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Berlusconi: «La crisi? Un virus americano. Gli italiani devono aver voglia di reagire»

Berlusconi parla della crisi («un virus che viene dall'America a cui bisogna reagire») e del piano-casa come provvedimento del governo per rilanciare l'economia. Un testo su cui si è consumato un duro scontro con l'opposizione e che il premier si dice pronto a mettere su un tavolo di confronto con gli enti locali.

Berlusconi parla della crisi («un virus che viene dall’America a cui bisogna reagire») e del piano-casa come provvedimento del governo per rilanciare l’economia. Un testo su cui si è consumato un duro scontro con l’opposizione e che il premier si dice pronto a mettere su un tavolo di confronto con gli enti locali.

INCONTRO CON LE REGIONI – «Discuteremo mercoledì con le Regioni un decreto legge semplificato che io stesso ho corretto riducendolo all’essenziale. Sono pronto a un confronto, ho parlato con il presidente Errani». Un’idea che trova d’accordo Bossi: «Bisogna trattare con le regioni per evitare scontri. Molte hanno un piano casa; è meglio trattare con loro». Il premier ribadisce che la bozza uscita in questi giorni «non è la stesura finale» del provvedimento, «anche perché, trattandosi di materia concorrente, le regioni intendono che il governo mandi un invito a loro e che procedano in quella direzione. Per sostenere l’economia e per andare incontro alle esigenze delle famiglie, le regioni pensano che non sia necessario un decreto legge, ma io ho detto al presidente Errani che sono disponibile al confronto. Porteremo uno schema di decreto assolutamente semplificato». Inoltre – ha sottolineato il premier – il governo deciderà dopo l’incontro se varare un decreto o un disegno di legge.

LETTERA DI NAPOLITANO – L’input potrebbe essere arrivato dal Colle: fonti parlamentari del Pdl hanno riferito che il presidente Napolitano ha inviato una lettera a Berlusconi facendo riferimento alla necessità di tener conto del parere delle regioni. Indicazione che trova d’accordo il governo, oltre che lo stesso presidente del Consiglio. Sulla vicenda si è però aperto un giallo: il premier ha detto di non sapere nulla di lettere dal Quirinale e secondo fonti del Colle non risulta alcuna lettera e, se c’è, si tratta di una comunicazione personale e riservata.

«GIRA UN TESTO NON MIO» – Il decreto sarà presentato venerdì, «per fare in fretta, come ci chiedono molti cittadini» ha detto il premier, dicendosi certo che le regioni contrarie «si ricrederanno sotto la spinta dei loro cittadini». Berlusconi risponde alle accuse di Dario Franceschini, segretario del Pd: «Non c’è nulla di incostituzionale nel piano-casa. Ma sta girando un testo non mio. Ho sentito delle cose che non erano nelle idee iniziali e che non saranno nel testo», spiega il premier. «Il decreto, o ddl che sia – aggiunge – si fermerà alle case monofamiliari e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite».

PD: MARCIA INDIETRO?Franceschini fa però notare che il testo oggetto delle critiche è proprio quello che la presidenza del Consiglio ha inviato a tutte le Regioni e gli enti locali. Se il governo annuncia che il provvedimento è stato modificato vuol dire che «fa marcia indietro», aggiunge Franceschini, ed è merito dell’opposizione: «Il testo che abbiamo mostrato ai giornalisti è l’unico esistente ed è quello inviato ufficialmente dalla presidenza del Consiglio a Regioni, Province e Comuni – si legge nella nota diffusa dal Pd -. Il governo farà marcia indietro? Merito della denuncia dell’opposizione. Naturalmente vedremo se il nuovo testo ci sarà e cosa ci sarà scritto».

VIRUS AMERICANO – Parlando della crisi, il premier ha detto che gli italiani devono avere «voglia di reagire, di impegnarsi e magari lavorare anche di più, reagendo a questa influenza americana, a questo virus che viene dall’America». Lo ha detto durante il viaggio di prova della linea ad alta velocità sulla tratta Bologna-Firenze.

CORPO SANO – Il premier parla di una crisi che arriva da lontano e che ha «colpito un corpo sano, perché noi – ricorda – abbiamo famiglie di risparmiatori, l’83% possiede una casa». Accanto al ‘valore’ delle famiglie italiane, c’è anche quello del sistema bancario, che è «solido». «Abbiamo dunque – conclude – tutte le condizioni per guardare il futuro con fiducia e uscire da questa crisi di cui non si capisce bene quali siano le cure. Stiamo tutti tentando con un po’ di aspirina, ma tutti i Paesi sono nella stessa condizione, e posso dire che essendo stato più di due giorni ad ascoltare i miei colleghi in Europa, l’Italia è quella che ha fatto prima e di più».

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