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Abruzzo, “vince” l’astensione

Il Pdl è in vantaggio alle regionali in Abruzzo secondo i primi dati parziali forniti dal ministero dell'Interno: dopo lo scrutinio di 251 sezioni su 1.625 il candidato presidente del Pdl Gianni Chiodi è al 50,39% contro il 42,22% del candidato del centrosinistra, il dipietrista Carlo Costantini.

Il Pdl è in vantaggio alle regionali in Abruzzo secondo i primi dati parziali forniti dal ministero dell’Interno: dopo lo scrutinio di 251 sezioni su 1.625 il candidato presidente del Pdl Gianni Chiodi è al 50,39% contro il 42,22% del candidato del centrosinistra, il dipietrista Carlo Costantini.

LE PROIEZIONI – In base alle proiezioni realizzate dall’emittente televisiva Rete8, su un campione di 100 sezioni su 1625, il candidato presidente del centrodestra chiuderebbe al 48,75% contro il 42% del candidato del centrosinistra Carlo Costantini. Il margine di errore previsto per tale proiezione è del 4%. Per quanto riguarda gli altri candidati questi i dati: Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) 5,25%; Teodoro Buontempo (La Destra) 2,50%; Ilaria del Biondo (partito dei Comunisti lavoratori) 1,00%; Angelo Di Prospero (Per il bene comune) 0,50%.

BASSA L’AFFLUENZA – Intanto il dato certo è l’altissima astensione: alle urne si è recato il 52,98% degli aventi diritto. Nelle precedenti elezioni regionali, quelle del 2005, aveva votato il 68,58%. Allora presidente risultò eletto l’europarlamentare Ottaviano Del Turco che ebbe di gran lunga la meglio su Giovanni Pace (An), presidente uscente.

DI PIETRO PUNGOLA VELTRONI – Il centrosinistra pone l’accento sul dato che riguarda l’affluenza, un dato, sottolinea Giuseppe Fioroni «che deve far riflettere». All’esponente del Pd fa eco il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. «Il primo partito è quello dell’astensionismo: la metà degli abruzzesi non è andata a votare» sottolinea l’ex pm, che però non perde occasione per pungolare il leader dei democratici Walter Veltroni. «Noi dell’Italia dei Valori abbiamo rilanciato la questione morale senza la quale i cittadini vedono che nulla cambia: in Abruzzo abbiamo quintuplicato» il nostro risultato, spiega Di Pietro. «I partiti che non sono né carne né pesce – chiosa – che fanno riunioni, che dicono “ma anche” e che non si decidono vengono puniti».

IL CASO PORTA A PORTA – In attesa dei dati definitivi, si consuma anche una piccola polemica sulla partecipazione del Pd alla puntata di lunedì sera di Porta a Porta dedicata al voto in Abruzzo. «Vespa vuole cancellare il Pd da Porta a Porta» ha denunciato Andrea Orlando, portavoce dei democratici. Vespa, è l’accusa di Orlando, «ha messo in piedi una trasmissione escludendo dagli ospiti in studio il Pd». «Da tempo ormai il governo e la maggioranza cercano di imporre mediaticamente, e non solo, l’idea di un bipolarismo Pdl contro Di Pietro. È il vecchio vizio – aggiunge – di farsi un’opposizione come vogliono loro, cercando di nascondere il Partito Democratico, perché sanno bene che l’opposizione vera è quella del Pd». Pronta la replica a Orlando. «Non è stata Porta a Porta a scegliere il candidato di Italia dei Valori come rappresentante dell’intero centrosinistra alle elezioni abruzzesi» fanno sapere da via Teulada. «È perciò sorprendente – si legge in una nota – la protesta del Partito democratico per la nostra scelta di fare stasera un confronto a due tra Antonio di Pietro, uomo chiave delle elezioni d’Abruzzo e Ignazio La Russa, esponente autorevole del Pdl, reggente di Alleanza Nazionale e ministro della Difesa».

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