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Cyberbullismo e bullismo

La prima “giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola”, promossa dal Ministero dell'Istruzione, ha posto l'accento sul crescente fenomeno che si sviluppa in maniera esponenziale soprattutto tra i giovanissimi e in ambito scolastico, luogo di incontro e socializzazione per eccellenza.

La prima “giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola”, promossa dal Ministero dell’Istruzione, ha posto l’accento sul crescente fenomeno che si sviluppa in maniera esponenziale soprattutto tra i giovanissimi e in ambito scolastico, luogo di incontro e socializzazione per eccellenza.

I dati diffusi da Skuola.net e da AdoleScienza.it hanno calato il sipario su una situazione oscura ai genitori ma ben visibile agli occhi degli adolescenti attraverso gli smartphone e i più svariati Social.
Il campione in esame, circa settemila studenti di undici scuole superiori ha rilevato che le metà delle vittime del cyberbullismo ha pensato di togliersi la vita ed il 77% di essi ha confessato che ad episodi di cyberbullismo sono seguiti episodi di bullismo nella vita reale.
Il vero carnefice però non è solo il materiale esecutore del post offensivo, del video imbarazzante o dell’atto di violenza ma soprattutto lo spettatore dell’aggressione sia nel suo ruolo attivo di complice o di semplice divulgatore, basti pensare alla condivisioni di video imbarazzanti sui social ai like apposti su FB, o nel suo ruolo La prima “giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola”, promossa dal Ministero dell’Istruzione, ha posto l’accento sul crescente fenomeno che si sviluppa in maniera esponenziale soprattutto tra i giovanissimi e in ambito scolastico, luogo di incontro e socializzazione per eccellenza. I dati diffusi da Skuola.net e da AdoleScienza.it hanno calato il sipario su una situazione oscura ai genitori ma ben visibile agli occhi degli adolescenti attraverso gli smartphone e i più svariati Social. Il campione in esame, circa settemila studenti di undici scuole superiori ha rilevato che le metà delle vittime del cyberbullismo ha pensato di togliersi la vita ed il 77% di essi ha confessato che ad episodi di cyberbullismo sono seguiti episodi di bullismo nella vita reale. Il vero carnefice però non è solo il materiale esecutore del post offensivo, del video imbarazzante o dell’atto di violenza ma soprattutto lo spettatore dell’aggressione sia nel suo ruolo attivo di complice o di semplice divulgatore, basti pensare alla condivisioni di video imbarazzanti sui social ai like apposti su FB, o nel suo ruolo passivo di osservatore dell’atto di violenza accettata e non condannata. Il 31 gennaio 2017 in Senato con 224 voti favorevoli è stato approvato un disegno di legge volto proprio alla repressione del fenomeno, con il tentativo di arginare situazioni di pericolo per i giovani nonché ad impedire la divulgazioni di atti di violenza in rete che inevitabilmente comportano una spirale di emulazione generando violenza su violenza. In attesa che il disegno di legge venga approvato anche alla Camera ,è opportuno sensibilizzare i giovani a condannare gli atti di violenza ai quali assistono dismettendo il ruolo dello spettatore inerme e diventando parte attiva di un processo di riabilitazione sociale al fine di evitare che tali atti passino in sordina. É ormai cronaca indelebile il suicidio di Carolina Picchio la 14enne di Novara prima violentata dal branco e successivamente derisa su internet. Quest’episodio segna il dualismo esistente tra il cyberbullismo e il suicidio nonché la necessità di porre un freno ed episodi tanto denigranti quanto squallidi che mal si prestano all’evoluzione di una società sana ed evoluta, soprattutto se l’origine del male è generata dai giovanissimi ovvero da coloro che saranno il futuro della società moderna. La presa di coscienza del fenomeno segna il primo passo per la risoluzione del problema. Eugenio Coletti passivo di osservatore dell’atto di violenza accettata e non condannata.
Il 31 gennaio 2017 in Senato con 224 voti favorevoli è stato approvato un disegno di legge volto proprio alla repressione del fenomeno, con il tentativo di arginare situazioni di pericolo per i giovani nonché ad impedire la divulgazioni di atti di violenza in rete che inevitabilmente comportano una spirale di emulazione generando violenza su violenza.
In attesa che il disegno di legge venga approvato anche alla Camera ,è opportuno sensibilizzare i giovani a condannare gli atti di violenza ai quali assistono dismettendo il ruolo dello spettatore inerme e diventando parte attiva di un processo di riabilitazione sociale al fine di evitare che tali atti passino in sordina.
É ormai cronaca indelebile il suicidio di Carolina Picchio la 14enne di Novara prima violentata dal branco e successivamente derisa su internet. Quest’episodio segna il dualismo esistente tra il cyberbullismo e il suicidio nonché la necessità di porre un freno ed episodi tanto denigranti quanto squallidi che mal si prestano all’evoluzione di una società sana ed evoluta, soprattutto se l’origine del male è generata dai giovanissimi ovvero da coloro che saranno il futuro della società moderna.
La presa di coscienza del fenomeno segna il primo passo per la risoluzione del problema.

Eugenio Coletti

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