“Aspettando la Capri-Napoli”: 300 ragazzi alla Scandone
19 Maggio 2011
Festival dell’Economia, anteprima a Napoli
20 Maggio 2011
Mostra tutto

Bossi: ‘Pisapia un matto. Pdl? Ora nuovo progetto’

Bossi e Berlusconi (Ansa)

Umberto Bossi decide di scendere in campo per i ballottaggi e da’ il via alle ”10 giornate di Milano” per riconquistare la citta’. A sorpresa, radicalizza lo scontro con Giuliano Pisapia: lo definisce ”un matto” che ”vuole riempire la citta’ di immigrati e moschee”, rendendola ”una zingaropoli”, ”non compatibile con una Milano decente”. 

La strategia del leader leghista e’ chiara: estremizzare lo scontro per portare al voto quel 30% di milanesi che hanno preferito rimanere a casa e ‘riconquistare’ anche quei moderati, non solo quelli del Terzo Polo, che ”non daranno la citta’ in mano agli estremisti di sinistra”. La reazione dell’opposizione e’ composta. I big del Pd tacciono, preferendo lasciar gestire la campagna elettorale al quartier generale di Pisapia a Milano. Parla solo Enrico Letta che sottolinea come ”la linea di Bossi non sia diversa da quella Santanche’-Lassini”.

Toni piu’ aspri da parte di Antonio Di Pietro: ”Bossi – dice – si e’ berlusconizzato e comincia a insultare gli avversari perche’ sente odore di sconfitta”. In ogni caso, Bossi vuole rendere quella di Milano una battaglia leghista. ”La base – rimarca – sta dove sto io”. Mette a tacere le voci di divisioni interne nel partito. ”Siamo – spiega – abbastanza uniti”. Difende il ministro Roberto Maroni, il meno-berlusconiano dei suoi e accusato all’interno del Carroccio di aver sbagliato candidature in Lombardia: ”Maroni e’ intelligente – dice – Non sta pensando al dopo-Berlusconi, non accetterebbe mai di fare il premier”. A Milano la Lega gioca una partita doppia e sfida il Pdl, proprio nella roccaforte del ‘berlusconismo’: se si vince, i lumbard si intesteranno il successo; se si dovesse perdere, invece, le responsabilita’ resteranno del Pdl e di Berlusconi. Ma per riuscire nell’intento – si spiega – non si dovra’ trattare del tentativo dei due partiti di affermarsi a scapito dell’alleato, come e’ accaduto al primo turno quando i lumbard hanno spesso criticato la Moratti.

Cosi’ Bossi ammette che ”qualche errore lo abbiamo commesso anche noi” ed invita al ”cambiamento”. ”Serve un nuovo progetto”, dice al termine del vertice a Palazzo Chigi con Berlusconi, dove ha analizzato i dati delle amministrative. C’e’ bisogno di un ”cambiamento” altrimenti si affonda. E, come spesso ha fatto in passato, prova la carta del rilancio dell’azione di governo. ”Cambiamento”, per il leader lumbard, non significa solo modificare l’esecutivo, almeno per ora. Ma piuttosto fare le riforme. La soluzione – afferma – non e’ infatti l’offerta di un posto da vicepremier a Tremonti (e il ministro dell’Economia – sottolinea Bossi – ”sarebbe il primo a rifiutare”), ma ”fare un progetto, fare le riforme”. Onde evitare fraintendimenti precisa: ”Il nuovo progetto lo facciamo con Berlusconi. Ci dobbiamo trovare e sistemarlo”, ma anche capire se Tremonti mettera’ a disposizione qualche risorsa da investire.

BERLUSCONI,EVITARE ASSENZE E INCIDENTI IN AULA – Non vi preoccupate, state tranquilli, la maggioranza è solida e il governo anche perché non ci sono alternative a questo governo. E’ il ragionamento che, secondo fonti governative, Silvio Berlusconi ha svolto nel corso del Consiglio dei ministri. Vorrei rassicurare tutti: adesso vedo Bossi; l’ho sentito ieri, state tranquilli con lui va tutto bene. E’ il ragionamento che Silvio Berlusconi, secondo fonti governative concordanti, ha svolto nel corso della riunione del Consiglio dei ministri. Nessun problema per la tenuta del maggioranza, avrebbe detto il premier, assicurando che  “presto si allargherà “.

Silvio Berlusconi, nel corso del Consiglio dei ministri, si è raccomandato con i presenti sulla necessità di mostrare compattezza anche attraverso la presenza in Aula. A riferirlo fonti governative, che spiegano come il premier abbia ridimensionato le ripetute battute di arresto verificatesi ieri a Montecitorio: episodi come quello di ieri sono marginali, ha ragionato il presidente del Consiglio, ma sono incidenti che vengono enfatizzati dai media e strumentalizzati dalle opposizioni. Per questo è opportuno fare di tutto per evitare assenze.

MORATTI, BALLOTTAGGIO? NON MI PONGO PROBLEMA – Il ballottaggio? “Non mi pongo questo problema”. Letizia Moratti ha raccolto i propri assessori per programmare le prossime iniziative legate all’estate e ai lavori pubblici e incontrando i giornalisti in una pausa della riunione ha così risposto su come intende affrontare la campagna elettorale per il ballottaggio che la vede a 6,5 punti percentuali dietro allo sfidante del centrosinistra Giuliano Pisapia. “Non mi pongo questo problema, sono sindaco di questa città – ha detto Letizia Moratti – e ho il mandato degli elettori e ho il dovere di continuare a lavorare per dare risposte che ci chiedono i cittadini”. A chi le ha chiesto come intende recuperare i quasi 50 mila voti che al primo turno l’hanno distanziata dal centrosinistra, Letizia Moratti si è limitata a rispondere: “lavorando”.

MORATTI, PRONTA A SCUSARMI SE C’E’ CONFRONTO – “Pisapia scappa quando si parla di cose concrete, io sono pronta a chiedere scusa nel momento in cui c’é un confronto diretto sui programmi, perché sui programmi i cittadini milanesi hanno il diritto di avere risposte precise, chiare e concrete”: lo ha detto il sindaco di Milano Letizia Moratti ai microfoni del TG regionale della Lombardia di Rai Tre.

PISAPIA, CHI SI SCUSA NON PONE CONDIZIONI – ”Di solito chi chiede scusa, ancorche’ dopo otto giorni e una sconfitta elettorale, non pone condizioni se pensa sinceramente di aver sbagliato”. Questa la risposta del candidato sindaco per il centrosinistra a Milano Giuliano Pisapia all’offerta dell’avversario Letizia Moratti di porgergli le scuse nel caso lui accetti un confronto pubblico. ”Ora il nostro confronto – ha aggiunto Pisapia – avverra’ nelle urne domenica 29 e lunedi’ 30 maggio”.

TERZO POLO, NO APPARENTAMENTI MILANO-NAPOLI – Il Terzo Polo ha deciso una “non indicazione esplicita di appoggio ad alcun candidato” sia a Milano che a Napoli, dove quindi non ci sarà alcun apparentamento. Lo ha detto il leader di Fli, Gianfranco Fini, durante una conferenza stampa tenuta con Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli e i candidati del Terzo Polo nelle due città, Raimondo Pasquino e Manfredi Palmeri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *