Covid e vaccini, nuovi lockdown e chiusure nei Paesi a rischio
25 Ottobre 2021
I Cinema: “Sale” della vita, un omaggio al grande Paolo Villaggio
26 Ottobre 2021
Mostra tutto

World Pasta day: italiani primi per produzione e consumo

NAPOLI – Se fosse stato un premio avremmo vinto anche questo. Di cosa parliamo? Stiamo parlando della classifica dei maggiori consumatori mondiali di pasta. Il 25 ottobre è il World Pasta Day e gli italiani festeggiano la vittoria con un consumo medio annuale di 23,5 kg a testa, per un totale di 1,4 milioni di tonnellate di pasta consumata annualmente in tutto il Paese. Oltre ad amarla profondamente, noi Italiani siamo anche i primi produttori al mondo con 3,4 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, di cui destiniamo al mercato estero circa il 58%.

L’Italia si piazza prima anche nella produzione di grano duro a livello europeo, con 4 milioni di tonnellate circa ogni anno. La superficie agricola dedicata alla coltivazione del grano duro in Italia è praticamente la stessa dagli anni Trenta: 1,3 milioni di ettari. La produzione interna, pur aumentata negli anni, non è però sufficiente a soddisfare il fabbisogno del settore: ecco perché ogni anno importiamo circa altri due milioni di tonnellate di grano duro dall’estero.

Negli anni, anche gli ettari destinati alla produzione di grano certificato biologico sono aumentati. Secondo il Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, nel 2019 gli ettari di superficie biologica coltivata a livello nazionale sono aumentati del 79%, e le coltivazioni di grano duro biologiche sono aumentate del 6%. In aumento anche i consumi di pasta di farro, kamut, riso o di mais e legumi, talvolta adatte per le persone con intolleranze e allergie alimentari come la celiachia.

Ma quali sono i tipi di pasta più amati? Secondo un’elaborazione dell’associazione di categoria Unione Italiana Food, sul podio delle tipologie più consumate da noi italiani ci sono gli spaghetti, le penne rigate e i fusilli. Seguono rigatoni, farfalle, linguine, e lumachine e poi ancora i bucatini, le mezze maniche e le lasagne. Ma a livello regionale la situazione è più composita: al Sud, per esempio, ziti, ditalini, orecchiette e pasta mista risalgono posizioni in classifica.

Giorgia Cremona

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *