mercoledì, Maggio 22, 2024
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Una sentenza vieta l’uso del nome “Falcone” a pizzeria di Francoforte

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Una multa fino a 250mila euro o una pena detentiva fino a sei mesi impediranno ad un ristoratore di Francoforte Constantin Ulbrich, finito nella bufera due anni fa per aver chiamato la sua pizzeria “Falcone e Borsellino”, ad utilizzare il nome di Giovanni Falcone per la sua pizzeria. Sulle pareti della pizzeria, dove sono stati ricreati i fori di proiettile, è appesa la famosa fotografia di Tony Gentile e dei due giudici assassinati 30 anni fa, accanto alla statua di Don Vito Corleone del famoso film Il Padrino.

Questa scelta non è piaciuta a Maria Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia e presidente della fondazione a lui intitolata. Tuttavia, il Tribunale ha respinto l’istanza in primo grado con la motivazione che “Falcone era attivo soprattutto in Italia ed era conosciuto solo da un ristretto numero di persone in Germania e non dal grande pubblico che frequentava la pizzeria”.

Il Tribunale ha anche sostenuto che 30 anni dopo la morte di Falcone, il tema della lotta alla mafia non era più così sentito dall’opinione pubblica. Il giudice d’appello di Francoforte sul Meno ha ribaltato la decisione di primo grado e ha accolto il ricorso della professoressa Falcone.

In una sentenza depositata pochi giorni prima, il Tribunale ha disposto il divieto di uso de “il nome commerciale ‘Falcone’ da solo o come parte di una denominazione commerciale, in particolare come nome della pizzeria ‘Falcone e Borsellino’, su insegne, menu, materiale pubblicitario, su internet, Facebook e Instagram, nel contesto di attività commerciali”.

“Una sentenza che ristabilisce il rispetto, afferma Maria Falcone. Ci sono nomi e argomenti che non possono essere usati per fare del sarcasmo o delle battute, né tantomeno per speculazioni commerciali”. Maria Falcone ringrazia gli avvocati Rodolfo Dolce e Angela Bonacina per averla assistita.

La Corte, inoltre, riconosce che Maria Falcone ha legittimi diritti sul suo nome e sulla sua personalità postuma. “La violazione postuma dei diritti della personalità del giudice Giovanni Falcone da parte di pratiche commerciali discutibili per il loro contrasto con la sua vita e il suo lavoro dovrebbe essere fondamentalmente approvata”- scrivono infine i giudici.

Lucio Giacomardo

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