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La crisi di Dubai si fa sentire, Borse giù

La crisi di Dubai World, con il congelamento per sei mesi dei pagamenti sui debiti (59 miliardi di dollari) della holding, porta giù prima le Borse asiatiche e poi, in apertura, e per il secondo giorno consecutivo, anche quelle europee.

La crisi di Dubai World, con il congelamento per sei mesi dei pagamenti sui debiti (59 miliardi di dollari) della holding, porta giù prima le Borse asiatiche e poi, in apertura, e per il secondo giorno consecutivo, anche quelle europee. Lo scossone è forte e si teme un nuovo crack finanziario. Tokyo ha terminato gli scambi in caduta libera, a -3,22%, trascinata anche dal sostenuto rafforzamento dello yen che in apertura di seduta è sceso sotto quota 85 sul dollaro toccando i minimi dal 1995. L’indice Nikkei è sceso a 9.081,52 punti, 301,72 in meno della chiusura di giovedì.

PIAZZE EUROPEE – Dopo l’ondata di ribassi provenienti dall’Asia toccava all’Europa. Tutti in calo in apertura i listini del Vecchio Continente: a Parigi l’indice Cac in avvio di seduta segna -1,79% a 3.614,51 punti mentre a Londra il Ftse segna -1,74% a 5.103,78 punti. In calo anche Francoforte (-1,6%). Non si discosta dal trend ribassista anche Piazza Affari che all’esordio vede l’Ftse Mib arretrare del 2,33% a 21.433,62 punti, mentre l’All Share perde il 2,12% a 21.887,23 punti. Successivamente però le Borse del Vecchio Continente recuperavano terreno anche se si confermano pesanti le banche e i titoli delle società più esposte verso la città-Stato. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: Londra -0,47% – Parigi -0,46% – Francoforte -0,56% – Madrid -0,87% – Milano -0,84% – Amsterdam -0,76% – Stoccolma +0,21% – Zurigo -0,60%.

BORSE ASIATICHE – Male, oltre a Tokyo, anche tutte le altre piazze asiatiche. A Seul il Kospi è caduto del 4,7% a 1.524,50, minimo da quattro mesi, a Hong Kong l’Hang seng ha segnato un calo del 5,1% a 21.088,55. «Gli operatori temono un crack finanziario a Dubai – commenta un operatore – e si stanno rifugiando nell’oro, titoli pubblici e perfino nel dollaro». E c’è attesa per il dato dell’apertura di Wall Street, dopo la chiusura di giovedì per il Giorno del Ringraziamento: una giornata nera, come detto, quella di giovedì per l’Europa, che ha perso 152 miliardi di euro di capitalizzazione in una sola seduta.

LO SPETTRO DELLA CRISI – Le difficoltà di Dubai hanno alimentato ipotesi di possibili effetti contagio in tutta l’area del Medio Oriente e delle economie emergenti, e richiamato lo spettro della crisi finanziaria asiatica della metà degli anni ’90. La moratoria sui bond della Dubai World riguarda un gruppo complessivamente indebitato per circa 60 miliardi di dollari: l’emirato sta accusando un drammatico crollo dei prezzi immobiliari, che hanno subito cali dell’ordine del 50% dopo che negli anni scorsi aveva acquistato notorietà mondiale come polo finanziario dell’area che fa sfoggio di innumerevoli grattacieli, tra cui il più alto del mondo. La Dubai World, a controllo statale, è a capo del progetto per la creazione della gigantesca isola artificiale nel Golfo a forma di palma.

 

 

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