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Ricatto al premier, domiciliari alla moglie di Tarantini

Giampaolo Tarantini (d), 34 anni, viene portato dentro il carcere di di Poggioreale (Napoli). (Ansa)

I magistrati della procura di Napoli, conclusi gli interrogatori di garanzia dell’inchiesta sul presunto ricatto al Premier, ascolteranno in qualità di persona offesa anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nei primi giorni della prossima settimana si dovrà pertanto concordare con il premier il luogo e la data dell’interrogatorio. Ha lasciato, intanto, stamattina il carcere di Pozzuoli Angela Devenuto, la moglie di Gianpaolo Tarantini, che era stata arrestata giovedì scorso insieme con l’imprenditore con l’accusa di aver ricattato il premier per estorcergli ingenti somme di danaro. Il gip del Tribunale di Napoli Amelia Primavera le ha concesso gli arresti domiciliari nella sua abitazione a Roma. Il giudice ha accolto l’istanza degli avvocati Alessandro Diddi e Ivan Filippelli tenendo conto anche del parere favorevole espresso dai magistrati della procura – il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock – dopo l’interrogatorio di garanzia svoltosi ieri nel carcere di Poggioreale dove a lungo è stato ascoltato anche Tarantini. Gli inquirenti ritengono siano affievolite le esigenze cautelari e hanno considerato anche la necessità delle due bimbe, di 2 e 7 anni, di avere la madre accanto. Diversa la situazione di Tarantini. Il giudice non si è ancora pronunciato sulle richieste dei suoi difensori – che sono gli stessi della Devenuto – ma appare scontato che nell’eventualità di una conferma dello stato di detenzione della questione sarà investito il Tribunale del Riesame.

Intanto i magistrati della procura preparano le prossime mosse. Gli inquirenti stringono i tempi per concludere una indagine che con ogni probabilità sarà poi trasmessa alla procura di un’altra sede, una volta definita con minore approssimazione il luogo dove si sarebbero consumati i presunti illeciti, in particolare la consegna del denaro, finito secondo l’accusa, in gran parte nella disponibilità del direttore dell’Avanti Valter Lavitola (che si trova all’estero e nei cui confronti è stata emessa una ordinanza di custodia in carcere oer concorso in estorsione continuata). I prossimi passaggi dell’inchiesta dovrebbero essere rappresentati dagli interrogatori di nuovi testimoni. Berlusconi, intanto, ha già espresso, dopo le anticipazioni sull’inchiesta da parte del settimanale Panorama, la propria versione dei fatti: non si è trattato di un’estorsione ai suoi danni, lui è solo venuto incontro alle esigenze economiche di un amico che trovava in difficoltà.

ale versione dei fatti ribadita ai magistrati – fanno sapere fonti giudiziarie – non indebolirebbe l’ipotesi accusatoria, che si basa soprattutto sul contenuto di numerose intercettazioni telefoniche. Gli inquirenti ritengono anzi che l’impianto dell’accusa sia uscito rafforzato dai recenti interrogatori, compresa la testimonianza resa dalla segretaria di Berlusconi, Mariella Brambilla, la quale ha ammesso di aver consegnato il denaro destinato ai coniugi Tarantini. I pagamenti sono quantificati in 20mila euro mensili, a cominciare dall’autunno dello scorso anno, più un finanziamento di 500mila euro per un’attività che Tarantini intendeva intraprendere.

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