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Napolitano: «Avviare presto la ricostruzione in Abruzzo»

Il primo pensiero del presidente della Repubblica nel messaggio televisivo agli italiani per la Festa della Repubblica che ricorre martedì, è indirizzato «alle tante famiglie dell'Aquila e dell'Abruzzo che vivono questa giornata fuori delle loro case, distrutte o colpite, tra gravi disagi e difficoltà, anche se assistite e sostenute con ogni premure».

Il primo pensiero del presidente della Repubblica nel messaggio televisivo agli italiani per la Festa della Repubblica che ricorre martedì, è indirizzato «alle tante famiglie dell’Aquila e dell’Abruzzo che vivono questa giornata fuori delle loro case, distrutte o colpite, tra gravi disagi e difficoltà, anche se assistite e sostenute con ogni premure». Sono famiglie, aggiunge il capo dello Stato, «che vivono questa giornata nel ricordo di perdite dolorose ed incolmabili. L’ augurio è che possano vedere presto avviata, l’opera di ricostruzione, rinata la città dell’Aquila, gettate le basi di un futuro migliore». Napolitano elogia l’unità ritrovata nel Paese di fronte al terremoto e auspica che con lo stesso spirito si affrontino gli altri problemi.

PIÙ COESIONE PER CRISI E RIFORME – «Basta guardare alla realtà senza paraocchi per vedere che c’è bisogno, come ho detto e non mi stanco di ripetere, di più coesione nel paese dinanzi alla crisi ed alle tensioni che scuotono il mondo», ha aggiunto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La coesione, ha sottolineato, occorre anche in vista del G8 e «per prendere finalmente la strada delle riforme necessarie al Paese ed al suo sviluppo». Napolitano ha ricordato che in occasione dell’emergenza terremoto «l’Italia si è ritrovata unita» come anche nel celebrare il 25 aprile «giorno della liberazione dal nazifascismo, del ritorno alla pace, libertà ed all’indipendenza» come pure «nel rendere omaggio alle vittime del terrorismo, delle stragi, della violenza politica di ogni colore; nel ricordare con gratitudine gli eroici magistrati ed appartenenti alle forze di polizia caduti nella lotta contro la mafia». Sono, sottolinea, «segni di unità del Paese attorno a valori di democrazia e di solidarietà propri della nostra Costituzione; segni di unità tanto più importanti quanto più sono aspre le contrapposizioni politiche ed istituzionali, soprattutto in periodo elettorale». A tutto ciò bisogna opporre una maggiore coesione nel Paese «anche in vista dell’importante, grande incontro internazionale che si terrà il mese prossimo all’Aquila e costituirà per l’Italia un impegno ed un’occasione di straordinario rilievo».

LA PATRIA – «Sono convinto – ha concluso Napolitano – che sia questo un auspicio diffuso tra gli italiani.- Di certo è il mio augurio nell’interesse della Repubblica che oggi festeggiamo perché dal 2 giugno 1946 con essa si identifica la nostra patria».

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