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Le procure firmano la tregua: riprendono Why not e Poseidone

Le inchieste «Why not» e «Poseidone» della Procura di Catanzaro e quella di Salerno su presunti illeciti legati sempre alle inchieste dell'ex pm Luigi de Magistris proseguiranno nelle rispettive competenze delle Procure calabrese e campana. L'impasse è stata sbloccata grazie a un doppio dissequestro degli atti compiuto dalla Procura generale di Catanzaro e poi da quella di Salerno, in seguito all' intesa raggiunta tra i responsabili dei due uffici giudiziari.

Le inchieste «Why not» e «Poseidone» della Procura di Catanzaro e quella di Salerno su presunti illeciti legati sempre alle inchieste dell’ex pm Luigi de Magistris proseguiranno nelle rispettive competenze delle Procure calabrese e campana. L’impasse è stata sbloccata grazie a un doppio dissequestro degli atti compiuto dalla Procura generale di Catanzaro e poi da quella di Salerno, in seguito all’ intesa raggiunta tra i responsabili dei due uffici giudiziari.

WHY NOT – Proprio i magistrati calabresi hanno riferito alla Prima Commissione del Csm che non c’è stato alcun insabbiamento dell’inchiesta ‘Why not’. Inchiesta che, anzi, è pronta per essere chiusa con la richiesta di una sessantina di rinvii a giudizio e anche di misure cautelari. Secondo le toghe calabresi, il sequestro del fascicolo chiesto dalla Procura di Salerno era un modo per avallare il teorema di De Magistris, secondo il quale le sue indagini, ora passate ad altri, rischiavano di essere insabbiate. Inoltre, i magistrati di Catanzaro hanno riferito ai consiglieri di Palazzo dei Marescialli di avere già inviato alla Procura di Salerno gli atti dell’inchiesta ‘Poseidone’, di cui dunque non era necessario alcun sequestro, mentre per quanto riguarda il fascicolo ‘Why not’, hanno sostenuto di non aver mai ricevuto una formale richiesta di acquisizione da parte della Procura salernitana, e di essersi sempre detti disponibili a inviare le carte, invitando anche i colleghi di Salerno a Catanzaro per prenderne visione.

L’ACCORDO – La complessa mediazione tra le procure, dopo l’intervento del procuratore generale della Cassazione per trovare una via d’uscita in linea con le indicazioni del presidente Napolitano, è stata svolta per due giorni dal procuratore generale di Salerno Lucio di Pietro, che ha convinto i vertici delle due Procure in conflitto a trovare un accordo. Salerno potrà quindi acquisire copia degli atti che interessano la propria indagine e quella di Catanzaro continuare gli accertamenti sulle inchieste «Why Not» e «Poseidone». Il difensore dei magistrati di Salerno ha comunque depositato la richiesta al gip di Catanzaro di non convalidare il sequestro degli atti. «Non conosco i termini dell’intesa raggiunta dai procuratore generali, per puro scrupolo depositerò comunque la memoria difensiva con la quale chiediamo al gip che non venga convalidato il sequestro disposto dalla Procura di Catanzaro» ha detto Francesco Saverio D’Ambrosio ribadendo inoltre che durante le perquisizioni dei pm non ci sono state scorrettezze. «Non mi risulta che il sostituto procuratore Salvatore Curcio sia stato denudato – ha detto il legale -. Le modalità operative delle perquisizioni sono state corrette e in ossequio a quanto previsto dalla legge. Da ciò che mi risulta la perquisizione personale di Curcio è avvenuta in cucina mentre il magistrato di Salerno si trovava in un’altra stanza. Devo inoltre evidenziare che, subito dopo le perquisizioni, non è stata lamentata alcuna modalità anomala».

COSSIGA: «UNA VERGOGNA» – Un accordo, quello tra le due Procure, definito «una vergogna aggravata dal ridicolo» da Francesco Cossiga. «Siamo alla risoluzione a trattativa privata dei conflitti di competenza e per di più in sede di giurisdizione penale – ha commentato il presidente emerito -. So che sembrerà presuntuoso che io dica che l’avevo previsto, ma è così: appena il governo ha annunziato di voler presentare disegni di riforma del sistema giudiziario la magistratura si è ricompattata; e a gridare Osanna! Osanna! è stato, si vede in veste di paciere, il nuovo procuratore generale della Cassazione che in questa fase non doveva impicciarsi di nulla, e che sembra abbia già spedito, quale suo regalo natalizio, al sostituto procuratore di Catanzaro denudato un nuovo pigiama da notte che gli era stato strappato di dosso. E pensare che questo dottor Esposito mi era stato dipinto da due o tre membri seri del Csm che l’hanno votato come una persona seria».

IL PROCURATORE GENERALE – L’accordo tra i due uffici giudiziari «ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, delle condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione». Lo sottolinea il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, in una nota trasmessa al presidente Giorgio Napolitano e i cui contenuti sono stati riferiti dal segretario della Procura generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo. Esposito richiama l’«alto auspicio», espresso nel comunicato del Quirinale del 4 dicembre a proposito dello scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro sull’inchiesta de Magistris, affinché «gli organi di vertice dell’ordine giudiziario volessero assumere specifiche iniziative dirette a superare la paralisi processuale».

NAPOLITANO – Il presidente Napolitano ha «vivamente apprezzato» la comunicazione dell’intesa. «La risoluzione, assunta dagli organi di vertice degli uffici giudiziari nell’esercizio delle attribuzioni previste dalle disposizioni vigenti, costituisce un significativo passo verso il superamento della grave situazione di paralisi delle rispettive funzioni processuali creatasi a seguito dell’aspro contrasto tra le due Procure» si legge in una nota del Quirinale.

DE MAGISTRIS – L’ex pm di Catanzaro Luigi de Magistris, attualmente giudice del riesame di Napoli, ai cronisti che gli chiedevano un parere sul conflitto istituzionale tra le procure di Salerno e Catanzaro: «È un momento delicato, un momento in cui è opportuno non esprimere alcuna dichiarazione, al momento opportuno anche io dirò la mia».

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