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Berlusconi e Maroni oggi in Sicilia

Non saranno i poliziotti italiani a presidiare i porti tunisini per arginare il flusso migratorio, ma le stesse forze armate tunisine, 'equipaggiate' anche con mezzi italiani. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, poco prima di rientrare da Tunisi, al termine di un'altra giornata difficile sul fronte immigrazione. 

Non saranno i poliziotti italiani a presidiare i porti tunisini per arginare il flusso migratorio, ma le stesse forze armate tunisine, ‘equipaggiate’ anche con mezzi italiani. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, poco prima di rientrare da Tunisi, al termine di un’altra giornata difficile sul fronte immigrazione. 

Il presidente del Consiglio parla con il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy concordando l’opportunita’ di un vertice Ue. Il ministro Maroni rinnova le sue preoccupazioni, sottolineando l’urgenza di un intervento europeo, incassando l’appoggio del Pd e del Fli. Berlusconi e Maroni saranno oggi insieme in Sicilia, dove anche stanotte e’ stato intercettato un peschereccio di migranti.

BERLUSCONI-VAN ROMPUY: SERVE UN VERTICE UE – L’emergenza migranti a Lampedusa alla fine approda in Europa. Il premier Berlusconi ha infatti chiamato il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che ha convenuto sull’opportunita’ che ”al piu’ presto” sia convocato un vertice dei capi di Stato e di Governo dei 22 per discutere della questione. In precedenza non erano mancate le incomprensioni e gli scontri sull’asse Roma-Bruxelles, con un botta e risposta tra il commissario europeo Cecilia Malmstrom ed il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

E mentre la Tunisia fa sapere che non accettera’ ingerenze sulle sue questioni interne, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha messo a punto il piano per l’accoglienza dei 5.278 tunisini sbarcati a Lampedusa nell’ultimo mese. Lo stesso Berlusconi, accompagnato da Maroni, domani sara’ nel catanese per visionare una struttura che potrebbe ospitare i migranti. Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno ha attaccato l’Europa, colpevole ”di averci lasciati soli”.

Ieri la telefonata Berlusconi-Van Rompuy, in cui il premier ”ha illustrato la criticita’ della situazione, sottolineando che si tratta di un’emergenza che riguarda l’intera Unione Europea e, quindi, come tale dev’essere affrontata. Il presidente Van Rompuy – rileva Palazzo Chigi – ha condiviso l’analisi del presidente Berlusconi e ha convenuto sull’opportunita’ di far discutere al piu’ presto la questione dai capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea”. Sullo stesso argomento, inoltre Berlusconi sentira’ anche il presidente della Commissione Europea, Jose’ Manuel Duro Barroso. Da parte sua, Maroni ha messo per iscritto le sue richieste alla Commissione, dopo che Cecilia Malmstrom aveva fatto sapere che nel colloquio telefonico di sabato scorso il titolare del Viminale aveva rifiutato l’aiuto di Bruxelles. ”Chiediamo all’Europa – ha spiegato Maroni – un primo contributo di 100 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza e la riforma di Frontex, l’Agenzia europea delle frontiere, in modo che possa trasformarsi una struttura operativa in grado di controllare con propri mezzi i confini, gestire i Centri di identificazione ed espulsione e procedere al’identificazione ed al rimpatri dei clandestini”.

E qualche difetto di comunicazione deve esserci stato anche con Frontex, che ha fatto sapere di non avere ricevuto alcuna richiesta formale di assistenza dall’Italia. Il ministro dell’Interno ha invitato le istituzione europee a superare i formalismi ed a lavorare per contenere un’emergenza che non e’ finita: sarebbero infatti decine di migliaia le persone pronte a partire dalle coste tunisine verso l’Italia. Misure per affrontare l’emergenza umanitaria e contrastare le partenze si sono tenute nel pomeriggio al Viminale, con la partecipazione dei capi delle forze dell’ordine, i vertici militari ed il commissario straordinario, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso. Degli oltre 5mila tunisini sbarcati dal 15 gennaio ad oggi, la meta’ e’ stata trasferita da Lampedusa verso altri Centri per immigrati e nelle prossime ore, ha annunciato Maroni, ”trasferiremo anche gli altri rimasti sull’isola”. A questo scopo Caruso ha messo a punto un piano di accoglienza, identificando diverse strutture in grado di fornire ospitalita’ ai migranti. Una di queste – un villaggio a circa 35 km da Catania che ospitava i familiari dei militari americani della base di Sigonella – sara’ visitata stamattina da Berlusconi e dal ministro. E per vigilare su questi centri sono in arrivo 200 militari di rinforzo, un contributo concordato con il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, che e’ pronto a ‘pescare’ tra i soldati impegnati nell’operazione ‘Strade sicure’.

Naturalmente, ha riconosciuto Maroni, la situazione e’ destinata a rimanere delicata finche’ non ci sara’ una stabilizzazione del quadro politico in Tunisia. ”Senza la collaborazione delle autorita’ di Tunisi – ha sottolineato – non si possono fare ne’ respingimenti ne’ rimpatri”. Per questo si guarda con speranza alla missione del ministro degli Esteri Franco Frattini, che in serata ha incontrato il capo del governo transitorio tunisino Mohammed Ghannouchi per fare il punto dell’emergenza sbarchi.

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