Umberto Bossi al prelievo dell'acqua dalla sorgente del Po (Ansa)
Bossi: governo fino al 2013? Mi sembra troppo lontano
16 Settembre 2011
“Passione Tour” per James Senese
17 Settembre 2011
Mostra tutto

Avvocato Berlusconi: ‘Non va da Pm Napoli’

Giandomenico Lepore e Pietro Longo (Ansa)

“Allo stato Berlusconi non si presenta ai pm di Napoli”: così l’avvocato Piero Longo, uno dei difensori del premier, ha risposto all’ANSA riguardo alla richiesta dei magistrati di Napoli di sentire il presidente del consiglio quale testimone nel procedimento per un presunto ricatto ai suoi danni.

NUOVA ISTANZA PER AUDIZIONE CON AVVOCATO – Una seconda istanza e’ stata presentata dai legali di Berlusconi per chiedere che, qualora  il premier debba essere interrogato dai pm di Napoli, cio’ avvenga in qualita’ non di persona informata sui fatti, ma di imputato in un procedimento connesso, ovvero il Rubygate. Anche questa istanza, come la precedente, a quanto si e’ appreso, non trovera’ accoglimento. Il procuratore Giovandomenico Lepore ha sottolineato che resta ferma invece l’intenzione di ascoltare Berlusconi come testimone. Lepore ha riferito che, se entro domenica sera – ultima delle quattro date indicate dalla procura – la situazione rimarrà invariata, valuteranno le iniziative da prendere. Resta quindi in piedi la prospettiva di un accompagnamento coatto: la procura potrebbe pertanto avviare la procedura rivolgendosi alla Camera per l’autorizzazione. Rispondendo alle domande dei cronisti, Lepore non ha escluso che gli atti del processo possano essere trasferiti ad un altro ufficio giudiziario prescindendo dall’interrogatorio. A quanto si è appreso, la seconda istanza non conterrebbe nuovi elementi, a sostegno della tesi che il processo Rubygate è connesso con l’inchiesta sulla presunta estorsione al premier, ma conterrebbe esclusivamente questioni di carattere giuridico.

PDL, SITUAZIONE GRAVE, CSM VIGILI – “La situazione è molto grave e preoccupante, e chiediamo al presidente e al vicepresidente del Csm di esercitare la massima vigilanza”. Così in una nota congiunta i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. La richiesta di un intervento dell’organo di autogoverno della magistratura, arriva in relazione alla pubblicazione di “intercettazioni” di conversazioni “irrilevanti ai fini penali ma altamente lesive della privacy e dignità delle persone”. Cicchitto e Gasparri sottolineano “l’aberrante tentativo in atto di capovolgere la realtà, nobilitando i comportamenti illeciti come fossero la normalità e anzi un motivo di onore, e additando al pubblico ludibrio coloro che rispettano la legge”.

“La lettura dei giornali di oggi, e in particolare di ‘Repubblica’, evidenzia l’aberrante tentativo in atto di capovolgere la realtà, nobilitando i comportamenti illeciti come fossero la normalità e anzi un motivo di onore, e additando al pubblico ludibrio coloro che rispettano la legge. Secondo questa logica – sottolineano Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri – è del tutto normale che dagli uffici giudiziari fuoriescano intercettazioni non depositate, o che conversazioni del tutto irrilevanti ai fini penali ma altamente lesive della privacy e della dignità delle persone vengano trascritte e inserite negli atti giudiziari per assicurarne la divulgazione mediatica: ciò che è accaduto a Napoli in queste settimane è a tal proposito altamente eloquente”. “Quando invece i responsabili di un’inchiesta e di un ufficio giudiziario si limitano ad applicare la legge e rispettare le regole, attenendosi al segreto d’ufficio, depositando i documenti penalmente rilevanti, subordinando il compimento di atti istruttori a verifiche e riscontri – proseguono i capigruppo Pdl – tutto questo viene bollato come qualcosa di anomalo, diventando fonte di insinuazioni, sospetti e veleni, quando non addirittura un vero e proprio capo d’accusa che oltre a scatenare processi sommari sugli organi di informazione si riverbera all’interno di organi di rango costituzionale”. “La situazione è molto grave e preoccupante, e chiediamo al presidente e al vicepresidente del Csm di esercitare la massima vigilanza”, concludono.

INCHIESTA BARI, OTTO INDAGATI ANCHE SABINA BEGAN – Sabina Began, soprannominata l’ape regina e a detta di molti la preferita del presidente, è tra gli indagati nell’inchiesta della procura di Bari sulle escort che l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ha portato nelle residenza del premier Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Began è tra le otto persone a cui militari della Guardia di Finanza stanno notificando l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che contiene 28 capi di imputazione.

“Le prospettazioni accusatorie contenute nel capo di imputazioni per la vicenda di Bari, non solo vedono totalmente estraneo il presidente Berlusconi, ma dimostrano la sua completa non conoscenza circa l’asserito comportamento del Tarantini e dei suoi coindagati”. E’ quanto scrivono, in una nota, i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo. “Del tutto infondate invece – aggiungono – appaiono le ricostruzioni delle serate, che erano soltanto riunioni conviviali, come più volte affermato dalle stesse protagoniste”.

Tra gli indagati a cui viene notificato l’avviso di fine indagine ci sono, a quanto si apprende, i fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini, l’avvocato brindisino Salvatore (detto Totò) Castellaneta e l’amico di Gianpi, Massimiliano Verdoscia. Quest’ultimo è già stato condannato in primo grado dal gup del tribunale di Bari a quattro anni e quattro mesi per i coca party organizzati da Tarantini in Sardegna.

C’e anche Manuela Arcuri tra le donne che Gianpi Tarantini voleva far prostituire: le chiese di prostituirsi con Berlusconi promettendole che il premier l’avrebbe favorita nella conduzione del Festival di Sanremo ma lei rifiutò. Se ne parla nell’avviso di conclusione delle indagini sulle escort portate nelle residenze di Silvio Berlusconi. Di Manuela Arcuri si parla in due capi di imputazione. Uno riguarda il solo Giampaolo Tarantini per un episodio del 10 dicembre 2008: secondo gli investigatori, avrebbe cercato di indurre Arcuri “a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi, promettendole che egli l’avrebbe favorita per la conduzione del festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto della stessa”. In un altro episodio, oltre a Tarantini, è coinvolta la showgirl Francesca Lana: in due circostanze, il 25 gennaio e l’11 febbraio 2009, Tarantini e Lana avrebbero compiuto – è detto nel capo di imputazione – “atti idonei e diretti in modo non equivoco a indurre Manuela Arcuri a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi prospettandole la possibilità di un personale interessamento di quest’ultimo (sollecitato vieppiù dalla stessa Arcuri) per consentire la partecipazione del fratello ad una trasmissione televisiva, non riuscendo a portare a termine il loro proposito per ragioni indipendenti dalla loro volontà”. Francesca Lana è nota alle cronache mondane soprattutto per essere molto amica di Manuela Arcuri, e per le foto hot fatte con quest’ultima.

TRA GIANPI E PREMIER CENTINAIA TELEFONATE  – Tra settembre 2008 e maggio 2009, il periodo in cui oltre 30 ragazze reclutate da Gianpaolo Tarantini hanno frequentato le residenze di Silvio Berlusconi, Gianpi e il Cavaliere si sarebbero sentiti al telefono centinaia di volte. E’ quanto emerge dagli atti dell’inchiesta di Bari, secondo quanto si apprende da chi ha visionato le carte processuali. Nei cinque faldoni, sottolineano le fonti, ci sarebbero sia le trascrizioni di telefonate tra Berlusconi e Tarantini sia le sintesi di telefonate non trascritte: in tutto “alcune centinaia”

ARCURI GLISSA SU PREMIER E ABBASSA SGUARDO – Abbassa gli occhi, scuote la testa e smette di sorridere Manuela Arcuri quando qualcuno le parla della vicenda che la vede coinvolta nelle intercettazioni sull’inchiesta di Bari. Questa sera la show girl e attrice ha assistito in platea, in prima fila, allo spettacolo teatrale del fratello Sergio che si é esibito al Gay Village a Roma. In tanti le stringono le mani e le fanno foto avvicinandosi calorosamente. Ma alla domanda di un fan che le dice di essere già “diventata” un mito per molti su Facebook per aver rifiutato l’invito del premier, la Arcuri reagisce ostentando indifferenza, senza parlarne. Alla fine dello spettacolo l’attrice si è allontanata avviandosi verso casa con alcuni amici.

Sabina Began, portò a palazzo Grazioli tre ragazze di cui almeno una si sarebbe prostituita con Silvio Berlusconi. E’ quanto si legge nel capo di imputazione che riguarda l’ ‘ape regina’, quella che viene da molti definita come la preferita del Presidente. La Began e Giampaolo Tarantini, è scritto, reclutarono “Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone (detta Monia) e Roberta Nigro”, ne favorirono e sfruttarono “l’attività di prostituzione della prima, esercitata, in favore di Silvio Berlusconi, presso la sua residenza romana, dietro pagamento di corrispettivo in denaro, provvedendo, in particolare, il Tarantini, ad istruire le stesse sulle modalità comportamentali da assumere, sulle finalità della serata, a sostenere le spese di viaggio e soggiorno delle donne, e a mettere a loro disposizione un’autovettura per raggiungere palazzo Grazioli”. I reati sarebbero stati commessi tra il 30 agosto e il 6 settembre 2008.

Sono oltre 100 mila le conversazioni telefoniche e ambientali effettuate fino all’estate del 2009 nell’ambito della vasta inchiesta che riguarda Gianpaolo Tarantini e che ha portato all’apertura di vari filoni d’indagine, tra i quali quello riguardante le escort. Lo riferisce in una nota la Procura della Repubblica di Bari, ufficializzando che il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari sta procedendo alla notifica di otto avvisi di conclusione di indagine (provvedimento già emesso e depositato il 5 agosto scorso) per la vicenda escort.

In seguito al fermo di Tarantini eseguito il 18 settembre 2009 “era stata disposta – ricorda la Procura – la rielaborazione degli atti di indagine e l’effettuazione dei doverosi riscontri sulle dichiarazioni di Tarantini allo scopo di individuare le possibili notizie di reato”. “La rielaborazione si rendeva necessaria perché, fino a tutto il settembre 2009, – si legge ancora nella nota della Procura – non risultavano trascritte, e alcune neanche ascoltate, le oltre 100.000 conversazioni telefoniche ed ambientali effettuate fino all’estate di quell’anno. E’ stato così possibile riordinare il ponderoso materiale investigativo acquisito e costituire i diversi filoni di indagine”. Per quanto riguarda il filone ‘escort’, il pm Eugenia Pontassuglia – riferisce la Procura – “ha provveduto, tra l’altro, ad ascoltare e selezionare, tra tutte le innumerevoli conversazioni intercettate, quelle ritenute rilevanti ai fini dell’accusa”. Successivamente, depositata l’informativa da parte della Guardia di finanza a fine giugno 2011, Pontassuglia e il suo collega Ciro Angelillis “hanno proceduto, in poche settimane, all’esame degli atti, all’individuazione dei reati, alla formulazione dei capi di imputazione ed alla redazione dell’avviso ex art.415 bis codice di procedura penale in relazione ai reati per i quali le indagini sono state ritenute concluse”. “Sono attualmente al vaglio degli stessi sostituti – conclude la nota della Procura di Bari – le restanti ipotesi di reato emerse dall’attività investigativa fin qui compiuta”.

INTERCETTAZIONI NON TRASCRITTE – Le intercettazioni fatte nell’ambito dell”inchiesta escort’ delle conversazioni tra il capo del governo e Tarantini non sono state trascritte. Ci sono infatti solo sintesi di poche righe dei colloqui intercorsi e intercettati tra Silvio Berlusconi e Giampaolo Tarantini negli atti dell’inchiesta delle escort portate da Gianpi nelle residenze private del premier. E’ quanto si apprende da chi ha potuto visionare, in parte, i cinque faldoni dell’indagine che oggi la Procura di Bari ha depositato. A quanto si è saputo, Tarantini e Berlusconi parlano di donne e di rapporti interpersonali con altre persone. il rapporto tra Gianpi e il premier viene definito “ben documentato”.

LUNEDI’ CONSEGNA ATTI A DIFENSORI – Saranno consegnati nei prossimi giorni – non prima di lunedì’ prossimo – ai difensori degli indagati tutti gli atti dell’indagine sulle escort che Gianpaolo Tarantini ha portato nelle residenza del premier Silvio Berlusconi. Lo confermano fonti giudiziarie e forensi baresi. Poiché il fascicolo – composto da almeno cinque faldoni, che contengono alcune migliaia di pagine – non è informatizzato, la procura sta oggi facendo leggere ai legali che ne hanno fatto espressamente richiesta le parti a cui essi sono interessati. Ai difensori è stato detto che le copie degli atti saranno consegnate da lunedì prossimo.

PREMIER A TARANTINI, CHI MI PORTI STASERA?  – “Chi mi porti stasera?”. E’ quanto avrebbe detto il premier Silvio Berlusconi al telefono con Gianpaolo Tarantini in una delle telefonate contenute negli atti dell’inchiesta della procura di Bari sul giro di escort e ragazze che frequentavano le residenze del Cavaliere. Nelle telefonate, secondo quanto si apprende da chi ha potuto vedere i fascicoli processuali, ci sono anche diversi consigli che Gianpi rivolge alle ragazze che devono incontrare il premier. “Non metterti i tacchi” è uno degli inviti ripetuti più volte

LEGALI PREMIER,SOLO SERATE CONVIVIALI – “Le prospettazioni accusatorie contenute nel capo di imputazioni per la vicenda di Bari, non solo vedono totalmente estraneo il presidente Berlusconi, ma dimostrano la sua completa non conoscenza circa l’asserito comportamento del Tarantini e dei suoi coindagati”. E’ quanto scrivono, in una nota, i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo. “Del tutto infondate invece – aggiungono – appaiono le ricostruzioni delle serate, che erano soltanto riunioni conviviali, come più volte affermato dalle stesse protagoniste”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *