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Consulta: bagarre in aula

Una nuova fumata nera e il blitz dei radicali alla Camera durante la seduta per eleggere il giudice della Consulta. Ma ora i gruppi dei parlamentari del Pdl, dopo il ritiro di Gaetano Pecorella, convergono sul nome dell'avvocato Giuseppe Frigo. Trovando aperture anche da parte del Pd. «Penso che lo voteremo, ma lo formalizzeremo più tardi» ha detto Antonello Soro, capogruppo del Partito democratico alla Camera, riferendosi a Frigo. «La candidatura presentata verrà esaminata con assoluta attenzione con l'obiettivo di chi vuole sciogliere questo nodo» fa sapere il segretario dei democratici Walter Veltroni. Sottolineando tuttavia che «non c'è alcun baratto precisa tra la Consulta e la Vigilanza Rai» e annunciando che il Pd continuerà a votare Orlando «perché sono inaccettabili pregiudiziali verso una forza politica». Sì a Frigo da parte della Lega e dell'Udc. «È una persona che garantisce autorevolezza, indipendenza e professionalità. I nostri gruppi parlamentari voteranno questo nome» afferma in una nota Lorenzo Cesa.

Una nuova fumata nera e il blitz dei radicali alla Camera durante la seduta per eleggere il giudice della Consulta. Ma ora i gruppi dei parlamentari del Pdl, dopo il ritiro di Gaetano Pecorella, convergono sul nome dell’avvocato Giuseppe Frigo. Trovando aperture anche da parte del Pd. «Penso che lo voteremo, ma lo formalizzeremo più tardi» ha detto Antonello Soro, capogruppo del Partito democratico alla Camera, riferendosi a Frigo. «La candidatura presentata verrà esaminata con assoluta attenzione con l’obiettivo di chi vuole sciogliere questo nodo» fa sapere il segretario dei democratici Walter Veltroni. Sottolineando tuttavia che «non c’è alcun baratto precisa tra la Consulta e la Vigilanza Rai» e annunciando che il Pd continuerà a votare Orlando «perché sono inaccettabili pregiudiziali verso una forza politica». Sì a Frigo da parte della Lega e dell’Udc. «È una persona che garantisce autorevolezza, indipendenza e professionalità. I nostri gruppi parlamentari voteranno questo nome» afferma in una nota Lorenzo Cesa.

SI VOTA ALLE 19 – La prossima votazione è in programma alle 19. Durante quella svoltasi in mattinata è mancato ancora una volta il numero legale. «Oggi sono un po’ più ottimista rispetto ai giorni precedenti sulla Consulta. Giorni fa ho manifestato la mia preoccupazione, oggi manifesto un certo ottimismo» aveva detto il presidente del Senato Renato Schifani prima che il Pdl rendesse ufficiale la candidatura di Giuseppe Frigo.

«IO UN TECNICO» – Il diretto interessato intanto, l’avvocato bresciano che fu il legale della famiglia Soffiantini durante il sequestro dell’imprenditore, ringrazia per l’indicazione del suo nome come giudice della Corte costituzionale, rivendicando di essere «un tecnico» e auspicando che ciò possa contribuire a trovare «convergenze» in materia di giustizia. L’ex leader degli avvocati penalisti Frigo reagisce così, a caldo, alla ufficializzazione della sua candidatura alla Consulta. «Ringrazio per l’indicazione del mio nome, che mi fa onore, soprattutto – dice Frigo – perché corrisponde all’intento dell’indicazione di un tecnico, quale io ritengo di essere. Mi auguro che questo possa aiutare a trovare convergenze indispensabili per far progredire la giustizia italiana».

I RADICALI OCCUPANO L’AULA – Prima che il Pdl trovasse l’accordo su Frigo, il presidente della Camera Gianfranco Fini era stato costretto a sospendere la seduta per via dell’occupazione dell’Aula di Montecitorio da parte dei tre senatori radicali, Emma Bonino, Marco Perduca e Donatella Poretti. I tre occupavano l’aula della Camera da lunedì sera per protestare contro l’impasse sulla Consulta e sulla Commissione di vigilanza Rai. Martedì mattina, all’apertura dei lavori, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha invitato i radicali a lasciare l’Aula, perché nessun estraneo può restare nell’emiciclo durante la seduta. Al loro rifiuto, la seduta è stata sospesa e i commessi hanno portato fuori di peso i tre senatori. A quel punto sono ripresi i lavori. «Resteremo in quest’Aula e ci raggiungeranno i senatori che sono stati espulsi di peso fino al voto utile» del Parlamento in seduta comune per l’elezione di un giudice costituzionale, ha poi annunciato nell’Aula della Camera la radicale Rita Bernardini alla ripresa dei lavori dell’Assemblea.

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