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La Bce taglia, ma le borse peggiorano

La Bce ha ridotto di 50 punti base, al 3,25% dal 3,75%, il tasso di riferimento dell'eurozona. Di riflesso scendono il tasso marginale sui rifinaziamenti al 4% dal 4,25% e quello sui depositi al 3% dal 3,25%. La Bce aveva tagliato, in un'azione concertata con le altre banche centrali, l'8 ottobre di 0,50 punti base il riferimento.

La Bce ha ridotto di 50 punti base, al 3,25% dal 3,75%, il tasso di riferimento dell’eurozona. Di riflesso scendono il tasso marginale sui rifinaziamenti al 4% dal 4,25% e quello sui depositi al 3% dal 3,25%. La Bce aveva tagliato, in un’azione concertata con le altre banche centrali, l’8 ottobre di 0,50 punti base il riferimento.

INCERTEZZE – «Non escludo che potremo tagliare di nuovo i tassi» ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. durante la conferenza stampa informando i giornalisti che la decisione odierna di tagliare i tassi europei di mezzo punto è stata presa dalla Bce all’«unanimità». Ma poi aggiunge che il direttivo ha discusso «varie opzioni», tra cui anche quella di tagliare i tassi dello 0,75%. Le incertezze legate alla crisi creditizia – ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Triche – rimangono «straordinariamente alte» e «sfide eccezionali aspettano» l’Europa. In più, ha detto il presidente della Bce, si è registrata, nelle ultime settimane, una «marcata frenata della crescita» in eurozona. Il timore della recessione, quindi, ha costretto l’istituto di Francoforte a intervenire nuovamente sui tassi d’interesse.

INFLAZIONE IN CALO – L’inflazione, ha fatto osservare Trichet durante la conferenza stampa, dovrebbe continuare ad allentarsi nei prossimi mesi fino a raggiungere livelli compatibili con la stabilità dei prezzi nel 2009. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. La Bce considerà il 2% come soglia desiderabile per la stabilità dei prezzi.

BORSE EUROPEE – Le Borse europee hanno ampliato le perdite dopo la decisione della Bce di ridurre il costo del denaro di mezzo punto, in linea con le attese. A Milano l’S&P/Mib cede l’1,96% (a 22.312 punti), mentre il Mibtel lascia il 2,02% (a 17.182). Parigi cede il 2,90% e Amsterdam è in flessione del 2,66%. Zurigo perde l’1,78%. I listini del Vecchio Continente avevano progressivamente ridotto i cali prima dell’annuncio sui tassi e sono peggiorate di circa un punto percentuale.

SVIZZERA e INGHILTERRA TAGLIANO TASSI – Poco prima del taglio della Bce era arrivata la decisione della Banca d’Inghilterra che ha ridotto i tassi britannici di ben 150 punti base portandoli al 3%. E anche la Banca nazionale svizzera ha annunciato a Zurigo una riduzione di 50 punti del margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, il tasso di riferimento, che passa a 1,5%-2,5%.

BORSE ASIATICHE – Nell’Obama Day, il giorno della consacrazione dell’esponente afroamericano uscito vincitore dalle presidenziali americane, la piazza di Tokyo era stata quella che aveva fatto registrare i risultati migliori, un po’ in controtendenza rispetto a quanto successo in Europa e negli Usa dove i mercati finanziari non sembrano avere accolto con entusiasmo il successo del candidato democratico. Ma a distanza di 24 ore la Borsa della capitale nipponica fa registrare un forte arretramento, con l’’indice Nikkei dei 225 titoli guida che alla chiusura ha perso 622,10 punti, pari al 6,53%, scendendo di nuovo sotto quota 9.000 a 8.899,14 punti.

EFFETTO WALL STREET – A riportare al pessimismo gli investitori giapponesi è il ritorno in forza dello yen rispetto al dollaro e al tonfo di ieri di Wall Street. L’indice Nikkei aveva recuperato l’11% nel corso delle due sedute precedentii. L’indice Topix, che si riferisce a tutti i titoli principali della Borsa giapponese, ha perso oggi 57,61 punti, pari al 5,96 per cento, scendendo a 909,30 punti. Ieri sera, l’indice Dow Jones della Borsa di New York aveva perso il 5,05%e il Nasdaq il 5,53%, mentre nuovi indicatori hanno ricordato che il presidente Obama dovrà affrontare una situazione molto degradata negli Stati Uniti. Nel mercato dei cambi, lo yen continua a salire rispetto al dollaro e all’euro, una situazione che nuoce alle esportazioni giapponesi. Il dollaro è sceso oggi di nuovo sotto i 98 yen.

Gennaro Tuccillo

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