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D’Alema: «Nel governo ci saranno scosse, l’opposizione sia pronta e responsabile»

Silvio Berlusconi «è ormai un leader dimezzato», nel centrodestra c«'è un malessere evidente» e a comandare è «la guardia pretoriana, che è Bossi». E viste le difficoltà con cui l'esecutivo gestisce la crisi economica e le questioni internazionali c'è da aspettarsi che la maggioranza si attraversata da «scosse» che imporranno all'attuale opposizione di reagire assumendosi le proprie responsabilità.

Silvio Berlusconi «è ormai un leader dimezzato», nel centrodestra c«’è un malessere evidente» e a comandare è «la guardia pretoriana, che è Bossi». E viste le difficoltà con cui l’esecutivo gestisce la crisi economica e le questioni internazionali c’è da aspettarsi che la maggioranza si attraversata da «scosse» che imporranno all’attuale opposizione di reagire assumendosi le proprie responsabilità. Lo ha detto l’ex vicepremier Massimo D’Alema, ospite su Raitre di «In mezz’ora». «La vicenda italiana potrà conoscere delle scosse, non c’è dubbio – ha rilevato l’esponente del Pd -. Berlusconi è animato dal mito dell’eterna giovinezza, un mito pericoloso». Per scosse, ha precisato il presidente della fondazione Italianieuropei, si intende «momenti di conflitto, di difficoltà, anche imprevedibili, che richiedono un’opposizione in grado di assumersi le proprie responsabilità».

«BERLUSCONI LEADER DIMEZZATO» – «Più che di bomba parlerei di un petardo, Berlusconi avverte qualcosa che forse gli italiani non hanno ancora pienamente percepito ma è chiarissimo a chi osservi la politica e abbia un minimo di visione internazionale: il capo del nostro governo è un leader dimezzato, colpito nella sua credibilità, è molto debole anche all’interno del paese» ha poi aggiunto D’Alema. «Non bisogna scambiare l’arroganza con la forza politica, il governo non fa nulla di fronte alla crisi, è incapace di fare le riforme, questa situazione di debolezza suscita in lui la reazione tipica di chi non ha la forza umana di affrontare problemi e attribuisce tutto questo ad un complotto». Di qui la necessità per l’attuale opposizione di tenersi pronta: «Il problema è mettere in campo una proposta politica in grado di unire la maggioranza del Paese – ha sottolineato D’Alema – Noi abbiamo fondato il Pd non per eliminare la sinistra ma per eliminare il trattino. Il Pd non è autosufficiente e deve mettere in campo un grande progetto». Non è un bricolage ma riguarda la capacità di mettere in campo delle idee nuove e fare una nuova sintesi».

«UN COLPO DI CALDO» – Non c’è voluto molto prima che dal centrodestra arrivassero reazioni alle parole dell’ex premier diessino. «Ma di quali scosse sta parlando D’Alema – si chiede il portavoce di Berlusconi, il sottosegretario Paolo Bonaiuti -? La sinistra non vuole forse rispettare il voto democratico liberamente espresso dagli elettori? L’ipotesi più probabile è che D’Alema abbia sofferto un colpo di caldo». Il vicepresidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, commenta invece che «è indubbio che negli ultimi mesi il dibattito all’interno del Pd si sia fatto ’elettrico’ a causa della crisi di identità e di leadership e che ciò induca Massimo D’Alema a parlare di ’scosse’ e a invocarle per quanto riguarda il governo, ma sono tutti fenomeni che riguardano la sua parte politica, non la maggioranza che sostiene il governo, che è in ottima salute: anziché parlare di minacce, di attentati alla libertà di stampa, di scosse e di altri improbabili smottamenti, sarebbe bello se l’opposizione fosse cosi matura da parlare di riforme, dialogo e dibattito».

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