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Tennis, Sinner: “Rivincita con Djokovic? No, penso all’Olanda”

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Volandri: “Siamo forti ma in Davis la classifica non conta”

Roma, 21 nov. (askanews) – Il passato non conta. Jannik Sinner è carico, motivato, proiettato al futuro. “Sono arrivato con buone sensazioni, ma quel che ho fatto a Torino non importa” ha detto nella conferenza stampa della vigilia a Malaga, al Palacio de Deportes José María Martín Carpena, l’impianto che ospita le finali incastonato in un polo sportivo a due passi dallo stadio di calcio locale, che nel 2012 arrivò per la prima volta nella sua storia in Champions League. Sinner è arrivato ieri, come Novak Djokovic. Entrambi sono stati accolti dal direttore delle Davis Cup Finals, Feliciano Lopez. Oggi il primo allenamento con la squadra e poi ha partecipato alla conferenza stampa. “Sono felice di essere qui, credo che la nostra sia una bella squadra, una squadra forte. Abbiamo tante opzioni da poter mettere in campo. Vedremo come andrà, noi daremo il 100% comunque”. Nessuna rivincita con Djokovic: “Penso solo solo all’Olanda” Sinner non ha negato un po’ di stanchezza, normale e comprensibile alla fine di una stagione lunga intensa in cui è diventato l’italiano con più partite vinte in un anno e il primo a chiudere in Top 5 nel ranking di fine stagione da quando esiste la classifica computerizzata, introdotta nel 1973. “Siamo tutti un po’ stanchi, fisicamente e mentalmente – ha detto Sinner – La stagione è stata lunga, ma ogni settimana è diversa. Mi sento pronto a competere al 100%, domani avremo un altro giorno per allenarci. Lo sfrutterò, ma proverò anche a riposarmi. Poi vedremo chi giocherà giovedì”.

L’Italia si presenta a Malaga con grandi ambizioni, è innegabile, ma già la sfida contro l’Olanda può nascondere più di qualche insidia, soprattutto se dovesse decidersi al doppio. “Siamo una squadra forte, lo sappiamo. Ma abbiamo toccato con mano come in Coppa Davis la classifica non conti, per cui dobbiamo essere pronti in ogni match al 100%, è questa la cosa importante” ha detto il capitano Filippo Volandri.

Dietro a Sinner, Volandri ha tre principali opzioni possibili in singolare. Il secondo miglior azzurro per classifica è il carrarino Lorenzo Musetti, numero 27 ATP, ha raggiunto quest’anno tre semifinali nel circuito maggiore a Barcellona, Bastad e Chengdu; in Davis ha perso gli ultimi tre singolari disputati. Poi c’è Matteo Arnaldi, numero 44 e semifinalista quest’anno a Umago, ha debuttato in singolare nella fase a gironi a Bologna due mesi fa, battendo il cileno Cristian Garin e lo svedese Leo Borg, figlio della leggenda Bjorn. Infine Lorenzo Sonego, numero 47, che ha giocato finora nove singolari in Coppa Davis e ne ha vinti sei. Sarà uno di loro ad aprire il percorso azzurro giovedì, nel singolare fra i numeri 2 che inaugurerà il quarto di finale contro l’Olanda alle 10.

“E’ stata una buona stagione per me sulla terra rossa e sull’erba, non ho finito come avrei voluto ma è parte della crescita” ha detto Musetti, che ha ricordato anche la vittoria su Novak Djokovic a Monte-Carlo. “E’ stata la più bella della mia carriera, qualcosa che sognavo fin da bambino. Ora mi sento pronto per questo evento, sono felice di terminare la stagione qui a Malaga”. Sorride, e non potrebbe essere altrimenti, anche Matteo Arnaldi. “Per me è eccezionale essere qui, questa è la mia prima volta alle Finals – ha detto -. A parte la fase a gironi a Bologna, è la prima volta che gioco in squadra, sto cercando di capire cosa significhi e divertirmi”.

Il singolarista numero 2, salvo sorprese che non si possono mai escludere, affronterà Botic van de Zandschulp, numero 51 del mondo, finalista quest’anno a Monaco di Baviera. “Quest’anno ha fatto peggio dell’anno scorso, ma nelle ultime settimane ha confermato il livello. tra dritto e rovescio colpisce la palla in maniera diversa, non dà grande continuità. non gli piace ritmo alto. la mia scelta andrà verso chi mi darà più garanzie per quel tipo di partita” ha detto il capitano Filippo Volandri.

“E’ un giocatore che si adatta bene a queste situazioni – ha aggiunto Musetti -. Quest’anno, è vero, ha fatto meno bene della scorsa stagione ma nelle ultime settimane ho visto di nuovo il Van de Zandschulp che conoscevamo. A Bercy ha battuto giocatori forti come Tommy Paul. E’ sicuramente un avversario insidioso su queste superfici. Noi cercheremo di essere fastidiosi altrettanto”. A proposito di superficie, il campo “è veloce ma meno di Torino – ha detto Volandri -. Rispetto all’anno scorso c’è anche meno differenza tra il Centrale e i campi di allenamento. Le palline sono veloci ma si aprono abbastanza presto. La fortuna per me è avere giocatori di questo livello è che si sanno adattare, sono abituati a farlo ad ogni settimana. Ci aspettiamo anche un pubblico importante, come l’anno scorso. A ognuno dei ragazzi ho chiesto la massima disponibilità”. L’Italia parte senza una coppia di doppio di riferimento. Nella scelta, ha spiegato Volandri, “contano l’affinità e il feeling con il compagno, il servizio e la risposta al servizio della velocità che ci si può aspettare con questi giocatori: è un insieme di fattori”. “C’è anche la variabile del lato di campo di campo in cui uno preferisce giocare” chiosa Bolelli, che l’anno prossimo giocherà nel circuito stabilmente con Andrea Vavassori, come ha raccontato su SuperTennis. Bolelli ha comunque una certezza: “Chiunque andrà in campo, il nostro doppio sarà molto competitivo”.

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