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A marzo la fiducia nell'economia continua a deteriorarsi nell'Eurozona, con l'Italia che registra il calo più accentuato trai grandi Paesi. L'Economic Sentiment Indicator (Eic) è calato di 0,7 punti a quota 64,6, mentre nella Ue a 27 è sceso di 0,6 punti a 60,3. Si tratta dei livelli più bassi mai raggiunti dall'indice, ma il decremento è comunque minore rispetto a quelli registrati nei mesi scorsi. Nei dettagli, a pesare sul dato è il calo di due punti, sia nell'Eurozona (ovvero nei Paesi che adottano la moneta unica) che nella Ue, della fiducia dei settori dell'industria e dei servizi.

A marzo la fiducia nell’economia continua a deteriorarsi nell’Eurozona, con l’Italia che registra il calo più accentuato trai grandi Paesi. L’Economic Sentiment Indicator (Eic) è calato di 0,7 punti a quota 64,6, mentre nella Ue a 27 è sceso di 0,6 punti a 60,3. Si tratta dei livelli più bassi mai raggiunti dall’indice, ma il decremento è comunque minore rispetto a quelli registrati nei mesi scorsi. Nei dettagli, a pesare sul dato è il calo di due punti, sia nell’Eurozona (ovvero nei Paesi che adottano la moneta unica) che nella Ue, della fiducia dei settori dell’industria e dei servizi. La fiducia dei consumatori resta invece stabile a nella Ue mentre cala di un punto, scendendo a -34, nell’eurozona. Tra i paesi europei, l’Eic manifesta il calo maggiore in Italia (-4,5 punti), mentre si registrano declini più contenuti in Francia (-1), Polonia (-1), Germania (-0,8) e Gran Bretagna (-0,4). Fiducia in ripresa in Spagna (+0,8 punti) e Olanda (+1,3).

TOKYO – La giornata delle Borse mondiali ha avuto un avvio negativo con la Borsa di Tokyo che chiude gli scambi in territorio fortemente negativo: ribasso del 4,53% maturato nell’ultima parte delle contrattazioni. L’indice Nikkei scende a 8.236,08 punti, 390,89 in meno della chiusura di venerdì, scontando lo stop dell’amministrazione Obama ai piani presentati da General Motors e Chrysler, che alimenta i timori di bancarotta.

IN EUROPA – E l’avvio di settimana è in rosso anche per le principali borse europee, sulla scia del calo registrato in Asia e con la prospettiva di un avvio deludente anche per Wall Street, i cui contratti future indicano un ribasso del 2% per l’indice S&P500. Sotto pressione i bancari e gli assicurativi, ma anche le materie prime e l’auto dopo le condizioni poste dall’amministrazione Usa ai costruttori per ottenere ulteriori aiuti di stato. In particolare scivolano Barclays (-12,43%), che secondo indiscrezioni di stampa si prepara a rifiutare la polizza sugli investimenti offerta dal governo di Londra, Commerzbank (-11,58%), Lloyds (-8,02%), Credit Agricole (-8,65%), Ubs (-8,44%) e Bnp Paribas (7,89%). Difficoltà per gli assicurativi Ing (-11,98%), Aegon (-8,44%) e Allianz (-7,12%), mentre in campo automobilistico scivolano Renault (-5,91%) e Peugeot (-5,64%), dopo il licenziamento dell’l’amministratore delegato Christian Streiff, insieme a Daimler (-5,14%). In calo le materie prime con Xstrata (-7,32%), Anglo American (-6,69%) e Bhp Billiton (-5%), che, secondo indiscrezioni di stampa, si preparerebbe a lanciare una nuova offerta sulla rivale Rio Tinto (-3,15%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee: – Londra -2,11%; – Parigi -2,85%; – Francoforte -3,25%; – Madrid -2,86%; – Milano -4,02%; – Amsterdam -3,44%; – Stoccolma -2,45% e – Zurigo -2,86%.

AUTO – Le borse europee scivolano per i timori suscitati dalle indicazioni dell’amministrazione Usa sulla necessità di maggiori aiuti statali per alcune banche (lo ha detto del segretario al Tesoro Timothy Geithner al canale televisivo Abc) e sulla richiesta di ristrutturazioni più incisive per i colossi dell’auto Gm e Chrysler in cambio dell’intervento governativo. Riguardo alla prima il presidente Barack Obama ha chiesto, e ottenuto, la testa del numero uno Richard Wagoner, alla seconda di completare l’alleanza con Fiat entro 30 giorni. Licenziato intanto a Parigi anche l’amministratore delegato di Peugeot Christian Streiff con il titolo ora in calo del 6,7% sul listino francese e Renault in ribasso del 6,8%, mentre a Milano Fiat cede il 6,1% e, a Francoforte, Daimler il 7,4%. Se l’indice del settore auto settoriale Dj Stoxx cede il 6,19 non fa molto meglio quello bancario (-5,63%) dove Commerzbank lascia sul terreno il 12,6%, Deutsche Bank il 9,4%, Credit Agricole il 9,1%, Bnp il 6,4%, Unicredit il 7,1%, Barclays il 6,4%. A Madrid, Santander (-5,2%) guida il calo del comparto dopo il primo salvataggio statale in 16 anni di una banca, Caja Castilla-La Mancha.

TISCALI – Intanto il titolo Tiscali, a un’ora dall’avvio delle contrattazioni, è sospeso facendo segnare un calo del 6,8% a 0,403 euro. Il gruppo sardo ha comunicato nel weekend di aver chiuso il 2008 con una perdita netta di 242,7 milioni, in peggioramento rispetto alla perdita netta di 65,3 milioni del 2007. Al 31 dicembre 2008, Tiscali conta su disponibilità liquide complessive per 24,2 milioni, a fronte di una posizione finanziaria netta alla stessa data negativa per 601,1 milioni.

PETROLIO – Anche il prezzo del petrolio in calo negli scambi sui circuiti elettronici asiatici. Il barile, secondo gli operatori, segue la flessione accusata venerdì dai listini azionari mondiali. Il future maggio sul Wti cede il 2,2% a 51,23 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent scivola dell’1,6% a 51,15 dollari.

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