tentazione di dare vita a un confronto tutto finalizzato unicamente al voto per il Parlamento europeo che viene rinnovato tra qualche settimana». Per Fini quello dell’immigrazione e dell’integrazione è un problema «di rapporto fra Unione europea e Paesi di provenienza degli immigrati, tocca il futuro della nostra società e andrà oltre il 7 di giugno».

LO SCONTRO GOVERNO-UNHCR – Nel frattempo non si placano le polemiche tra il governo italiano e l’Onu sulla linea del respingimento dei migranti adottata dal nostro Paese. Dopo le dure parole del ministro Ignazio La Russa nei confronti di Laura Boldrini dell’Unhcr, l’Onu replica con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Antonio Guterres: «Gli attacchi immotivati e personali sono inaccettabili, non mutano e non muteranno l’impegno dell’Unhcr nel perseguire il suo mandato e la sua missione umanitaria», ha dichiarato Guterres. «Il mio rappresentante in Italia, Laurens Jolles, e la mia portavoce in Italia, Laura Boldrini, godono della mia piena fiducia nel portare avanti questo importante compito. Continueremo a lavorare con i governi e con tutti gli altri partner per affrontare queste sfide in modo da garantire il pieno rispetto dei diritti dei rifugiati e di quanti hanno bisogno di protezione internazionale».

«MA LORO NON RISPONDONO» – «Non conta un fico secco», aveva detto La Russa riferendosi all’Alto commissariato per i rifugiati. E sulla portavoce Laura Boldrini, aveva aggiunto con un paradosso – «o disumana o criminale». Anche se poi, aveva smorzato i toni: «Non ho niente contro la signora Boldrini, se si è sentita offesa me ne dispiace», affermava il ministro ribadendo di considerare «umana l’azione dei nostri marinai nel riaccompagnare, come vuole la legge del mare, nel porto più vicino i migranti intercettati». Prima dell’intervento ufficiale di Guterres, La Russa ai microfoni di Radio 3 aveva dichiarato che il governo è «compatto», ministro degli Esteri compreso, nel ritenere che l’Unhcr sbaglia nel criticare l’Italia sui riaccompagnamenti in Libia degli immigrati. «Mi spiace che ci siano stati problemi di tipo personale dei quali voglio assolutamente chiedere ammenda». «Ma sto ancora aspettando dalla Boldrini la spiegazione del perché considera più umano accompagnare i migranti in Italia, rinchiuderli nei Cie e poi espellerli». Più tardi è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni: «La polemica sull’Unhcr è incomprensibile – ha dichiarato il responsabile del Viminale – innalzare i toni potrebbe pregiudicare il buon lavoro che abbiamo fatto in questi dieci mesi«. Anche perché, ha proseguito, il ruolo dell’Unhcr potrebbe essere «fondamentale».

«GOVERNO OTTUSO» – Alle dichiarazioni del ministro La Russa, ha risposto anche con una nota Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. «La posizione del governo – sostiene Anna Finocchiaro – sta rasentando l’ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante. Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, questo governo – conclude – ci sta spingendo in un tunnel davvero pericoloso».

 

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