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Professioni: Cuchel (Anc), per i commercialisti è il momento di scioperare

PISA - “Credo sia giunto il momento che i commercialisti proclamino uno sciopero: la situazione è insostenibile, tra scadenze fiscali troppo fitte e la mancanza di qualsiasi tutela per la professione. Non possiamo neanche ammalarci perché creeremmo problemi per i clienti e lo studio. Il codice di Autoregolamentazione ci permette di scioperare”. Lo ha detto Marco Cuchel, presidente di Anc - Associazione Nazionale Commercialisti, nel corso del convegno nazionale dell’associazione che si è svolto a Pisa.

PISA – “Credo sia giunto il momento che i commercialisti proclamino uno sciopero: la situazione è insostenibile, tra scadenze fiscali troppo fitte e la mancanza di qualsiasi tutela per la professione. Non possiamo neanche ammalarci perché creeremmo problemi per i clienti e lo studio. Il codice di Autoregolamentazione ci permette di scioperare”. Lo ha detto Marco Cuchel, presidente di Anc – Associazione Nazionale Commercialisti, nel corso del convegno nazionale dell’associazione che si è svolto a Pisa.

“Sono sempre più frequenti gli attacchi al mondo delle professioni da parte delle Istituzioni”, ha sottolineato Cuchel. “Penso ad esempio al 730 precompilato, dove si è deciso di non fare marcia indietro neanche davanti alla segnalazione di problemi come quelli relativi all’inserimento delle spese sanitarie. E poi basta con questa storia che aiutiamo gli italiani ad evadere: noi siamo quelli che fanno pagare le tasse”.
Alla manifestazione ha partecipato Lello Di Gioia, presidente della Commissione Bicamerale di controllo sugli Enti Previdenziali, che ha annunciato “un incontro con le Casse di previdenza dei professionisti quando la Legge di Stabilità sarà alla Camera: sarà l’occasione per ragionare su modifiche economiche, normative e fiscali”.
“L’obiettivo – conclude Di Gioia – è quello di intervenire sulla doppia tassazione a cui sono sottoposte le Casse pensionistiche private, unico caso in Europa, e di riaffermare a livello legislativo l’autonomia degli Enti: non sono pubblici e non devono esistere procedure pubbliche in materia di appalti, o di bilanci”.
“Le Casse di previdenza da tempo ritengono sia giunto il momento di fare squadra con le istituzioni – ha dichiarato Luigi Pagliuca, presidente della Cassa ragionieri -, allora è giusto che non siano più considerati come dei ‘bancomat’, utili per prelevare quando ce n’è bisogno. Per questo motivo accogliamo positivamente le proposte del sottosegretario Pier Paolo Baretta e del presidente della Commissione bicamerali di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, Lello Di Gioia. Siamo pronti, ancora una volta, a fare la nostra parte per il bene del Paese”.

Alessandra Gallo

 

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