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Berlusconi: “A Mirafiori vincerà il sì, appoggiamo Marchionne”

Marchionne e Berlusconi (Ansa)

“Penso che vinceranno i sì con una percentuale piuttosto elevata e che quindi vincerà il buonsenso”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in collegamento con ‘Mattino Cinque’, a proposito del referendum di Mirafiori. “L’Italia è ancora uno dei primi paesi al mondo come forza economica e noi lavoriamo tutti i giorni, come governo, perché continui ad esserlo a pieno titolo, nella democrazia e nella libertà. E per questo appoggiamo Sergio Marchionne e sindacati che hanno un forte senso di responsabilità nazionale”.

RIPRESE LE OPERAZIONI DI VOTO – Dopo il voto dei lavoratori del turno di notte si sono aperti alle 7.30 tutti e nove i seggi per il referendum interno alle carrozzerie di Mirafiori sull’accordo del 23 dicembre scorso, cruciale per il destino della fabbrica. I seggi rimarranno aperti fino alle 13, quando verranno chiusi brevemente. Riapriranno alle 14.30 per il turno del pomeriggio che completerà il voto dei 5.431 aventi diritto, dei quali 453 impiegati. I seggi si chiuderanno alle 19.30, quando cominceranno a venire compilati i verbali in ogni seggio. Dopodiché comincerà il conteggio delle schede. Per le scorse elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie lo spoglio ha richiesto alcune ore. In questo caso si dovrebbe trattare di un’operazione più semplice avendo da conteggiare solo i sì e i no e non le preferenze per i delegati.

VOTA 97,7% LAVORATORI TURNO NOTTE
– Nel turno di notte allo stabilimento di Mirafiori della Fiat hanno votato per il referendum per l’accordo sul rilancio dell’impianto il 97,7% dei lavoratori presenti. Secondo quanto si apprende sono andati alle urne 384 lavoratori su 393 presenti.
Nel turno di notte hanno lavorato più persone rispetto alle stime iniziali, in quanto la produzione leggermente aumentata ha richiesto un numero maggiore di addetti. Di fronte ai cancelli di Mirafiori con le prime luci del mattino il clima è del tutto tranquillo ed è ancora scarsa la presenza di delegati e attivisti sindacali a sostegno delle diverse posizioni nel referendum. Tra molte bandiere colorate dei diversi sindacati e striscioni tutti contrari all’accordo lavorano solo le truppe televisive per le dirette delle diverse reti. A metà giornata è previsto il cambio turno dei lavoratori del mattino che stanno votando nei nove seggi allestiti per loro.

COMINCIATA SUSPENSE VOTO – Il momento della verità è arrivato. Ventun giorni dopo l’accordo per il futuro di Mirafiori (firmato da Fismic, Fim, Uilm, Ugl e Associazione Quadri, ma non dalla Fiom), è scoccata l’ora X che chiama i 5.431 addetti delle Carrozzerie a esprimere il loro parere nel referendum in fabbrica. Sono in gioco investimenti per un miliardo di euro, la creazione della nuova società, la newco tra Fiat e Chrsyler che prevede la produzione di Suv di lusso che, a regime, dovrebbe raggiungere i 250-280 mila veicoli all’anno.

In un clima di forti tensioni e di estrema attenzione da parte di tutto il Paese, nelle Carrozzerie di Mirafiori le urne sono state aperte alle 22 di ieri sera, all’inizio dell’ultimo turno nel quale sono impegnati 180 lavoratori. La Commissione elettorale ha deciso di aprire una sola delle 9 urne allestite nello stabilimento. Oggi saranno aperte tutte e toccherà a tutti gli altri operai (in tutto 5.431); alle 17 si chiuderanno i seggi, nella tarda serata arriveranno i risultati. L’allestimento dei seggi è stato seguito con cura meticolosa, un centinaio di persone vigileranno affinché tutto si svolga regolarmente fino allo spoglio di questa sera e alla proclamazione dei risultati.

Il quesito referendario è molto semplice: “Approvi l’ipotesi di accordo del 23 dicembre?”. In realtà, dietro quella semplice frase si nascondono tutti i punti dell’intesa, dai 18 turni di lavoro alle pause, dagli straordinari alla rappresentanza sindacale, dalla mensa ai provvedimenti in caso di assenza dal lavoro che in questi giorni sono stati oggetto di accesissime discussioni. Che per alcuni sono “il nuovo sistema di relazioni industriali” in linea con i tempi; per altri “il peggioramento delle condizioni di lavoro”.

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