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Dalla Camera ok a mozione anti-Jervolino

La Camera ha approvato la mozione presentata dal deputato del Pdl Amedeo Laboccetta che impegna il governo «a valutare se sussistano i presupposti per la rimozione del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, per gravi motivi di ordine pubblico e per giungere, conseguentemente allo scioglimento del Consiglio comunale». Il governo, che aveva espresso parere negativo su alcuni punti, è stato battuto.

La Camera ha approvato la mozione presentata dal deputato del Pdl Amedeo Laboccetta che impegna il governo «a valutare se sussistano i presupposti per la rimozione del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, per gravi motivi di ordine pubblico e per giungere, conseguentemente allo scioglimento del Consiglio comunale». Il governo, che aveva espresso parere negativo su alcuni punti, è stato battuto. Pd e Idv non hanno partecipato al voto, abbandonando l’Aula per protesta. I deputati dell’Udc sono rimasti ma si sono astenuti, dopo che Casini aveva espresso fortissime perplessità per un atto che mette in discussione l’autonomia degli enti locali. La mozione è passata con il voto favorevole della maggioranza e con l’astensione dell’Udc.

COMMISSIONE MINISTERIALE – Il documento presentato da Laboccetta impegna anche il governo «a inviare a Napoli una commissione ministeriale con ampi poteri di accertamento e indagine e, comunque, a non rinnovare i poteri straordinari al sindaco di Napoli per la gestione degli interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nel territorio della città e tutti gli altri poteri straordinari concessi al sindaco, anche per le altre attività commissariali inerenti le attività del sottosuolo». Il governo aveva espresso parere negativo sulla prima parte del dispositivo della mozione, riguardante appunto la rimozione di Iervolino e l’invio di una commissione ministeriale. Aveva dato invece parere positivo alle motivazioni della mozione e all’impegno a riferire alla Camera con la massima urgenza. È stata bocciata la mozione presentata da Antonio Di Pietro che impegnava il governo «a valutare se di fronte alla crisi complessiva politica, morale e istituzionale che colpisce la città di Napoli non sia necessaria come segnale di responsabilità collettiva ogni iniziativa possibile per restituire alla cittadinanza la possibilità di esprimere la propria sovranità e procedere a un veloce ed efficace rinnovamento della classe politica locale».

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