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In Senato riforma Atenei. Gasparri: ragazzi a casa

Un momento degli scontri di martedì scorso (ansa)

“Voglio fare un appello: genitori, dite ai vostri figli di stare a casa. Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate”. Così, il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri ai microfoni di Agorà su Rai Tre riferendosi alla manifestazione degli studenti in programma per mercoledì prossimo.

GELMINI, TUTTI ABBASSINO TONI – Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, rivolge a tutti un invito “ad abbassare i toni e a recuperare senso di responsabilità e misura”. “In queste ore – ha detto mentre l’Aula del Senato si accinge a esaminare la riforma dell’Università – siamo impegnati sui contenuti, sulle proposte per dare un futuro all’università italiana. Chiedo a tutti – ha aggiunto – un confronto propositivo sul merito della riforma”. “Rivolgo a tutti un invito ad abbassare i toni ed a recuperare senso di responsabilità e misura. In queste ore siamo impegnati sui contenuti, sulle proposte per dare un futuro all’università italiana. Chiedo quindi a tutti un confronto propositivo sul merito della riforma”. L’appello arriva dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che chiede “ai ragazzi di non farsi strumentalizzare dai centri sociali e da chi difende la conservazione e di ragionare con la propria testa, non in modo ideologico. La riforma – aggiunge – colpisce gli sprechi, le baronie e i privilegi e afferma il valore della valutazione. Mi auguro che la sua approvazione avvenga in un clima diverso da quello violento degli ultimi giorni”. Il ministro infine conferma la propria disponibilità “al confronto con gli studenti, con i professori e con tutto il mondo accademico anche in fase di stesura dei decreti attuativi, che possono essere occasione per affinare ulteriormente i contenuti della riforma”.

DI PIETRO,VERO POTENZIALE ASSASSINO E’ GASPARRI – “L’unico vero potenziale assassino é Gasparri: è un assassino della democrazia”. Così il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, risponde al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che stamattina ha messo in guardia dalla presenza di “potenziali assassini” nelle manifestazioni di piazza degli studenti contro il governo. “Governo e maggioranza continuano a provocare e tentano con la repressione di far tacere il disagio sociale. Alimentano la violenza, soffiando sul fuoco, con prese di posizione e azioni di stampo fascista – sottolinea Di Pietro – Tutto ciò è gravissimo, ed è lo specchio dei peggiori regimi. Per questo motivo, bisogna stare lontani dai vari Gasparri e non certo dalle legittime e pacifiche manifestazioni di piazza”.

GASPARRI, QUI CI VUOLE UN NUOVO 7 APRILE – Ieri il Daspo, oggi l’arresto preventivo. Le forze di Governo, dopo gli scontri della scorsa settimana a Roma, vogliono giocare d’anticipo. E annunciano giri di vite, mentre il presidente del Senato Schifani rivolge agli studenti, che si preparano a scendere di nuovo in piazza il 22 in concomitanza con lo sprint finale della riforma universitaria, un appello affinché protestino “con compostezza e nel rispetto delle regole”. “Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile” ha detto il capogruppo del Pdl al Senato evocando quel giorno del 1979 in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo. “

Qui serve – ha spiegato – una vasta e decisa azione preventiva. Si sa chi c’é dietro la violenza scoppiata a Roma. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all’Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza”. Affermazioni che, come prevedibile, hanno rinfocolato le polemiche già sollevate ieri dalla proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni di piazza.

“Bisogna stare molto attenti – ha detto a “Che tempo che fa” Massimo D’Alema, presidente del Copasir – perché l’interesse alla violenza è un interesse dei gruppi violenti, ma potrebbe diventare anche un modo di chi è al potere di rafforzare il proprio potere. E’ un gioco che abbiamo già visto anche nel passato”. “E’ sbagliato – ha aggiunto pur non volendo commentare la proposta di Gasparri – che il governo non apra un dialogo con gli studenti, sarebbe un modo per isolare violenza”. “Quello che propone Gasparri è contro la nostra Costituzione. Le sue sono parole pericolose.

Se Gasparri conosce nomi e cognomi li faccia. Sennò lasci lavorare e rispetti le autorità competenti senza avvelenare il clima con dichiarazioni provocatorie e parafasciste”, ha commentato la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. Per il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, le parole di Gasparri “confermano soltanto la volontà del governo e di questa maggioranza di imporre il modello fascista”. Gasparri “con la consueta finezza argomentativa propone una riesumazione dell’arresto preventivo che è annuncio di fascismo”, ha osservato il leader di Sel Nichi Vendola. “Gasparri fascista era e fascista è rimasto”, ha chiosato il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, mentre Articolo21 si chiede “perché Maurizio Gasparri fomenta con dichiarazioni irresponsabili gli animi già tesi?”.

Critici anche i finiani: “Tra fantasiose proposte di daspo per i manifestanti e farneticanti ipotesi di arresti preventivi, Pdl e Lega rischiano di creare – ha dichiarato Fabio Granata – dinamiche sudamericane in Italia”. “Fascismo da sceriffi” l’accusa di Mario Staderini, segretario di Radicali italiani. Schierate a fianco dell’ex ministro delle Comunicazioni le colleghe di partito Jole Santelli e Isabella Bertolini. Alle parole di Maurizio Gasparri “non viene data risposta politica ma solo – ha osservato Santelli – inutili e sterili insulti”. “C’é da chiedersi – ha aggiunto Bertolini – se tutti questi indignati dell’ultim’ora vogliano davvero un rigoroso rispetto della legge durante le manifestazioni”. E Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, assicurando che “nessuno vuole ledere il diritto di manifestare liberamente” ricorda che a Firenze qualche anno fa, ministro degli Interni Pisanu, nei fatti l’azione preventiva fu portata avanti d’intesa fra le forze dell’ordine, il Comune e i sindacati e passò sotto il nome di monitoraggio preventivo. E mentre il presidente dei senatori Pdl risponde alle accuse facendo notare che “é molto grave che in molti invece di condividere la prevenzione contro la violenza, preferiscano insultare e fiancheggiare chi ha devastato Roma”, Pietro Calogero, il magistrato autore proprio dell’inchiesta 7 aprile, giudica “contrario all’obiettività storica” un parallelo tra le violenze studentesche e la vasta operazione che nella primavera del ’79 decapito’ Autonomia Operaia. “Quelle che portarono agli arresti del 7 aprile si svilupparono – fa notare – all’interno di un preciso disegno strategico di insurrezione, per sovvertire il sistema”.

E per Oreste Scalzone, che quel lontano giorno del ’79 fu tra gli arrestati, Gasparri ”non perde occasione per straparlare in modo talmente grottesco che rende difficile anche infuriarsi”. In ogni caso – puntualizza Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale – ipotesi di questo tipo al limite dovrebbe farle la magistratura, non un politico”. Cerca, invece, di placare le acque il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini: “alla vigilia delle manifestazione annunciata dagli studenti contro la riforma universitaria è necessario mantenere i nervi saldi ed evitare di esacerbare preventivamente gli animi.

Maggioranza e opposizione non facciano le ennesime polemiche sulle spalle degli studenti e diano prova di serietà e capacità di dialogo”. Continuano, intanto, le polemiche sul Daspo. Se il Governatore del Lazio, Renata Polverini, si mostra cauta – “bisogna capire se è realizzabile nella sua applicazione” -, il presidente del consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, definisce la misura “un atto di responsabilita” e il leghista Michelino Davico “una forma di dissuasione”. Considerazioni per nulla condivise sul fronte delle opposizioni: Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Federazione della sinistra, parla di idea “aberrante e incostituzionale” e Antonio Di Pietro (Idv) di “misura fascista”.

STUDENTI, ASSEDIERMO PALAZZI POTERE
L’obiettivo, adesso, sono proprio, di nuovo, i palazzi romani, blindati nei giorni scorsi dalle forze dell’ordine: gli studenti, che da domani si mobiliteranno di nuovo contro il Ddl Gelmini, annunciano un “assedio”. E mentre cresce la tensione sul fronte dei disordini di piazza, in vista del 22, giornata cruciale delle proteste studentesche – per la concomitanza con il voto in Senato sulla riforma della istruzione – gli universitari cercano di attivarsi in più direzioni. Per nulla intimoriti degli scontri di alcuni giorni fa e delle polemiche seguite, gli studenti lanciano un blog “Abbiamo fame di cultura”, per chiedere adesioni allo sciopero della fame di 5 studenti dell’Istituto italiano di studi orientali (Iso) ormai da tre giorni. E prendendo le distanze dalla politica: con una ferma denuncia dell’Unione degli universitari: “Noi non vogliamo gli anni 70”. “Non cadremo nella trappola che il Governo con i Ministri Maroni e La Russa vogliono tenderci”. Parole che chiudono una giornata in cui gli studenti hanno alzato il tono dello scontro, annunciando l’assedio ai palazzi: “Quel che è successo il 14 non ci ha fermato.

Questo è il messaggio che vogliamo lanciare. Il nostro obiettivo saranno i palazzi del potere, la zona rossa. Sarà un assedio”, dice Andrea dell’UdS. “La nostra risposta – ha aggiunto – dopo quella giornata, sarà più forte, più amplificata. Il 22 non sarà la sola giornata di protesta”. Domani sono in programma manifestazioni in tutte le facoltà mobilitate, per programmare le iniziative, che qualcuno annuncia “eclatanti” dei prossimi giorni. “E’ tutto ancora in discussione – fanno sapere gli studenti di Link Collettivo – Domani sera forse si saprà qualcosa sulle modalità che abbiamo scelto per manifestare. Riguardo a una possibile ‘trattativa’ con la Questura di Roma a noi non risulta. Poi, non abbiamo ancora deciso dove andare, quindi non ha ragione di esserci”. Intanto, va avanti lo sciopero della fame di 5 studenti dell’Iso:

“Oggi Taner, 26 anni, si è sentito male. Ma poi si é ripreso – spiega Anna, 23 anni, l’unica ragazza che si astiene dal cibo con altri 4 colleghi – In questi giorni stiano manifestando per strada, e con questo freddo, è ovvio che una protesta ci costa parecchio. Siamo determinati ad andare avanti però, fino al 22. Da domani aderiranno anche due ricercatori della nostra facolta”. L’appello che lanciano è rivolto a studenti, docenti, intellettuali e ai giornalisti: “Seguiteci, scioperate con noi e alle nostre regole. Solo acqua e un po’ di te caldo”.

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