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Berlusconi riparte dalla giustizia «Leggi ad personam? Mi indigno»

Berlusconi torna al lavoro dopo una lunga assenza da Roma, quasi un mese, per le conseguenze dell'aggressione subita in piazza Duomo a Milano il 13 dicembre. E riparte dalla giustizia.

Berlusconi torna al lavoro dopo una lunga assenza da Roma, quasi un mese, per le conseguenze dell’aggressione subita in piazza Duomo a Milano il 13 dicembre. E riparte dalla giustizia.

Davanti a Palazzo Grazioli, dove è stato accolto da alcuni sostenitori, ha parlato dei provvedimenti in agenda, leggi ad personam secondo l’opposizione: «Non voglio più parlare di queste cose, sono leggi ad libertatem e mi indigno soltanto quando sento queste cose, e io non voglio indignarmi».

«NESSUN PROBLEMA CON FINI» – Berlusconi ha poi rassicurato sui suoi rapporti con Fini (che ha convocato un “contro vertice” sulla giustizia): «Per me non ci sono problemi. Abbiamo tanti anni di collaborazione leale alle spalle e io non ho mai avuto dubbi al riguardo». Ma con i giornalisti parla anche della riforma fiscale, dicendosi ottimista sull’ipotesi di portarla a compimento in tempi brevi: «C’è da lavorare, penso però che si possa fare quest’anno. Soprattutto se ci sarà la volontà di tutte le parti. La riforma è indispensabile e fondamentale per ammodernare il Paese». Gli replica Bersani: siamo pronti a discutere di fisco anche domattina, ma il governo la smetta con la politica degli annunci. «Due mesi fa si abolisce l’Irap, adesso si riprende la proposta di 16 anni fa su due aliquote. Questo governo ci fa correre dietro a delle palle perse – ha detto il segretario del Pd -. Discutiamo sulle detrazioni Irpef per il lavoro e le famiglie, sul superamento degli studi di settore, sugli equilibri tra imposte sul lavoro e rendite finanziarie, sulla lotta al nero e all’evasione».

STATUETTE DEL DUOMO – Il premier non ha rinunciato a una battuta sull’aggressione che lo ha tenuto lontano dalla politica per un mese. Rispondendo a una domanda sulle ormai celebri statuette del Duomo, ha detto: «Hanno perso di valore, ormai te le tirano dietro». E sulle ferite che ha riportato: «Ho pochissimi segni. Purtroppo per il dente dovrò fare un impianto. Ma ho fatto dei muscoli fortissimi». Entrando a Palazzo Grazioli, il premier si è anche affacciato nella redazione di Red tv, emittente dell’ala dalemiana del Pd, per fare gli auguri ai redattori. Il ritorno al lavoro avviene dopo quasi un mese di convalescenza, prima al San Raffaele poi ad Arcore, anche se scandito dalle visite di dirigenti del partito ed esponenti di governo. Nel mezzo c’è stata una visita in Francia, dalla figlia Marina, e pochi giorni fa le foto che mostravano il premier senza bende e senza segni sul viso.

VERTICE DI MAGGIORANZA – Stasera Berlusconi incontrerà il presidente Napolitano. Ma prima è in programma un vertice di maggioranza, iniziato subito dopo pranzo. Oltre ai vertici del Pdl, sono presenti anche diversi esponenti della Lega. Un incontro voluto dal premier per fare il punto sull’attività di governo nell’anno appena iniziato. Per il Pdl, oltre ai sottosegretari Letta e Bonaiuti, sono presenti il ministro Alfano, quello della Difesa La russa, Cicchitto, Verdini, Vizzini, Quagliarello, Ghedini, Gasparri, i finiani Bocchino e Bongiorno e il ministro Bondi. Per la Lega sono presenti il ministro Calderoli, Cota, Castelli e Bricolo. Il Cavaliere detterà le linee guida per il 2010: riforma fiscale, interventi sulla giustizia, riforme costituzionali. Si parlerà probabilmente anche di Regionali. Il premier ascolterà i coordinatori, c’è ancora da sciogliere il duplice nodo Puglia-Campania. Anche Fini ha discusso di giustizia in separata sede: a Montecitorio ha incontrato La Russa, Bocchino e la presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno.

IDV: ENNESIMA BARZELLETTA – Le parole di Berlusconi sulle leggi ad personam provocano la reazione dell’Italia dei Valori: «Leggi ad libertatem? L’ennesima barzelletta del premier, stavolta in latino – dice il capogruppo alla Camera Massimo Donadi -. A smentire le parole di Berlusconi è l’evidenza dei fatti: è stato assolto in 11 processi su 13 solo perché ha cambiato le leggi, con provvedimenti ad personam. Su queste basi non ci può essere alcun dialogo». Il sottosegretario Bonaiuti ha invece spiegato che «non si tratta di leggi ad personam, ma di giustizia ad personam. Cioè di una risposta a una giustizia politicizzata che ha colpito il presidente del Consiglio in quella maniera. Se l’opposizione dà segno di recepirlo, abbiamo fatto un passo avanti».

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