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Franceschini: «Berlusconi non pensi di autoassolversi in Parlamento»

C'è «grande indignazione» tra le persone comuni perché Berlusconi «pensa ai propri problemi e non a quelli delle persone, come dimostra la sollecitudine con cui ha fatto approvare il Lodo Alfano». Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza sul caso Mills (l'avvocato inglese condannato per corruzione perché, secondo i giudici, avrebbe mentito al fine di proteggere il Cavaliere), Dario Franceschini attacca il premier. Al termine di una visita al mercato rionale di Centocelle, un quartiere popolare della Capitale, il segretario del Partito democratico riferisce di un «senso di grande indignazione, perché le persone si aspettano che i politici si occupino dei loro problemi».

C’è «grande indignazione» tra le persone comuni perché Berlusconi «pensa ai propri problemi e non a quelli delle persone, come dimostra la sollecitudine con cui ha fatto approvare il Lodo Alfano». Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza sul caso Mills (l’avvocato inglese condannato per corruzione perché, secondo i giudici, avrebbe mentito al fine di proteggere il Cavaliere), Dario Franceschini attacca il premier. Al termine di una visita al mercato rionale di Centocelle, un quartiere popolare della Capitale, il segretario del Partito democratico riferisce di un «senso di grande indignazione, perché le persone si aspettano che i politici si occupino dei loro problemi».

POLVERONE – Il premier ha dichiarato che riferirà in Parlamento (anche se al momento non ha specificato in quale occasione)? Secondo Franceschini, il premier «dall’inizio della legislatura non ha trovato nemmeno due minuti per venire in Parlamento a parlare della crisi e dei problemi degli italiani, e ora vuole venire in aula per autoassolversi e sollevare un polverone; e il Lodo Alfano lo ha fatto approvare in tre giorni». «Chi fa politica – ha concluso Franceschini – deve occuparsi dei problemi delle persone e non sempre dei propri problemi».

DI PIETRO – Anche secondo Antonio Di Pietro «Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento – afferma il leader dell’Italia dei Valori – è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri. I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga, altrimenti si rendono assenti nel difendere le prerogative del Parlamento».

CASINI– Sul tema interviene anche Pier Ferdinando Casini. «Rispetto a una motivazione della sentenza Mills, tutto sommato annunciata – afferma il leader dell’Udc el corso di Omnibus – mi sembra molto più scandaloso che si provveda a una sorta di occupazione della televisione di Stato». «Se guardiamo a quello che sta succedendo – prosegue – la lottizzazione del passato è un fatto nobile; oggi si fanno nomine unicamente con una logica di bilancino all’interno del partito di maggioranza».

ANM – Più tardi arriva anche la dura presa di posizione dell’Anm. È «inaccettabile che da parte di esponenti politici e di rappresentanti del governo – sostiene una nota della giunta dell’Associazione nazionale magistrati – vengano rivolte invettive e accuse di carattere personale nei confronti dei componenti del collegio del tribunale di Milano e in particolare del suo presidente».

GHEDINI – A Franceschini e Di Pietro arriva la replica a distanza del legale del premier e parlamentare del Popolo della Libertà, Niccolò Ghedini: «Certamente Berlusconi non ha alcuna intenzione di portare il processo in sede parlamentare – dichiara ad Affaritaliani.it – Credo che abbia intenzione di fare un discorso di natura politica, quindi sui problemi che si incontrano quando il codice non prevede dei rimedi ove vi siano dei giudici che hanno già espresso un orientamento di tipo politico e di contrasto nei confronti di colui che vanno a giudicare».
Ghedini poi replica anche all’Anm spiegando che quelle dell’Anm «sono indicazioni assolutamente infondate e sbagliate». «Il presidente del Consiglio – dice Ghedini- ha criticato infatti la decisione di un giudice che politicamente si è già esposto».

MILLS – E intanto SkyTg24 ha ascoltato anche uno dei protagonisti della vicenda, David Mills, che però si è limitato a dire: «Quando il caso sarà chiuso, certamente parlerò. Ora non posso. C’è il mio legale, l’avvocato Cecconi, che si occuperà di tutto. Sono deluso e sorpreso ma faremo appello, e l’appello ha un’eccellente prospettiva di successo, ma non voglio aggiungere altro oltre al fatto che sono deluso e sorpreso».

CSM – Lo scontro giudici- Berlusconi potrebbe però presto spostarsi al Consiglio superiore della magistratura. Dopo l’attacco del premier ai giudici del processo Mills, si va verso il probabile intervento del Csm sul caso. Alcuni togati vorrebbero l’apertura di una nuova pratica a tutela dei magistrati del processo; in alternativa si vorrebbe una discussione in plenum di una proposta approvata a luglio scorso dalla prima commissione di palazzo dei Marescialli, ancora ferma. Una proposta che era stata fatta a difesa del presidente del collegio Nicoletta Gandus e del pm Fabio De Pasquale, vittime di «gravi accuse delegittimanti» da parte di Berlusconi. Il togato di Magistratura democratica Livio Pepino chiede fortemente l’intervento di palazzo dei Marescialli e sottolinea «non ci faremo intimidire». Anche il togato del Movimento per la giustizia Mario Fresa sottolinea come a palazzo dei Marescialli «si attendono le dichiarazioni che il presidente del Consiglio ha detto di voler fare in Parlamento». E assicura che in caso di nuovi attacchi all’autonomia e indipendenza della magistratura il Csm «sará costretto ad aprire l’ennesima pratica a tutela delle funzioni giudiziarie».

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