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Battuta sulla Bindi, la Meloni si smarca: «Non l’avrei fatta ma non accetto lezioni»

«Mi dispiace per la frase. È una battuta che non avrei mai fatto». La prima esponente del Pdl a smarcarsi dalla battuta di Silvio Berlusconi all'indirizzo di Rosy Bindi («È più bella che intelligente») è il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.

«Mi dispiace per la frase. È una battuta che non avrei mai fatto». La prima esponente del Pdl a smarcarsi dalla battuta di Silvio Berlusconi all’indirizzo di Rosy Bindi («È più bella che intelligente») è il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. Che però, dal palco dell’assemblea dell’Anci a Torino, precisa: «Francamente mi dà fastidio questa presunta solidarietà a senso unico perché io sto ancora aspettando che una qualunque delle esponenti del centrosinistra in una qualsiasi occasione di incontro degli ultimi due anni con le donne della destra esprimesse un parere in merito all’osservazione che le donne della destra hanno tutte un rapporto orizzontale con la politica». Poi ricorda un episodio che l’ha toccata personalmente: «E quando il grande esponente dell’intellighenzia della sinistra italiana, Giorgio Bocca, ha definito la sottoscritta “gallinella del potere”? Io sto ancora aspettando che una qualunque delle esponenti del centrosinistra esprima solidarietà a qualcuna di noi. Questo non è accaduto. Pertanto non accetto lezioni né da Livia Turco, né da nessun altro».

TURCO – In effetti la Turco, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali della Camera, ha chiamato in causa le ministre del governo Berlusconi: «Dopo le offese del premier e del senatore Castelli all’onorevole Bindi, è ancor più grave il silenzio delle donne della destra. Le ministre Carfagna, Gelmini, Meloni e Prestigiacomo insieme alle loro colleghe del Pdl e della Lega non hanno niente da eccepire se un uomo dice a una donna di non essere intelligente e che non gli interessa se lei ha da dire qualcosa. La mobilitazione spontanea di migliaia di donne che si ribellano è molto positiva ed è un segno di speranza per il futuro. Il premier da parte sua risponda all’interpellanza che ho presentato lo scorso 30 luglio con molte colleghe del Pd su questi temi

BRAMBILLA – Alle parole della Meloni si aggiungono quelle, più dure, della collega deputata al Turismo Michela Vittoria Brambilla, anche lei ospite dell’Anci: «Non credo a distinzioni di genere quindi alla solidarietà o tra donne o tra uomini». Ci si dovrebbe invece chiedere – sottolinea – se è giusto utilizzare il servizio pubblico per offendere qualcuno: «Non credo che sia assolutamente accettabile quello che accade da diverso tempo a questa parte nei confronti del presidente del Consiglio, verso il quale sono state usate parole vergognose che io non mi sarei mai aspettata da esponenti politici che hanno una grande esperienza». Secondo Brambilla portare «la dialettica su un terreno sul quale una certa opposizione ha fatto scivolare il confronto non fa bene a nessuno e dà un’immagine dell’Italia non positiva».

 

 

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