Intesa in Senato: referendum il 21/6
22 Aprile 2009
Da Piola a Rebellin, quanti “evergreen”
22 Aprile 2009
Mostra tutto

Berlusconi : «Celebrerò il 25 aprile»

Silvio Berlusconi ci sarà. Dopo anni di polemiche, che puntualmente si riproponevano all'avvicinarsi del 25 aprile, per la prima volta il presidente del Consiglio parteciperà in veste ufficiale a una cerimonia per le celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo. L'annuncio è stato dato dallo stesso premier ai cronisti.

Silvio Berlusconi ci sarà. Dopo anni di polemiche, che puntualmente si riproponevano all’avvicinarsi del 25 aprile, per la prima volta il presidente del Consiglio parteciperà in veste ufficiale a una cerimonia per le celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo. L’annuncio è stato dato dallo stesso premier ai cronisti.

A ROMA – E Berlusconi ha spiegato che sarà lui stesso, successivamente, a far sapere dove passerà la giornata delle celebrazioni. Secondo quanto risulta, il premier dovrebbe restare a Roma, dunque non prenderà parte al corteo di Milano al quale era stato invitato a partecipare dal segretario del Pd, Dario Franceschini. Berlusconi dovrebbe recarsi invece in mattinata all’Altare della Patria per deporre una corona di fiori assieme alle alte cariche dello Stato. Per il resto della giornata l’agenda è, come si dice, «in progress». Se al vaglio, tra l’altro, c’è un omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine, sul tavolo dell’entourage del presidente del Consiglio potrebbe prendere corpo l’ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno. Visita che sarebbe in linea con le parole pronunciate oggi dal premier: «Celebrerò il 25 aprile e credo che ci sia bisogno di dire qualcosa, perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte». Insomma, la visita al cimitero Usa potrebbe essere un segnale affinchè la Liberazione non abbia solo la connotazione «di parte» che, secondo Berlusconi, ha caratterizzato la Festa negli anni, ma sia anche un tributo ai «liberatori» nord-americani che più volte Berlusconi ha ringraziato «per aver restituito la libertà e la democrazia al nostro Paese».

REFEREMDUM – Quanto al referendum, dice, « non credo ci sarà un rivio, si voterà il 21 giugno. La soluzione ottima sarebbe una leggina in Parlamento con l’accordo di tutti i gruppi, che è molto meglio di un decreto legge». «Sulla data del referendum stiamo decidendo, ma credo si farà… Maroni sta sentendo l’opposizione». «Io – ha proseguito Berlusconi – sono il più interessato al referendum che darebbe al Pdl il 55%, ma non sarebbe esteticamente apprezzabile che io me ne interessassi e per questo ho detto al ministro Maroni: occupatevene voi».

PRECEDENTI – Sulla questione del 25 aprile resta comunque alta la tensione tra maggioranza ed opposizione, soprattutto dopo l’invito-sfida rivolto al presidente del Consiglio dal leader del Pd Dario Franceschini di sfilare insieme nel capoluogo lombardo (che sembra sfumato), al quale aveva risposto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che consigliava a Berlusconi di festeggiare il 25 aprile ma non «tra le bandiere rosse dove lo vuole trascinare, come in una trappola, il leader del Pd». Martedì mattina sull’argomento era intervenuto anche Paolo Bonaiuti, spiegando che uno dei problemi che ostacolano la celebrazione del 25 aprile da parte del premier sta nel rischio che qualche «estremista» si comporti come nel 2006, quando il sindaco Letizia Moratti, apertamente contestata, fu costretta ad abbandonare il corteo.

BONAIUTI – Il sottosegretario e portavoce del premier, ospite di Omnibus su La7 , ha spiegato così il motivo della indecisione del Cavaliere. E a sostegno della sua tesi, Bonaiuti cita l’editoriale odierno di Giampaolo Pansa sul Riformista: «Pansa – sostiene Bonaiuti – ricorda cosa è successo al sindaco Moratti che è stata spintonata mentre portava il padre in carrozzella a Milano, nonostante sia un ex partigiano». «Si tratta – ha aggiunto il portavoce di Berlusconi – di un «episodio molto brutto». «Dobbiamo tenere conto – ha concluso Bonaiuti – anche di questi estremisti». Sul Riformista Pansa non cita solo il precedente che riguarda la Moratti, ricordando anche le contestazioni del 2003 all’allora segretario della Cisl Pezzotta e la piazza «ubriaca» di slogan politici del 2005.

L’INVITO DI PENATI – Nel frattempo, se da una parte Bonaiuti esprime perplessità circa la partecipazione del premier al corteo milanese, d’altro canto al Cavaliere arriva l’invito del presidente della provincia di Milano ed esponente del Pd: «Berlusconi – è la proposta di Filippo Penati – sfili accanto a me dietro al gonfalone».

FRANCESCHINI (PD) – Il segretario del Pd, Dario Franceschini, commenta così la decisione del premier di partecipare alla commemorazione: «Come italiano e come segretario del Pd sono soddisfatto che Berlusconi abbia accolto la mia proposta. Meglio tardi che mai visto che da quando è sceso in campo ha avuto 14 possibilità per manifestare il 25 aprile e ora è importante che lo faccia. Il 25 aprile – sostiene Franceschini – deve tornare ad essere un momento unificante come la Resistenza, l’antifascismo, e la difesa dei valori della Costituzione».

DONADI(IDV) – «Il 25 aprile è la festa dell’Italia libera e repubblicana. Tutti i distinguo, le defezioni, le critiche a questa celebrazione sono solo la dimostrazione che una parte della destra non ha ancora fatto i conti con un passato che credevamo seppellito da tempo», afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, che aggiunge: «È inquietante perché oggi queste persone sono classe dirigente del Paese e hanno il dovere di rappresentare la sua unità, ma non ne sono in grado».

Comments are closed.