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Alitalia, si spacca il fronte del no

Alitalia, si spacca il fronte del no. Le cinque sigle che rappresentano piloti, assistenti di volo e personale di terra non ritengono opportuno appoggiare la mozione votata all'unanimità dall'assemblea riunita a Fiumicino per il blocco totale immediato del trasporto aereo. Il presidente dell'Anpac Fabio Berti e il segretario nazionale Sdl Andrea Cavola hanno preso la parola richiamando tutti all'unità perché «abbiamo un obiettivo che è identico - ha spiegato Berti -: bisogna capire qual è il modo giusto visto che non siamo qui in una condizione normale di assemblea. Stiamo pianificando le cose giuste, la lotta non finisce oggi perché con un'azione traumatica avremmo una precettazione dopo 20 minuti. Non ci deve essere spaccatura, c'è una strada precisa, dovete avere fiducia».

Alitalia, si spacca il fronte del no. Le cinque sigle che rappresentano piloti, assistenti di volo e personale di terra non ritengono opportuno appoggiare la mozione votata all’unanimità dall’assemblea riunita a Fiumicino per il blocco totale immediato del trasporto aereo. Il presidente dell’Anpac Fabio Berti e il segretario nazionale Sdl Andrea Cavola hanno preso la parola richiamando tutti all’unità perché «abbiamo un obiettivo che è identico – ha spiegato Berti -: bisogna capire qual è il modo giusto visto che non siamo qui in una condizione normale di assemblea. Stiamo pianificando le cose giuste, la lotta non finisce oggi perché con un’azione traumatica avremmo una precettazione dopo 20 minuti. Non ci deve essere spaccatura, c’è una strada precisa, dovete avere fiducia».

SIT-IN AL CENTRO EQUIPAGGI – Il blocco del trasporto era stato proposto dal «comitato di lotta», cui l’assemblea ha dato mandato di indire lo sciopero immediato di tutto il personale. Cavola ha detto che l’assemblea dei dipendenti Alitalia «continua ad oltranza», mentre il piazzale del varco equipaggi si divide tra i «fedeli» di Anpac, Avia, Up e Sdl, e il gruppo del «comitato di lotta» che blocca con un sit-in l’ingresso al centro equipaggi impedendo l’accesso anche a piloti e hostess di altre compagnie aeree, come Thai e Klm, costretti a raggiungere un altro ingresso dell’aeroscalo. È stata una spaccatura? «No – replica Cavola -, noi abbiamo la nostra posizione e la nostra strategia che prevede una durata nel tempo. La risposta che avevamo è decisa, molto dura e determinata ma nel rispetto della legge e nella volontà dei lavoratori. Credo che Alitalia sarà destinata a non volare per molto tempo se si continua con la irragionevolezza della Cai». Il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi ha convocato nel pomeriggio tutte e nove le sigle sindacali per discutere della cassa integrazione.

«BATTAGLIA VA AVANTI» – L’assemblea era cominciata intorno alle 10.30. Circa 600 i partecipanti, tra cui un gruppo numeroso di operai di AZ Airport, riuniti sotto lo striscione «Alitalia. No a privatizzazione e precarietà. Nazionalizzazione». Le sigle sindacali presenti, Anpav, Avia, Anpac, Up e Sdl, sono quelle che non hanno firmato l’accordo con la Cai sui contratti, sottoscritto invece dai sindacati confederali. «La nostra risposta finirà quando avremo deciso che ci sono le condizioni per farla finire: quando saranno rispettati i principi di solidarietà, democrazia e di diritto al lavoro» ha detto il segretario nazionale dello Sdl, Paolo Maras. Capillari misure di sicurezza sono state predisposte dalle forze dell’ordine in tutta l’area e sono stati aumentati i controlli all’interno e all’esterno dei terminal.

RITARDI NELLE PARTENZE – Disagi per diversi voli in partenza. Nella fascia oraria delle 9 otto voli Alitalia, fra nazionali e internazionali, hanno avuto un ritardo di un’ora rispetto all’orario programmato e nella fascia oraria delle 10, oltre una decina di voli AZ ha accusato ritardi superiori ai 60 minuti con punte di due ore per voli diretti a Istanbul e Tel Aviv. Il volo per Palermo (AZ1797), inizialmente programmato alle 11.20 e poi posticipato di 20 minuti, è stato infine soppresso. Bloccato a Fiumicino anche un aereo cargo MD11 Alitalia con 10 miliardi di euro della Banca d’Italia: il velivolo dovrebbe partire come volo di Stato. Nelle ore mattutine mediamente i ritardi sono stati di una ventina di minuti, con una punta di 45 minuti per il collegamento con Milano Linate (AZ 2016) delle 8. Di quasi due ore, invece, lo slittamento del volo per Londra (AZ 202) delle 9.35. Regolare la circolazione sull’autostrada Roma-Fiumicino, sia pure con traffico assai sostenuto anche per il concomitante sciopero del personale delle Ferrovie e dei mezzi pubblici, che coinvolge i collegamenti della linea regionale Roma-Orte-Fara Sabina. Regolari i treni del Leonardo express tra Fiumicino e la stazione Termini.

LUPI: «IRRESPONSABILI» – «La posizione dei piloti nella vicenda Alitalia è irresponsabile e senza giustificazioni. Se si proseguirà con questo atteggiamento ostile e di chiusura pregiudiziale si metterà a serio rischio il destino di migliaia di lavoratori che perderanno il posto – ha commentato Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera -. È sconcertante non comprendere che la proposta della Cai è l’unica risolutiva per evitare il fallimento dell’Alitalia».

CICCHITTO: «RICATTO» Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, attacca il fronte del no. «È evidente quello che sta succedendo nel trasporto aereo: l’associazione dei piloti preferisce il fallimento dell’operazione Cai pur di non rinunciare ad avere un potere determinante nella nuova società. È evidente che ci troviamo di fronte a un autentico ricatto di fronte al quale la direzione Cai, il governo, le autorità preposte alla regolarità del traffico aereo, gli altri sindacati e lo stesso Pd devono resistere perché se lo subissero la Cai nascerebbe già morta». «Mi auguro che prevalga anche nelle sigle dei sindacati autonomi il senso di responsabilità» ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, in diverse interviste ai quotidiani, afferma che lo sciopero annunciato di due settimane «è una vera e propria dichiarazione di guerra, ma il governo non permetterà che un sindacato autonomo ponga dei veti a un’operazione che salva un’azienda e 12.600 posti di lavoro». «La legge non consente di dichiarare scioperi in più date, la cosiddetta dichiarazione plurima» sottolinea al MessaggeroAntonio Martone, garante della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, commentando l’annuncio della protesta proclamata da Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl.

CASTELLI: «TROVARE ACCORDO» – Anche Roberto Castelli, sottosegretario per le Infrastrutture, ha parlato di Alitalia su Gr Parlamento. «O i piloti cercano di trovare un accordo ragionevole, cosa che hanno fatto le sigle confederali, oppure l’Italia resterà senza una compagnia italiana. I piloti dovrebbero oramai prendere atto che quel mondo non c’è più e che le compagnie aeree in tutto il mondo ormai operano su logiche come quelle proposte da Cai. Quindi generare profitto e non enormi perdite». E il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: «Approvati i provvedimenti dal Parlamento e consolidata una cordata forte e autorevole bisogna andare avanti. L’ostruzionismo in atto e il calendario di scioperi sono una risposta non accettabile. Bene fa il governo a rifiutare autentici atti di intimidazione e su questo avrà il convinto sostegno del Parlamento».

LETTA: «PARTNER PRIORITÀ» – Per Enrico Letta, ministro ombra del Welfare, «bisogna sostenere il buon esito di una trattativa finale e della vicenda Cai, ma sapendo che c’è bisogno di un partner straniero come prima priorità. Mi sembra che purtroppo i problemi stiano venendo al pettine, i grandi annunci su miracoli e sulle soluzioni miracolistiche fatti dal governo hanno lasciato il campo a una cruda e triste realtà. Credo che in questo momento vada sostenuta una soluzione di continuità e quindi bisogna sostenere il buon esito di una trattativa finale».

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