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Approvato il decreto legge Alitalia

La norma salva-manager è stata cancellata; la tassa d’imbarco per i passeggeri è stata aumentata da 1 a 3 euro; il commissario straordinario di Alitalia potrà cedere singoli beni o contratti, non solamente rami d’azienda o l’intera società. Sono queste le principali novità introdotte nel decreto legge Alitalia dalle commissioni Trasporti e Attività produttive di Montecitorio, approvato da Montecitorio dopo l’ok alla fiducia posta dal governo Berlusconi. Il provvedimento, che scade lunedì prossimo 27 ottobre, torna in Senato per il via libera definitivo entro venerdì. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha già deciso che l’approvazione dell’Aula ci sarà entro venerdì. Quindi si va di corsa e giovedì le commissioni Industria e Lavori Pubblici dei Palazzo Madama, alle 8,30 di mattina, inizieranno l’esame del provvedimento. Il governo, per non correre rischi, dovrebbe porre la fiducia anche in Senato.

La norma salva-manager è stata cancellata; la tassa d’imbarco per i passeggeri è stata aumentata da 1 a 3 euro; il commissario straordinario di Alitalia potrà cedere singoli beni o contratti, non solamente rami d’azienda o l’intera società. Sono queste le principali novità introdotte nel decreto legge Alitalia dalle commissioni Trasporti e Attività produttive di Montecitorio, approvato da Montecitorio dopo l’ok alla fiducia posta dal governo Berlusconi. Il provvedimento, che scade lunedì prossimo 27 ottobre, torna in Senato per il via libera definitivo entro venerdì. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha già deciso che l’approvazione dell’Aula ci sarà entro venerdì. Quindi si va di corsa e giovedì le commissioni Industria e Lavori Pubblici dei Palazzo Madama, alle 8,30 di mattina, inizieranno l’esame del provvedimento. Il governo, per non correre rischi, dovrebbe porre la fiducia anche in Senato.

I MALUMORI – In aula sono esplosi i malumori della Lega poiché con la decisione del governo di porre la fiducia su un testo «identico» a quello frutto del lavoro delle commissioni è saltata la possibilità di inserire alcune modifiche chieste dalla Lega sugli slot, in particolare un emendamento che puntava a liberalizzare le rotte per Malpensa. A tutti i livelli, da Umberto Bossi in giù, il Carroccio ha insistito affinché il governo si faccia carico di trovare una soluzione. I malumori si sono concretizzati con il voto favorevole di 35 deputati della Lega ad un ordine del giorno del Pd su Malpensa e su cui il governo aveva dato parere negativo. Con il risultato che il governo è andato sotto. I voti a favore dell’ordine del giorno del Pd su Malpensa, a cui il governo si è detto contrario, sono stati 271, i voti contrari 212 e gli astenuti sono stati 21. Tra chi ha votato a favore, oltre ai 35 deputati della Lega e i 15 del Pdl, anche Gaetano Pecorella e il presidente della commissione Trasporti di Montecitorio Mario Valducci. Per quanto riguarda l’Idv, in 16 si sono astenuti e sei hanno votato a favore.

LA COMPAGNIA – Nonostante il voto resta il fatto che la situazione economica della Compagnia si è aggravata e non è ancora noto l’andamento di ottobre. In sordina, Alitalia ha deciso un massiccio taglio ai voli, abolendo almeno 12 destinazioni internazionali, con l’orario invernale, dal primo novembre. E starebbero per arrivare anche le prime lettere di licenziamento soprattutto al personale che lavora negli uffici di rappresentanza di Zurigo, Vienna e Berlino. Per di più giungono notizie negative sul fronte passeggeri. I dati sono ancora in calo, con un picco negativo a settembre. Secondo l’associazione europea delle compagnie aeree, Aea, a settembre il calo è stato del 28,3%, dopo una flessione del 21,4% ad agosto. Nei primi 8 mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la flessione è del 17,9%. In termini di traffico, considerato il rapporto tra ricavi per passeggero a chilometro, il calo a settembre (rispetto allo stesso mese dello scorso anno) è del 25%. Mentre la capacità di posti offerti per chilometro, sotto la scure del «piano di sopravvivenza» per ridurre i costi, si è ridotta del 17,6%.

BRUXELLES – Intanto da Bruxelles comuncia a trapelare qualche voce sulle decisioni che la Commissione europea si accingerebbe a prendere e che dovrebbero essere rese note entro metà novembre. Il «sì» sarebbe condizionato al piano di privatizzazione di Alitalia. Mentre il prestito-ponte da 300 milioni di euro versato nelle casse della compagnia di bandiera verrebbe bocciato. Secondo fonti dell’esecutivo europeo vicine al dossier Alitalia, i servizi del commissario Ue ai trasporti, Antonio Tajani, non avrebbero riscontrato nel piano di privatizzazione elementi di per sè in contrasto con la normativa comunitaria. Ma, sulla scia di quanto deciso di recente per la privatizzazione della compagnia aerea Olympic, il via libera di Bruxelles sarebbe condizionato al rispetto degli impegni presi, a partire da quelli sul fronte della cessione degli asset.

PRESTITO-PONTE – Sembrerebbe, invece, scontata oramai la bocciatura del prestito da 300 milioni di euro che fu erogato ad Alitalia dal governo Prodi lo scorso aprile ed in seguito trasformato in capitale netto della società aerea dal governo Berlusconi con un secondo decreto. Per i servizi del commissario Tajani – spiegano le fonti – il versamento di quella cifra sarebbe un aiuto di Stato illegale, incompatibile con le regole europee sulla concorrenza, visto che nell’erogare i 300 milioni di euro non sarebbero state rispettate le condizioni di mercato. Nessun privato, cioè, avrebbe sborsato quella somma per Alitalia. A questo punto, il rimborso sarebbe inevitabile. A carico della società commissariata da Augusto Fantozzi o della nuova società guidata dalla Cai (Compagnia aerea italiana) di Roberto Colaninno: anche in questo caso tutto dipenderà dall’effettiva discontinuità o meno tra vecchia e nuova società.

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