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Tic tac, tic tac… Lunedì dalla Sardegna la sveglia ai partiti

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ROMA – Dalle 7 di lunedì tutte le antenne della politica italiana si collegheranno con la Sardegna per sapere chi è stato eletto nuovo Presidente della Regione per i prossimi 5 anni. Una sfida nazionale, primo importante banco di prova anche per il Governo di Giorgia Meloni e per testare anche la sua forza, politica e personale. Perché Meloni in Sardegna ha fatto fuori il Presidente uscente Christian Solinas targato Lega Salvini per candidare il Fratel d’Italia, Paolo Truzzo, sindaco di Cagliari. Una scelta che ha scatenato polemiche dentro il Centrodestra e adesso, i maligni, gettano benzina sul fuoco parlando di elettori leghisti e del partito di Solinas che nel segreto dell’urna si vendicheranno non votando ‘Trux’. Le Regionali sono una brutta bestia, perché si vota in un giorno solo e vince subito quello che prende un voto in più. E un voto potrebbe fare la differenza.

Se Truzzo vincesse la premier Giorgia Meloni sarebbe più forte, soprattutto avrebbe carte formidabili per rivendicare maggior spazio in Regioni e Comuni. Nel mirino c’è il Nord, dove Fratelli d’Italia è prima partito ma non ha nessuna regione. Facile pensare che nel mirino di Giorgia c’è il Veneto, ora governato dal leghista Luca Zaia che tra un anno potrebbe essere costretto a sloggiare per far posto ai Fratelli della premier. E Giorgia potrebbe guardare con più tranquillità anche al voto delle prossime Europee di giugno, dove si giocherà la partita in prima persona come capolista. In questo caso i partiti alleati, Lega e Forza Italia, saranno costretti a far buon viso e cattivo gioco tirando a campare.

Se ‘Trux’ farà fare brutta figura ai suoi Fratelli d’Italia, e alla sua leader, lo scossone sarà forte anche a livello di Governo. Con gli alleati Tajani e Salvini che aggiustandosi la giacca potranno dire: Allora Giorgia, adesso come l’aggiustiamo? A sentire chi dietro le quinte sta seguendo la pazza campagna elettorale a livello di sussurri, sondaggi e altro, gira la qualunque ma… ‘Trux’ è indietro e Alessandra Todde, la candidata del Centrosinistra targata Conte M5S, è un po’ avanti. Ecco, se alla fine quel voto in più porterà il Centrosinistra alla vittoria beh, di fatto, si aprirebbe comunque una nuova fase politica sia a livello di maggioranza di Governo che di opposizione. Soprattutto la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha difeso l’alleanza con il M5S con unghie e denti, potrebbe mettere a cuccia tutti quelli, e sono sempre di più, che in queste ultime ore l’hanno bersagliata di critiche. E potrebbe guardare anche lei alle Europee con spirito migliore, magari non riuscirà ad acchiappare la rivale Meloni ma anche lei, giocandosi la partita in prima persona come capolista, potrebbe far volare il Pd oltre quel misero 19-20% che i sondaggisti assegnano.

Ma anche per l’alleanza Pd-M5s la sorpresa è dietro l’angolo, dove c’è Renato Soru, già Presidente della regione, poi esponente di spicco del Pd e che messo da parte per far posto a Todde ha giurato vendetta, si è alleato con tutto e il suo contrario e si è detto sicuro di vincere. Alla faccia del Centrodestra e del Centrosinistra. Sarà possibile? Pochi ci credono, anzi, molti pensano che alla fine Soru farà più male a ‘Trux’ drenando voti del Centrodestra moderato e deluso più che a sinistra. Perché in questo caso la sinistra è più motivata a stare insieme, a non permettere che la Sardegna passi nelle mani del ‘Trux di Destra. Chiaro che se Soru dovesse farcela un minuto dopo pure la segretaria Schlein finirebbe sulla graticola dentro il suo stesso partito con il rischio di esser messa presto alla porta. Altro problema che potrebbe penalizzare il risultato annacquandolo è la percentuale di quelli che nemmeno si recheranno a votare, il grande popolo dell’astensione. Sono molti quelli che temono, per la prima volta, un’affluenza al di sotto del 50%. Mancano poche ore, e allora si saprà a chi toccherà il ‘sardo nel vuoto’.

LEGGI ANCHE: Sardegna al voto, sarà corsa a quattro: ma il vero vincitore potrebbe essere l’astensionismo

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