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Caso Noemi, Franceschini all’attacco «Il premier dica la verità, è suo dovere»

Il presidente del Consiglio «ha il dovere di dire la verità» sul suo rapporto con Noemi Letizia e di «rispondere» a chi da due settimane gli sta facendo delle domande. Non usa mezzi termini il leader del Pd Dario Franceschini.

Il presidente del Consiglio «ha il dovere di dire la verità» sul suo rapporto con Noemi Letizia e di «rispondere» a chi da due settimane gli sta facendo delle domande. Non usa mezzi termini il leader del Pd Dario Franceschini. E nel corso di un comizio elettorale a Reggio Emilia punta il dito contro il premier sul caso Noemi e gli chiede di essere trasparente così come deve essere «un uomo politico, uno che ha responsabilità di governo». La richiesta di Franceschini arriva all’indomani della nuova presa di posizione di Silvio Berlusconi su Noemi («il Cavaliere ha parlato di «stampa sconcia» e sulla ipotesi di riferire in Parlamento circa i suoi rapporti con la ragazza di Portici: «Ci sto pensando» ha detto il premier. Rincara la dose Massimo D’Alema: «Berlusconi – ha detto il presidente di Italianieuropei riferendosi al caso Noemi – mente nelle vicende private come in quelle pubbliche. Questo non è accettabile». «Decideranno gli italiani – sserva D’Alema – se a loro questo comportamento piace o no. Nei paesi civili, di solito, un presidente del Consiglio che mente non piace agli elettori…». Chiede chiarimenti al premier anche la radicale Emma Bonino: «A me – dice, intervistata da Lucia Annunziata – interessa il comportamento pubblico del premier non quello privato, non sono una parruccona, finora la strada mediatica l’ha scelta il presidente, ma poiché c’è una contraddizione è bene che Berlusconi chiarisca una volta per tutte. Il come può anche essere il Parlamento, se ritiene».

UDC E IDV – Di diverso avviso rispetto agi esponenti del Partito democratico è il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. «Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi deve o no rispondere alle domande che gli vengono poste sul rapporto con Noemi Letizia e la sua famiglia?», gli chiedono. «Noi politici – è la risposta del leader centrista – passiamo una vita a rispondere a delle domande. Se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo. Non ce ne possiamo fare carico noi». E anche l’Italia ei Valori di Di Pietro non appoggia la posizione di Franceschini. «Invece di chiedere a Berlusconi notizie da gossip su Noemi – afferma Gianni Vattimo, candidato alle europee per l’Idv – sarebbe meglio costruire un progetto di società realmente alternativo. Fino a quando il Pd continuerà ad inseguire il premier sul suo terreno la gente sceglierà l’originale scartando la fotocopia»

«TRASPARENZA» – «Non entrerò nelle vicende personali del presidente del Consiglio – attacca Franceschini da Reggio Emilia – ma non è possibile che la libera stampa continui a fargli domande, continui a dimostrare dove ha mentito e lui continui a tacere. Un uomo politico ha il dovere di rispondere, ha il dovere della verità». Facendo poi riferimento all’indagine di Repubblica’, Franceschini aggiunge: «C’è un quotidiano italiano che da due settimane gli fa dieci domande. Non c’è un paese al mondo in cui un uomo politico potrebbe permettersi a continuare a non rispondere a quelle domande». Nel suo intervento Franceschini ha invocato più «trasparenza» da chi fa politica. «La trasparenza – spiega il leader del Pd – è uno dei criteri per reintrodurre la serietà nella vita politica. Chi ha responsabilità politiche ha il dovere, con la sua vita, di dare il buon esempio, non di dare il cattivo esempio. Così è in tutto il mondo. Deve accettare la massima trasparenza». «Ognuno di noi – ha concluso il leader del Pd – deve accettare che la sua vita sia messa ai raggi X perché è così dappertutto, perché chi ha più responsabilità deve essere più trasparente».

LA REPLICA – Alle dichiarazioni del leader del Pd ha replicato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. «L’onorevole Franceschini, avendo nella giornata di ieri inanellato una serie di insuccessi politici al limite del grottesco, a partire dalla proposta rivolta a UDC e a IdV per fare un fronte antiberlusconiano in nome di un terribile pericolo autoritario, adesso si riduce a guardare la politica italiana dal buco della serratura ed evoca la magica espressione della “trasparenza” anche a proposito del caso Noemi», ha dichiarato in una nota. «Capiamo che la disperazione politica è una cattiva consigliera, ma non avremmo mai pensato che il segretario del Pd si mettesse in concorrenza, peraltro perdendo, con Dagospia», ha aggiunto.

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